Analisi della redazioneFormula 1

Schumacher merita l’esclusione dalla Formula 1?

Il pilota tedesco è alla ricerca di un’altra occasione per dimostrare il suo valore, che potrebbe non arrivare

La crescita di Mick è terminata o c’è ancora margine di miglioramento? Una terza stagione fornirebbe tutte le risposte

Il futuro di Mick Schumacher in Formula 1 è fortemente a rischio. Il rinnovo con la Haas non è ancora arrivato e probabilmente non si concretizzerà mai, mentre le alternative sembrano scarseggiare. La pista più probabile potrebbe essere quella che conduce ad Alpine, un’ipotesi molto gradita ad Esteban Ocon ma, forse, non altrettanto ai vertici del team. Il rapporto fra Mick e la Ferrari, iniziato nel 2019, si concluderà a dicembre. Alla luce di quanto elencato, la domanda sorge spontanea: Schumacher merita l’esclusione dal Circus dopo appena due stagioni?

Due anni fra difficoltà e lampi di luce

L’esordio di Mick in Formula 1 non è stato dei più semplici. Nel 2021 la Haas ha sfornato la monoposto nettamente più lenta del lotto, relegando i suoi piloti a una competizione interna per ultima e penultima posizione. Quest’anno, sfruttando al meglio la rivoluzione regolamentare, il team si è fatto trovare molto più preparato. Mick, però, ha cominciato la stagione in sordina, battuto regolarmente da Magnussen e protagonista di qualche errore di troppo. Dopo la crisi iniziale, il tedesco ha pian piano ingranato, finché per lui non sono arrivati due piazzamenti a punti consecutivi, a Silverstone e in Austria.

Il rendimento di Mick è dunque cresciuto, attestandosi su un livello paragonabile a quello di Magnussen. Il pilota danese resta davanti in classifica, principalmente perché è riuscito a massimizzare i risultati nella prima parte di campionato, quando i motorizzati Ferrari avevano un vantaggio sulla concorrenza. La carriera di Schumacher nelle varie categorie ha seguito un andamento ben preciso: apprendimento nella prima stagione, risultati importanti nella seconda. Nel caso in esame però stiamo parlando della Formula 1, che a livello di impegno e complessità non è paragonabile alla Formula 2 e alla Formula 3 Europea.

Ecco perché sarebbe un peccato che l’avventura di Schumacher nel Circus si concludesse con una mesta esclusione al termine del secondo anno. La crescita di Mick potrebbe non essere terminata, e solo la pista può fornire le risposte. Al tempo stesso, il tedesco meriterebbe forse di sperimentare l’atmosfera di un team diverso dalla Haas, che raramente ha perdonato i suoi errori. Il nostro auspicio, dunque, è che il figlio di Michael trovi il modo per prolungare la sua carriera in Formula 1. Ma non sarà facile.

Alessandro Bargiacchi

Sono toscano doc, nato a Firenze nel 1992. Adesso vivo in Casentino. Ho una laurea triennale in scienze politiche e una magistrale in semiotica. Adoro la musica e il teatro, così come lo sport, e a queste passioni cerco di dedicare tutto l'impegno e il tempo possibile. I miei primi ricordi legati a un Gran Premio 1 risalgono a Silverstone 1999, alle immagini sbiadite di Schumacher che colpisce violentemente le barriere di protezione. Negli anni, crescendo e cominciando a capire un po' meglio come funziona una gara automobilistica, sono diventato un vero appassionato di Formula 1, con un sincero amore sportivo nei confronti di Kimi Räikkönen, che ho avuto la fortuna di tifare per 20 anni.

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