Analisi della redazioneFormula 1

Regola IndyCar in Formula 1: perché è un no

La FIA ha recentemente dichiarato di voler prendere in considerazione l’adozione della regola sulla bandiera rossa in qualifica, decisione che si rivelerebbe fin troppo drastica

La Formula 1 prenderebbe in prestito una regola dell’americana Indycar per risolvere le controversie legate agli incidenti che causano bandiera rossa

Tutti noi ci siamo trovati con il fiato sospeso a seguito delle qualifiche dello scorso sabato pomeriggio. L’incidente di Leclerc alle Piscine non solo poneva, infatti, un pesante interrogativo sull’effettivo poleman di Monaco. Ma ha anche alimentato grandi polemiche circa la bandiera rossa che ha impedito a piloti come Verstappen e Sainz di concludere il proprio giro. Togliendo loro così la possibilità di strappare dalle mani del monegasco il miglior tempo.

L’accaduto ha poi suscitato numerose questioni. Subito infatti c’è stato chi ha ipotizzato che l’incidente fosse stato premeditato dal pilota e dalla stessa Ferrari, in modo da concludere la sessione di qualifiche in anticipo e congelare la classifica che in quel momento vedeva Leclerc in pole position. Ipotesi subito scongiurate, prima dagli stessi piloti: Verstappen ha fatto notare come lui stesso ha sbagliato per ben due volte in quel punto del tracciato del Principato; e poi dalla FIA, che ha analizzato le comunicazioni radio del team e le dinamiche dell’incidente.

Tuttavia non è mancata una delle voci più imponenti del Circus a esprimere la propria opinione sulla vicenda. Toto Wolff, team principal della Mercedes, ha infatti messo in luce una caratteristica della cugina americana della Formula 1 che avrebbe potuto scongiurare ogni tipo di polemica. Una penalità che prevede la cancellazione dei due ultimi miglior tempi della sessione per coloro che causano bandiera rossa.

Michael Masi ha poi risposto alle dichiarazioni di Wolff rivelando che la FIA avrebbe preso in considerazione la possibilità di adottare una regola simile a quella dell’IndyCar. Mentre piloti come Hamilton, Bottas e Verstappen hanno già reso pubblico il loro disappunto su questa eventualità.

QUALIFICHE: LA “SPINTA AL LIMITE” PER ECCELLENZA

Se pensiamo solo per un istante ad alcune delle migliori prestazioni dei piloti di Formula 1, a molti balzeranno alla mente i giri al limite delle qualifiche. In condizioni del genere infatti i piloti hanno, nella maggior parte dei casi, strada completamente libera e tentano il tutto per tutto per riuscire ad acchiappare anche quell’unico millesimo di secondo che possa garantir loro la migliore posizione possibile.

È il momento in cui, più di ogni altro, il pilota non teme di spingere sull’acceleratore. O di stringersi quanto più possibile al muro. O di frenare al limite della curva. Sono quelle occasioni in cui la bravura e la capacità del pilota fuoriescono liberamente e regalano immagini indimenticabili.

Questo è tutto ciò che associamo al pensiero delle qualifiche. Qualcosa che però non potrebbe più accadere se la FIA decidesse di rendere valida la regola sulla bandiera rossa. I piloti e i loro team infatti non rischierebbero di perdere posizioni in qualifica e così eviterebbero di spingere la propria monoposto al massimo delle potenzialità. Perderemmo in questo modo uno dei momenti più belli e adrenalinici di questo sport.

LA ROVINA PER I TEAM MINORI

Ma al di fuori dei team che combattono per la pole position, ci sono anche quelle scuderie minori che normalmente lottano per superare perlomeno il Q1 e per le quali anche solo una posizione farebbe la differenza. Attuare la regola dell’IndyCar non solo significherebbe costringere i piloti ad alzare il piede più volte di quelle normalmente previste in qualifica, ma penalizzerebbe soprattutto le monoposto di fine griglia.

Queste ultime infatti sono, solitamente, quelle più soggetti a guasti o cedimenti meccanici. Oppure sono spesso guidate da piloti ancora inesperti, e quindi più inclini a commettere errori che portino ad avere degli incidenti in qualifica. Cancellare i loro tempi sarebbe un danno per questi team, per i quali è fondamentale riuscire a posizionare la propria monoposto più avanti possibile. E che inoltre si troverebbero già gravati dal peso della riparazione della monoposto incidentata.

Altre dovrebbero quindi essere le soluzioni proposte dalla FIA. Come gli stessi piloti hanno dichiarato, non è difficile rendersi conto se un incidente è provocato intenzionalmente o meno. Ma se proprio dovessimo essere puntigliosi, ci sono sempre altri metodi per evitare l’inconveniente. Come concedere tempo extra alla sessione di qualifiche in caso di bandiera rossa, o qualsiasi altra idea. Ma copiare l’IndyCar e mettere a rischio lo spettacolo delle qualifiche, proprio no.

Alessia Verde

Alessia Verde

Di Napoli, classe 2002. Sono appassionata di letteratura e di teatro, e studio per poter specializzarmi in questi due campi. Con la Formula 1 e i motori è stato amore a prima vista. Tifosa della Rossa nonostante tutto, la Formula 1 è tra le cose che più mi emozionano al mondo. Ma ciò che mi emoziona di più è potervela raccontare.

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