DichiarazioniFormula 1

Ricciardo: “La FIA sia più flessibile negli orari dei GP”

Dopo il Giappone, l’australiano ritiene che la federazione dovrebbe essere più flessibile con gli orari in caso di condizioni estreme

Dopo il weekend in Giappone, Ricciardo esprime la sua su quanto accaduto rivolgendosi direttamente alla FIA. Come sappiamo, infatti, il GP di Suzuka è stato a lungo discusso per via della decisione della FIA di far cominciare comunque la gara nonostante le pessime condizioni meteo e la visibilità più che limitata.

Daniel Ricciardo ritiene che la FIA dovrebbe essere più flessibile con gli orari di partenza di ogni gara. Questo significa che in caso di alta minaccia di pioggia, la cosa migliore sarebbe anticipare o ritardare l’inizio della corsa così da evitare lunghe interruzioni o partenze caotiche, proprio come accaduto in Giappone. In questo modo, si eviterebbero incidenti già al primo giro, come accaduto a Sainz, e i piloti avrebbero più tempo per competere.

“Vogliamo fare una corsa. Possiamo fare le cose meglio e mi piacerebbe, anche se so che è facile dirlo ora, sapevo che sarebbe arrivata la pioggia, come nel 2014. Per questo motivo, se anticipi l’inizio della gara di un’ora, forse guadagneremo 20 giri all’inizio e poi potremo tornare in azione”, ha riconosciuto Ricciardo nelle parole che pubblica il portale web Motorsport.com. L’australiano ha poi aggiunto: “Ciò che vogliamo è competere, dopo tutto. Questo è un motivo per cui possiamo cercare di imparare qualcosa da ciò che è successo. Sappiamo che ci sono televisioni e molti media presenti, c’è un grande interesse dietro”.

Inoltre, l’australiano sottolinea come domenica sia stato investito da un mix di emozione per il fatto di correre sotto la pioggia, ma allo stesso tempo di timore a causa delle condizioni della pista e della scarsissima visibilità. Pare infatti che le telecamere on-board abbiano reso giustizia del fatto che fosse veramente difficile poter guidare.

Sbagliando si impara? Forse…

Anche gli altri piloti hanno espresso i loro pareri su Suzuka sottolineando come quanto accaduto a Bianchi nel 2014 non abbia in alcun modo fatto comprendere la reale gravità di quelle condizioni. La presenza di un mezzo pesante, nonché un trattore, per spostare la vettura incidentata di Sainz è risultata pericolosa per i piloti che transitavano da lì.

Sebastian Vettel ha spiegato molto bene come, in condizioni di Safety Car, la presenza di un mezzo pesante in pista sia un grave problema e un pericolo enorme per i piloti: “Ho avuto paura anche perché stavo girando con una velocità non sufficiente e quindi le cose possono andare male. Nel momento in cui si inserisce la safety car, bisogna occuparsi delle gomme, cercando di riscaldarle in queste condizioni”.

Il commento più duro di tutti è arrivato da Pierre Gasly, ovvero dal pilota che è passato più vicino al trattore e che ha maggiormente rischiato un incidente terrificante: “Ovviamente mi sono spaventato. Se avessi perso la macchina nello stesso modo in cui l’ha persa Carlos il giro prima, a qualsiasi velocità, sarei semplicemente morto. E poi aggiunge: “Non capisco, davvero. È irrispettoso nei confronti di Jules, nei confronti della sua famiglia e nei confronti di tutti noi piloti. Noi rischiamo la vita in pista. Facciamo il miglior lavoro del mondo, ma abbiamo bisogno di qualcuno che ce lo faccia fare in sicurezza perché è già abbastanza pericoloso”.

Federica Incatasciato

Siciliana, classe '97, a Torino. Ho una laurea magistrale in Ingegneria Biomedica. Sono perfezionista fino al midollo e super scaramantica, cerco di sfruttare sempre il mio tempo in maniera proficua per imparare più cose possibili. Mi piace leggere e scrivere di politica, storia, letteratura e Formula 1. Fin dal liceo ho coltivato la mia passione per le auto da corsa e in particolare per la Formula 1. Essendo un'ingegnere, della Formula 1 mi affascina molto tutto il lavoro che c'è dietro a quelle monoposto, frutto di studio, strategia e collaborazione all'interno del team.

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