DichiarazioniFormula 1

Domenicali: “Cina, Argentina e Sudafrica vogliono di nuovo un GP”

Ospite a una tavola rotonda sullo sport a Fusignano, il numero 1 di Liberty Media parla di presente e futuro

La Romagna ha accolto Stefano Domenicali, numero uno di Liberty Media, e il pubblico in una tavola rotonda dedicata allo sport. Padrone di casa l’ex allenatore del Milan Arrigo Sacchi, insieme anche a Manuela Di Centa (sci), Julio Velasco, Giampaolo Montali (pallavolo) e Davide Cassani (ciclismo).

L’ex team principal della Ferrari ha snocciolato temi interessanti: dalla gara in Olanda dello scorso week-end, al futuro della Formula 1 e all’importanza di attrarre nuovi mercati. Con vecchi e nuovi paesi che vogliono riprendersi una gara o aprirsi ad ospitare la loro prima corsa, come accadrà quest’anno all’Arabia Saudita.

ZANDVOORT OK, MA…

Si parte ovviamente da Zandvoort e dall’entusiasmo della “Torcida” che ha tifato e gioito per Verstappen. Che emozione ha dato a Domenicali? “Devo essere sincero, è stata una grandissima emozione. Vedere ciò che abbiamo visto a Zandvoort ti trasmette passione, entusiasmo, la voglia di condividere esperienze. Dall’altra parte, in questo momento, mi da spunti di riflessione diversi. Stiamo vivendo una situazione particolare che ci ha cambiato la vita, e costringendo a comportamenti diversi. Gare come ieri, o come quella di Silverstone, sono qualcosa di straordinario, ma sinceramente viene sempre tutto gestito in modo diverso da paese a paese”.

E quale il rapporto di Domenicali con lo sport? “Sono nato a Imola, quindi nel cuore del motorsport. Ma nella mia vita ho fatto tutti gli sport di squadra: ho fatto calcio, sono nato nella stessa casa di Giancarlo Marocchi, mi sono appassionato al basket. Sono cresciuto nella passione di chi andava e vedeva le corse, e di chi faceva lo sport, amando lo spogliatoio e i valori, con i quali tutti noi presenti stasera siamo cresciuti”.

TRASVERSALITÀ E ORGANIZZAZIONE

Organizzazione e lavoro di squadra, fondamentali anche in F1. Prosegue Domenicali: “Prima Velasco parlava di disciplina: di imparare a vivere le regole della vita attraverso lo sport. Il tema della complementarietà è relativo al tema organizzativo: nello sport dell’automobilismo il tema della complementarietà organizzativa è espresso al massimo livello. Per vincere in un ambito automobilistico hai bisogno di grandi piloti ma anche grandi ingegneri, grandi tecnici. Quando si parla di prestazione assoluta si parla di una attenzione maniacale al dettaglio che non deve mancare mai. La differenza di un grammo nello sviluppo o meno di una macchina, ti fa vincere o perdere un campionato. Se facciamo un casco che col passare del tempo possa perdere peso, significa migliorare la prestazione del pilota. Quando sei sottoposto a forze G molto importanti vuol dire non essere concentrati a dovere per massimizzare la propria prestazione”.

Il tema delle sinergie con altri sport e del massimizzare le prestazioni è al centro dell’intervento di Domenicali: “I campioni di F1 hanno una caratteristica, devono rallentare un tempo che è velocissimo. Massimizzare la prestazione è tutto, e i grandi piloti sono coloro che dal punto di vista dello sviluppo hanno potuto indicare agli ingegneri quello che serviva per preparare una curva. Far capire che tu vedi a rallenty un percorso velocissimo, dai la possibilità a chi lavora con te di sviluppare ciò che serve per essere vincente. Organizzazione e disciplina sono temi che mi hanno sempre affascinato e mi hanno portato a sviluppare una cosa importante che è l’ascolto. Come questa sera su questo palco. Le persone che hanno una responsabilità a livello sociale, per essere incisivi e indirizzare dei comportamenti, devono capire, ascoltare e fare una analisi completa della situazione prima di prendere una scelta. Altrimenti il rischio di fare errori è molto alto.

Prendere spunto da altre discipline, un punto cruciale. Domenicali spiega: “Lo sport mi ha aiutato e mi aiuta ancora a capire quali sono i sistemi valoriali per i quali una piccola o grande organizzazione sia capace di crescere dal punto di vista sociale e anche di business. Il nostro sport fa un errore oggi: pensare che non si possa prendere qualcosa anche da altri sport. La trasversalità è utile per crescere ed è uno stimolo che dobbiamo portarci a casa per indirizzare delle scelte molto importanti per il futuro”.

F1 SEMPRE PIÙ “MONDIALE”

Ma ecco il piatto forte: presente e futuro della Formula 1. Clienti e mercati, parole che stridono con la passione dei tifosi vecchio stampo. Ma Domenicali è un serbatoio di sincerità: “In questo momento la Formula 1 sta andando molto bene. Si porta avanti pensando che è una disciplina, uno sport, un business che crea attenzione di carattere sportivo e politico. Argentina, Marocco, Sudafrica, Cina, Corea, sono tutti interessati a ospitare o a riprendere un GP di Formula 1. Ci sono elementi da valutare però: economica, sportiva, il fatto che siamo un campionato del Mondo e dunque dobbiamo correre in tutti i continenti, ciascuno con le sue diverse dinamiche ed esigenze. Ci sono dei paesi che hanno capito che questa è una opportunità , tramite la Formula 1, di farsi conoscere”.

Prosegue il numero uno di Liberty Media: “Sta diventando una dimensione non solo di sviluppo tecnologico, di gare tra campioni e costruttori ma sta diventando uno strumento politico. E dunque sotto questo profilo ci sono dei temi che devono essere considerati, e il tema comunicazionale è molto importante. Andare non solo in paesi nuovi, ma attrarre clienti di culture e paesi diversi, dove la narrativa dell’evento sportivo è la stessa ma il linguaggio e il modo di raccontarlo e la tipologia di comunicazione è collegato a un’età e una cultura diversa”.

Gli Stati Uniti come mercato strategico. Spiega Domenicali: “Abbiamo un grande potenziale negli USA: avremo un GP a Miami l’anno prossimo, tra due mesi siamo ad Austin. Là però hanno bisogno di conoscere la Formula 1 tramite una narrazione diversa. Tramite Netflix per esempio, i giovani hanno potuto conoscere la Formula 1 non dal punto di vista della sfida e della competizione all’ultimo centesimo, che sono cose che interessano a un altro tipo di pubblico, ma siamo stati in grado di intercettare nuove persone che ci serviranno per sviluppare e mantenere la F1 in futuro. La bellezza di questa disciplina è la trasversalità che sta crescendo in modo importante”. A fine serata, abbiamo solo il tempo di una battuta al volo: Imola naturalmente. Resterà stabilmente in calendario? Domenicali è di fretta, ci sorride e butta lì un: “Sperém!”. Già, lo speriamo un po’ tutti.

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