DichiarazioniFormula 1

Sainz: “Monaco speciale! È un’occasione per Ferrari”

I temi toccati dallo spagnolo nella trasmissione “El Transistor” sono stati tanti: dall’adattamento all’interno della nuova squadra al GP che si correrà questo fine settimana a Monte Carlo

Monaco arriva come quinto round dell’anno e Carlos Sainz, che si trova sempre più a suo agio in Ferrari, è pronto per correre tra le strade del Principato

Monaco non è solo l’appuntamento più glamour della stagione, ma è anche un’opportunità per molti. Le strade del Principato, nella loro storia e particolarità, costituiscono delle insidie che possono aprire a gare pazzesche. E probabilmente la Ferrari spera che questo GP possa essere uno di quelli incredibili per avere la possibilità di andare a podio. È di certo una delle aspirazioni di Carlos Sainz, che freme nel celebrare con lo spumante un podio con la Rossa: “Qualsiasi gara è un’opportunità per raggiungere il podio. Anche Monaco”

IL FASCINO DEL PRINCIPATO

A El Transistor, uno dei programmi di Onda Cero, il madrileno ha esordito dicendo: “Monaco è molto diversa, è un GP unico. [ndr. Oltre al fatto che] le prove libere sono di giovedì, e non di venerdì come accade normalmente, anche la configurazione della monoposto è differente – ad hoc. A me Monte Carlo piace, mi sono sempre trovato bene guidando lì. Sì è un circuito difficile, ma credo che il più complicato di tutti sia Baku (…). Monaco ha tutto. Va dal tornante che percorriamo a 60 km/h, al tunnel in cui tocchiamo i 290, alla zona della piscina in cui andiamo (tra i muri) a 220 km/h”.

Alla domanda dei radiofonici su come si riempa la giornata libera Sainz ha risposto: “È strano perché ci arrivi che ti sei già ambientato con il tracciato, con la vettura e il set up. Nelle FP3 è come ricominciare da capo, perché devi ritrovare quelle sensazioni e quella confidenza che hai preso il giovedì e che magari hai perso del giorno di pausa. Il venerdì è un po’ noioso. Solitamente ci riempiono di eventi con la stampa, e non c’é molto tempo per stare con gli ingegneri e preparare al meglio il sabato.

MORE CONFIDENT 

Carlos è uno dei piloti, come Ricciardo o Vettel, che si sta confrontando con tutto ciò che comporta il cambio di casacca. L’adeguamento alla nuova squadra e alla monoposto non sono cose semplici e avvengono solo il tempo. Tempo che viene concesso loro solo nei fine settimana di gara. Anche se poi lo spagnolo, più di una volta, è potuto scendere in pista a Fiorano con delle passate Formula 1 per calarsi meglio e più velocemente nelle dinamiche del team. 

“La verità è che sono molto contento, mi sto integrando bene e rapidamente con la squadra. Stiamo già lavorando duramente per il prossimo anno, data l’introduzione dei nuovi regolamenti sarà una grande possibilità per la Ferrari e bisognerà essere preparati. Per il resto nulla. Le prime quattro gare sono andate bene. Mi sto adattando. Non sono ancora al livello che vorrei ma ci sono vicino, più vicino di quello che avrei pensato arrivati a questo punto”, ha spiegato l’ex McLaren.

E sulla percezione che ha avuto al suo arrivo a Maranello ha raccontato: “La cosa che più mi ha impressionato arrivato qui è che in Italia la Ferrari è come una religione. La gente ha una passione che non è comparabile, forse solo con quella che sentiamo noi [ndr. spagnoli] quando la Selección gioca un Mondiale. Sentiamo la responsabilità, l’appoggio, la voglia di vincere dei tifosi. La Ferrari rappresenta un paese, non è solo un marchio. È una sensazione difficile da descrivere se non la si vive da dentro”.

Insomma un Carlos Sainz che si avvicina a Monaco sempre più calato nella realtà Ferrari. Chissà che davvero questo GP non possa essere un’occasione d’oro per lo spagnolo, per la Rossa e per i tifosi. Le cui speranze sono alimentate pure dalle ottime prestazioni evidenziate nel terzo settore di Barcellona, senza però dimenticare che bisognerà anche avere fortuna.

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

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