Formula 1Gran Premio Arabia Saudita

Red Bull, in Arabia Saudita per provarci

Per Tilke quelli di Milton Keynes potranno contare sulla presenza di curve veloci. Per Surer è sbagliato dare per scontato l’esito del prossimo appuntamento, mentre Marko confida nelle capacità di Max nei cittadini

Sul circuito cittadino dell’Arabia Saudita sono in molti a vedere più favorita la Mercedes; ma è opinione di diversi (fra cui Helmut Marko) che la Red Bull a Jeddah potrà dire la sua

In Arabia Saudita Max Verstappen può giocarsi il primo matchpoint per conquistarsi il titolo tanto ambito. Le possibilità che però questo accada già nel prossimo appuntamento prevedono, anche nel migliore delle ipotesi, il fatto che Lewis Hamilton non vada oltre il sesto posto. Un’eventualità difficile che si realizzi, considerando pure che il britannico monterà il super motore visto in Brasile con cui Toto Wolff spera di spaventare gli avversari.

È degno di nota rilevare che su venti Gran Premi Max e Lewis si sono ritrovati sui due gradini più alti del podio in ben dodici occasioni. Un trend che se si ripeterà nuovamente starà a significare che il classe ’97 dovrà vincere almeno un’altra gara. Agli occhi dei più pare un’impresa, soprattuto perché la Mercedes in questo finale di stagione è davvero temibile.

SBAGLIATO DARLI GIÀ PER BATTUTI

Ma in Red Bull la fiducia c’è. “Abbiamo visto come in Qatar il vantaggio di Hamilton lungo i rettilinei non fosse così grande, più o meno definibile all’interno della normalità. E ciò è dovuto ai test più severi attuati dalla FIA che non hanno permesso alla Mercedes di utilizzare la loro ala posteriore estremamente flessibile”, le parole di Helmut Marko a F1-Insider.com. Per l’austriaco il focus non è puntato sull’ICE dei tedeschi perché non porterà più un vantaggio di quattro decimi.

Pure Hermann Tilke (il designer dei tracciati di Jeddah e Abu Dhabi) è convinto che possa esserci lotta. Un motore potente aiuta, ma non ci sono solo dritti. Ci sono diverse curve veloci che potrebbero dare un vantaggio alla Red Bull, a patto di un giusto assetto. Per di più è un circuito cittadino, cosa che di solita comporta regole speciali”.

A sottolineare l’imprevedibilità dell’esito c’è anche l’ex pilota Marc Surer: “Quante volte abbiamo pensato che una pista fosse più affine a una delle due squadre e poi è successo esattamente il contrario? Se dovesse accadere anche in Arabia Saudita la Red Bull ne uscirebbe da favorita”. La supremazia della W12 in Qatar è stata secondo lo svizzero anche frutto di una situazione che non ha visto quelli di Milton Keynes massimizzare il proprio pacchetto. “L’AlphaTauri di Gasly in qualifica è stata veloce quasi quanto la Red Bull di Verstappen. E se la monoposto B è rapida quanto la A, non è possibile che sia andato tutto liscio con quest’ultima”.

Tornando a Marko, c’è sicuramente molto affidamento nelle straordinarie capacità del giovane olandese: Confidiamo nella forza di Max nei tracciati cittadini. Ha vinto a Monaco e lo avrebbe fatto a Baku se non ci fosse stato il problema con le gomme. Quindi credo che il pilota possa nuovamente fare la differenza.

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

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