Analisi della redazioneFormula 1Gran Premio Abu Dhabi

Super Max chiude il Mondiale ad Abu Dhabi. Nel 2021 tanti spunti per ripartire…

Hamilton torna in sella e arriva terzo, l’olandese si merita il sigillo finale. Sollievo Ferrari: l’agonia è finita

Dopo la pole, arriva la vittoria per l’olandese della Red Bull, ma sul circuito di Yas Marina manca lo spettacolo…

Potremmo parlare della gara, l’ultima del mondiale 2020, un farewell ormai consueto ad Abu Dhabi, in una di quelle piste che… proprio no. Se questo anno maledetto ha permesso alla Formula 1 di riscoprire o conoscere circuiti pepati come Imola, Mugello o Portimao, non ci ha comunque tolto l’ultima recita in uno di quei teatri messi in piedi per il business.

Quella cosa che in parte è lecita e comprensibile, ma dall’altra ha preso un po’ troppo il sopravvento sul caro, vecchio odore di benzina, freni, motore e quant’altro ci sia di romantico. E invece, con la contesa che non c’è mai stata e il trionfo di Super Max ampiamente meritato dopo una stagione a battagliare contro il monumento Mercedes, l’editoriale è un po’ un riassunto di promossi e bocciati della stagione, anche se non è mai bello bacchettare dal divano senza calarsi nell’abitacolo.

NOIA A METÀ AD ABU DHABI

Sì, discorsi fatti e rifatti. La Formula 1 noiosa, dove vincono sempre gli stessi, dove per vedere le gare bisogna metter su litri di caffé, come forse ieri ad Abu Dhabi. Ci sta tutto, ma quanti imprevisti quest’anno: la vittoria di Gasly a Monza, quella di Perez in Bahrain, Hamilton per il quale non ci sono più parole, che vince in Inghilterra su tre ruote, gli undici sorpassi in un giro di Raikkonen in Portogallo. E Super Max, sgrezzato da quei brutti scatti d’ira degli esordi, che paiono impossessarsi ora di Leclerc.

Già, il monegasco. Talento e spregiudicatezza limpidi, ma che devono ancora trovare una precisa collocazione insieme alla freddezza e alla lucidità. Necessari per essere candidato a riportare l’iride a Maranello. E rinnoviamo un plauso a Liberty Media: il 5 luglio ha preso il via una annata, in ritardo perché segnata dall’emergenza sanitaria, ma messa in piedi in modo magistrale dopo il pasticcio australiano di marzo.

QUANTI SPUNTI NEL 2021

Alonso alla Alpine (così si chiamerà la nuova Renault), il sedile da riempire alla Red Bull, la più giovane coppia Ferrari dal 1968, Leclerc-Sainz, con la Rossa che parte senza un campione del mondo in sella, Vettel al fianco del figlio del capo in Aston Martin. Sono solo alcune curiosità che sono già dietro l’angolo in proiezione nuova stagione.

L’ultima della Formula 1 che conosciamo dall’inizio dell’era ibrida, perché poi si cambierà tutto. E ci sarà modo di parlarne. Nel sabato delle qualifiche ad Abu Dhabi, tre piloti in 86 millesimi. Ennesima dimostrazione che i distacchi sono brevi, i piloti sono veloci e di belle speranze ce ne sono tante per il dopo Hamilton. E Stefano Domenicali nuovo boss del tutto: sarà lui a dover riportare questo sport più vicino alla gente.

È stata l’ultima gara di Vettel in rosso. Un percorso che si è arrestato nel 2018 su un muretto di Hockenheim. Un viaggio che avrebbe dovuto portare quel Mondiale che Alonso non era riuscito a centrare e che alla fine nemmeno il tedesco, arrivato con quattro titoli in tasca, è stato in grado di raggiungere. Una pacca sulle spalle e un giusto riconoscimento alla persona: se il pilota ha fallito la missione, l’uomo è stato impeccabile.

Una stagione serrata e alla fine volata, con gare anche per tre week-end consecutivi. E la perla finale di Russell, al quale sfugge una vittoria meritata a bordo della macchina migliore. Ecco un altro motivo per ridimensionare la noia. Il pepe sopra a questo piatto ricco, è stato l’incidente a Grosjean: un elemento di cui avremmo fatto volentieri a meno. Ma che forse servirà a capire che la Formula 1 non deve mai abbassare la guardia in quanto a sicurezza.

Eccezion fatta per il grande spavento occorso al francese (e anche un po’ a noi nel vedere quelle immagini…), e al netto di una Ferrari disastrosa, tranquillamente paragonabile a quelle del 1980, 1992 e 1993, è stata una annata bella e intensa. Arrivederci al 2021. E quando qualcosa finisce, al di là di tutto, scende sempre una lacrimuccia.

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