Formula 1Interviste

Simone Resta a F1world: “Solo in pista capiremo se le nuove regole funzioneranno”

Rispondendo alle nostre domande, il Technical Director del team di Kannapolis ha affrontato i molti dubbi e le varie questioni legate al Campionato 2022

Il bilancio del 2021, le prospettive del nuovo regolamento aerodinamico, il rapporto tra la Haas e la Motor Valley. Simone Resta, Direttore Tecnico del team americano ha rilasciato un’intervista in esclusiva a F1world

Abbiamo avuto modo di chiacchierare con Simone Resta, ingegnere classe 1970, ex Minardi, Ferrari e Alfa Romeo, in Haas dal gennaio 2021 con la qualifica di Technical Director, nel corso di una lunga intervista.  Naturalmente, l’attenzione del faentino è rivolta alla VF-22, la prima monoposto a effetto suolo del team statunitense. Presentata lo scorso 4 febbraio, la nuova vettura è chiamata a riportare in alto il team, dopo i difficili campionati 2020 e 2021 terminati da fanalino di coda.

Tuttavia, come diversi analisti hanno sottolineato, nell’ultima parte dello scorso campionato Mick Schumacher e Nikita Mazepin sono stati in grado di lottare contro altri piloti. La sorpresa è dovuta al fatto che la VF-21 non è stata aggiornata in nessuna occasione, a differenza della concorrenza.

“Abbiamo iniziato il Campionato 2021 senza un vero e proprio programma di sviluppo della vettura – ha ricordato Resta. Tuttavia, siamo partiti anche con una squadra riformata in diverse componenti. Questo ha coinvolto sia la squadra che i piloti, entrambi rookie. Il gruppo non ha visto lo sviluppo del mezzo tecnico, tralasciando piccoli dettagli, ma il resto della squadra è cresciuta.

Non bisogna dimenticare, come ha affermato l’ingegnere, che “anche i piloti si sono sviluppati durante l’anno. Tante volte si tiene conto soltanto dello sviluppo tecnico della macchina; noi abbiamo tenuto conto soprattutto delle altre componenti che creano la performance. La squadra è sicuramente cresciuta. I piloti hanno trovato il giusto feeling, hanno avuto modo di conoscere le piste e ogni parte della vettura, riuscendo, un po’ alla volta, a fare dei passi avanti”.

LO SVILUPPO DELLA VF-22 SOTTO GLI OCCHI DI SIMONE RESTA

L’ingegnere ex Ferrari ha seguito sin dal primo momento lo sviluppo della nuova vettura a effetto suolo. Giunto nel team di Kannapolis nel gennaio 2021, il lavoro iniziale si è concentrato soprattutto sull’organizzazione, sui ruoli e sugli strumenti a disposizione. “Se facessi un confronto con altre realtà, più strutturate e più pronte di fronte a questo cambiamento regolamentare, sicuramente qualcuno sarà partito prima, penso già nel 2020″, ha ammesso Resta.

“La Haas non si è concentrata immediatamente, e a capo fitto, sul progetto, ma ha lavorato anche sulle varie attività propedeutiche per lo sviluppo della vettura”. Per quanto riguarda la “cattiveria” del progetto tecnico, l’ingegnere non si è sbilanciato; “se la nostra vettura sarà aggressiva o meno dipenderà dal lavoro delle altre squadre ha affermato.

Nonostante il rapporto stretto con Maranello, la VF-22 e la F1-75 viaggiano su binari separati. Interpellato sull’argomento, Resta ha precisato: “non ho idea di quanto abbia fatto la Ferrari, lo potremo vedere quando presenteranno la loro vettura. Per ragioni regolamentari possiamo acquistare alcuni componenti dalla Ferrari, saranno queste parti ad essere analoghe nelle vetture che vedremo in pista nei test”.

“Noi siamo stati i primi a presentare la monoposto 2022. Come abbiamo detto si tratta di uno stato di sviluppo, possiamo aspettarci delle differenze quando andremo in pista, settimana prossima (per i test di Barcellona, ndr). Non farei tanto affidamento su quanto abbiamo visto fino ad ora. Le monoposto che gareggeranno saranno un’evoluzione di quanto abbiamo mostrato”.

LE CARATTERISTICHE DEL REGOLAMENTO 2022

Sulla base dell’esperienza da Technical Director, Resta ha affermato che “per quanto riguarda il nuovo regolamento aerodinamico, sarebbe meglio aspettare il responso della pista per emettere un giudizio. Lì capiremo se questo regolamento avrà raggiunto gli obiettivi prefissati da chi lo ha impostato. Non penso che dai test avremo indicazioni in tal senso, probabilmente bisognerà aspettare le prime gare per avere un’idea reale. La pista avrà l’ultima parola sui diversi obiettivi prefissati, come un eventuale accorciamento della griglia e un miglioramento del comportamento delle monoposto in scia e in fase di sorpasso”.

“In alcune parti – secondo l’ingegnere – il regolamento sembra essere più restrittivo, mentre resta tanta libertà in generale. Fino ad ora abbiamo visto delle vetture sensibilmente diverse tra loro. Resta però il fatto che si tratta di impressioni dovute alle presentazioni, le evoluzioni si vedranno più avanti. Penso che tale diversità ci dimostri come le regole abbiano lasciato spazio a diversi design, a diverse soluzioni.

IL RAPPORTO TRA L’ITALIA E LA HAAS SECONDO RESTA

Molto bello e proficuo, per chi lo vive quotidianamente e professionalmente, è il rapporto tra il nostro Paese e il mondo dei motori. Specialmente nella Motor Valley. La carriera di Resta non è altro che un chiaro esempio della brillantezza delle menti italiane in questo settore.

“Per quanto riguarda me – racconta Resta, riferendosi alle esperienze passate – è chiaro che si cerca sempre di fare esperienza. Si cerca sempre di ricordare le esperienze passate, di imparare e di fare sempre meglio la volta successiva. Si tratta di un esercizio che tutti noi facciamo, ognuno nel suo ambito. È molto importante guardarsi indietro, valutare quello che si è fatto e provare a farlo meglio la volta dopo. Si cerca sempre di portare un contributo sempre superiore. Questo è un punto molto importante per me.

Così come molto importante è il legame di Haas col territorio modenese e, nello specifico, di Maranello, sede del reparto tecnico degli uomini di Gunther Steiner. “Aver creato a Maranello una base per il settore tecnico rappresenta un investimento molto importante di Haas nei confronti del territorio. Penso che l’Italia possa dare molto al motorsport, ci sono tante competenze sia a livello di fornitori che di aziende”.

“In generale, gli ingegneri italiani rappresentano una parte importante della Formula 1, non solo nei team italiani. Inoltre, è bello vedere come gli ingegneri italiani abbiano buone opportunità all’estero, nelle altre scuderie, riuscendo a dare un buon contributo. Penso che sia un buon riconoscimento per il lavoro che si fa qui, nella Motor Valley e nelle nostre università”, ha concluso l’ingegnere.

Amedeo Barbagallo

Studente catanese di Filosofia con la passione per la scrittura, l’arbitraggio e la Formula 1. Autore del libro "I ragazzi che salvarono il mondo" (Santelli, 2020).

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