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Salary cap: Verstappen non ci sta

Una soluzione penalizzante, per tutti, soprattutto per il futuro della Formula 1

Salary cap: il disappunto di Verstappen e Norris a favore delle nuove generazioni

La Formula 1 diventa sempre più popolare ma la FIA prosegue le trattative per arrivare a un accordo sul salary cap dei piloti. Una situazione che sembra paradossale, soprattutto agli occhi dei piloti. L’introduzione del salary cap imporrebbe un potenziale limite di 30 milioni di dollari tra i due piloti di una squadra. Il campione del mondo in carica Max Verstappen ha espresso il proprio dissenso evidenziando i limiti che il salary cap potrebbe portare nel futuro della Formula 1.

Gestione dei contratti pluriennali già siglati

Partiamo dalla gestione dei contratti pluriennali già siglati da alcuni piloti tra cui Max attualmente legato alla Red Bull fino al 2028 o Lando Norris, ad esempio, con McLaren. Come verrebbero gestiti gli accordi definiti precedentemente all’introduzione del salary cap?

Un problema per i giovani talenti

Veniamo, invece, all’aspetto definito più critico dalla maggior parte dei piloti: le difficoltà per i giovani attrarre investimenti all’inizio della loro carriera. Verstappen è il primo ad opporsi in questo senso provando a spiegare quanto sia già complesso accedere al circus della Formula 1 a causa degli importanti investimenti necessari. Con il salary cap imprenditori o manager potrebbero essere restii a investire in giovani talenti se sanno che i potenziali ritorni a lungo termine saranno ridotti.

“In tutte le categorie junior, se vedi quanti di quei piloti hanno uno sponsor, o un sostenitore, che alla fine avranno una certa percentuale del loro reddito potenzialmente in F1 o altro, penso che lo limiterà molto, perché non otterranno mai il loro ritorno in denaro.” ha proseguito “E se viene limitato, e così via, è molto più difficile o interesserà molto meno alle persone investire in giovani piloti e investire in persone che hanno possibilità di arrivare in F1 in primo luogo. Quindi penso che questo sia uno dei punti principali”. “E se prendi un cappellino danneggerà anche tutte le categorie giovanili. E non credo che lo vorresti”.

Sullo stesso punto, partendo dalle parole di Max, anche Lando ha espresso la propria opinione contraria in maniera molto netta. “Penso che quello che ha detto [Max] sia corretto”, ha affermato Norris. “E soprattutto con la parte di investimento nei giovani piloti. È già abbastanza difficile entrare in F1. Quindi non appena hai il sostegno, o hai un investitore come un pilota, ovviamente vogliono indietro i loro soldi a un certo punto, e tu dovrai farlo.”

Sono i piloti che ci mettono la faccia e rischiano la vita

Infine, ma non per importanza, quale senso avrebbe inserire un limite salariale in uno sport che gode di buona salute e sempre più popolare? “Ma da parte mia è completamente sbagliato, perché penso che in questo momento la F1 stia diventando sempre più popolare e tutti stiano facendo sempre più soldi, compresi i team e la FOM. Tutti ne traggono vantaggio.” Ha proseguito il campione del mondo in carica.

In sostanza, Max sostiene che chi ci mette la faccia e mette a rischio la propria vita ogni volta che sale in auto, verrebbe “penalizzato” rispetto al sistema. “Quindi perché i conducenti con i loro diritti di proprietà intellettuale e tutto il resto dovrebbero essere limitati,

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che effettivamente portano lo spettacolo e mettono a rischio la propria vita? Perché lo facciamo, alla fine. Quindi per me è completamente sbagliato”.

Ad ogni modo “È ancora tutto un po’ vago, giusto?”, ha detto.

Laura Bonacina

Precisamente e irrimediabilmente disordinata, ma assolutamente orientata nel mio marasma. Decisamente drogata di marketing, ma anche con i motori non scherzo. Ferrarista dalla nascita con un cuore nero azzurro.

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