DichiarazioniFormula 1

Renault: “Nel 2019 mancava un leader tecnico”

Cyril Abiteboul ha affermato che i fondi investiti per la stagione 2019 sono stati gestiti in malo modo e che all’interno del team mancava una figura leader

La stagione 2019 della Renault doveva essere quella della ribalta, grazie all’arrivo di Daniel Ricciardo e dei fondi investiti nello sviluppo tecnico. Qualcosa, però, è andato storto

Durante la stagione 2019, la Renault ha dovuto affrontare diversi momenti difficili, come quando al Paul Ricard, davanti al pubblico di casa, la R.S.19 non ha mantenuto il passo della concorrenza, nonostante gli importanti aggiornamenti portati per l’evento. Ciò ha portato a una profonda revisione dell’organizzazione interna, che è culminata con l’assunzione dell’ex ingegnere Ferrari e McLaren, Pat Fry.

Quello che più è mancato al team francese durante la passata stagione, è stata una figura di spicco che sapesse trarre il massimo dai grandi investimenti arrivati da Enstone. Da questa lezione, Cyril Abiteboul ha scovato la necessità di avere una direzione più forte sul lato tecnico. Sembra che ci mancasse qualcosa nella leadership tecnica della scuderia, una figura capace di utilizzare al meglio le risorse messe insieme“, ha affermato il responsabile a Motorsport.com.

“Parliamo di 750 persone a Enstone ora. E’ un dato enorme, e ci sono stati molti investimenti: circa 15 milioni. Ma tutto ciò deve essere guidato da un leader. E lo abbiamo sentito, eravamo deboli nella leadership tecnica. Pertanto, abbiamo reclutato Pat“.

UN INIZIO DISASTROSO CHE HA SEGNATO LA STAGIONE

Secondo Abiteboul, ci sono molti fattori che possono spiegare l’infelice stagione vissuta dalla Renault. Una delle cause principali della disfatta del 2019, la si deve alle fasi iniziali del campionato, in cui il team non è riuscito a sfruttare al massimo la velocità della monoposto.

Nella prima parte di questa stagione abbiamo avuto un’auto decente. Ma non è stato visibile, perchè non siamo riusciti a ottenere risultati validi e a segnare punti che potevamo facilmente conquistare in quel momento, data la competitività della monoposto rispetto ai concorrenti”.

“Ci sono state diverse cause: affidabilità, motore, funzionamento in pista, pit-stop e strategie. Anche i piloti, in particolare Daniel che si stava abituando alla nuova macchina. Ciò purtroppo ci è costato numerosi punti in un momento di buona forma“.

La delusione del GP di casa, inoltre, ha messo in luce un problema concettuale della R.S.19 che non è stato possibile correggere in corso d’opera. Questo, ha aperto le porte alla McLaren, che ha saputo approfittare dei problemi della scuderia francese per conquistare il quarto posto in classifica costruttori. “Quando ci aspettavamo di portare l’auto a uno step successivo, questo non ha funzionato. Così abbiamo scoperto che per via di una scelta fatta in termini di filosofia dell’auto, c’era un limite nello sviluppo“.

“Questa è stata la storia della seconda parte di stagione. E’ stato tutto più difficile e la McLaren ha beneficiato dei progressi fatti sul versante Power Unit. Ciò che conta davvero a inizio stagione, non è necessariamente la prestazione teorica della monoposto, ma è essere in grado di finire le gare con ciò che si più ottenere. Bisogna avere un pacchetto robusto e affidabile, insieme a un team pronto e a dei piloti che sappiano estrarre ciò che l’auto ha da offrire”.

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Alberto Lanzidei

Mi chiamo Alberto, ho 24 anni e la mia passione sono le automobili. Seguo con attenzione il mondo delle corse e in particolare la Formula 1, massima espressione del motorsport. Sin dall'adolescenza il mondo dell'informazione sportiva attirava la mia curiosità, senza immaginare che un giorno ne sarei entrato a far parte.

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