Formula 1Regolamento

Si cerca una soluzione alle bandiere rosse in qualifica

I piloti, e gli addetti ai lavori, chiedono a gran voce un’intervento della Federazione in merito ai blocchi della sessione del sabato

In vista della prossima stagione, i Team Principal parlano di come si possa risolvere la questione sulle bandiere rosse in qualifica e come limitare i vantaggi dei piloti

Nelle due ultime edizioni del Gran Premio di Monaco si è vissuto due casi di incidenti nell’ultima sessione del sabato e conseguente blocco della sessione. La gara nel circuito monegasco, nella sua storia, è stata protagonista di sessioni di qualifica fermate a causa delle bandiere rosse. Il ritiro di Perez, e le conseguenti voci secondo cui si sarebbe ritirato volontariamente, ha fatto pensare agli addetti ai lavori che si dovrebbe regolarizzare le red flag nella sessione del sabato. Carlos Sainz ha dichiarato che gli incidenti “deliberati” sono molto più comuni di quanto si pensi. La Formula 1, a differenza di altri campionati di motorsport, non ha delle sanzioni per chi causa bandiere rosse o gialle durante le qualifiche.

Le soluzioni secondo gli addetti ai lavori

Zak Brown, CEO di McLaren, spiega che: “Penso che dovrebbero esserci le bandiere rosse e gialle, che dovrebbe impedire al pilota di completare il giro. Si fa già in altri sport motoristici: ritirandoti, o causando bandiere, perdi il tuo giro più veloce di quella sessione di qualifica“. Il CEO di Alpine, Laurent Rossi, pensa che: “Secondo me si dovrebbe penalizzare il pilota. Quindi, immagino che si potrebbe promulgare la sessione di uno o due giri, per fare in modo che gli altri piloti possano completare il loro giro, con il pilota che verrebbe penalizzato. Si avrebbe bisogno di una revisione profonda, non andando a penalizzare squadra e pilota troppo velocemente.”

Mike Krack, Team Principal di Aston Martin, si unisce all’appello, dell’amministratore delegato della scuderia francese, secondo cui sarebbe complicato penalizzare nell’immediato. “Non ho un’opinione su questo argomento. Penso che si dovrebbe guardare caso per caso, andare nel comitato consultivo sportivo e riguardare gli ultimi 10 anni in cui si hanno avuto situazioni del genere, perché è abbastanza facile condannare qualcuno“, conclude cosi il lussemburghese.

Mattia Peddis

Sono Mattia uno studente di scienze politiche con la passione per la Formula 1 e per la politica. Il mio obbiettivo è quello di trasmettere la mia passione per il Motorsport attraverso la scrittura

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