Analisi della redazioneFormula 1

Hamilton VS Verstappen, una lotta difficile da pronosticare

Siamo quasi giunti al termine in una condizione di quasi stallo visti gli appena otto punti di distacco. C’è chi vede avvantaggiato uno e c’è chi vede avvantaggiato l’altro, ma come andrà? Lo sapete dire?

Lewis Hamilton e Max Verstappen hanno messo in scena un’opera straordinaria. Manca solo l’ultimo atto, le cui scene non sono ancora state scritte sul libretto

A meno di due gare dalla bandiera a scacchi di Abu Dhabi (quella che con tutta probabilità ci regalerà finalmente il campione del mondo del 2021) dire chi fra Hamilton e Verstappen si laureerà cum laude è ancora complicatissimo da decifrare. Difficile quasi come a inizio stagione ma per motivi ovviamente differenti; e forse oggi lo è anche di più.

A Marzo ci chiedevamo quanto Red Bull avrebbe potuto impensierire la Mercedes, se Max avrebbe dato del filo da torcere a Lewis. Parte di queste domande hanno ricevuto una risposta fin dalle prime tappe; ma man mano che si andava avanti sorgevano altri quesiti. Per quanto tempo riusciranno a mantenere questo livello? Una delle due squadre a un certo punto mollerà?”, come questi.

Ora il momento è cruciale. E ci siamo arrivati con tanti cambi d’opinione. Dopo il Messico era “lo vince Verstappen”; dopo invece la doppietta del britannico in Brasile e in Qatar la maggior parte ha cambiato sponda. E come dargli torto?! Quando è parso che si andasse in una direzione, puntualmente l’altro è riuscito a portare a casa punti fondamentali che hanno riacceso la lotta e i dubbi. Proprio come accaduto nelle ultime due settimane.

UNA GRANDIOSA ASSURDITÀ

Quando però ormai mancano all’appello solo l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi e ti viene domandato chi vedi più favorito, pare quasi assurdo non riuscire a rispondere. E questo è un gran merito dei due protagonisti che per tutta l’annata hanno corso ad altissimi livelli. Erano anni che non si assisteva a uno scontro così intenso, che il più delle volte ha sconfinato anche al di fuori della pista.

E questo nonostante Verstappen abbia a Jeddah il primo matchpoint a favore. Un matchpoint che è pur sempre tale; ma è come se lo avesse in un game in risposta nel momento in cui l’avversario sta servendo incredibilmente bene alternando ace a vincenti. Tanto che il pensiero è che con tutta probabilità la partita sarà decisa al tie-break dell’ultimo set, anche se rimane la flebile speranza di chiuderla prima.

Le otto lunghezze di distacco possono essere tante o tanto poche, in particolar modo quando ci sono a disposizione ancora la bellezza di cinquanta punti. Considerando pure che l’imprevedibilità la può fare sempre da padrona. Allora ecco che forse nel momento in cui meno te l’aspetti anche puntare un centesimo sull’uno o sull’altro diventa un azzardo.

COSA C’È DIETRO?

Si cercherà di analizzare il tracciato, le condizioni (presunte) e le caratteristiche della vettura per tentare di capire chi potrebbe essere davanti. Tutte cose che non sono affatto secondarie nel motorsport, anzi sono quelle che costituiscono la base fondante delle supposizioni. Eppure perché sembra che siano capisaldi che potrebbero essere messi a soqquadro?

Io una risposta ce l’ho e non ha nulla a che fare con il punto di vista tecnico. Siamo arrivati a un punto in cui l’emotività e la tensione giocano un ruolo troppo grosso, anche se uno dei due diretti interessati pare gelido di fronte a ogni eventualità. Sarei tranquillo in ogni caso, è una frase che abbiamo già sentito.

Un mondiale è sempre importante, ma c’è una grossa differenza fra i due: il palmares. Hamilton ha dimostrato di avere fame come se nella sua bacheca non ci fossero trofei, ma è inevitabile che dalla sua abbia la consapevolezza di essere un grande con i suoi sette precedenti. Malgrado la sua sicurezza invece l’olandese vive una situazione nuova, uno stress come mai prima d’ora motivato dal voler strappare lo scettro a una vera e propria leggenda in attività.

Una tensione che ricade anche nelle squadre che vivono sulla loro pelle una novità. La stessa Mercedes si ritrova per la prima volta a combattere seriamente contro qualcun altro. Nel 2016 è vero che c’è stata lotta fino all’ultimo, ma i due piloti erano della stessa scuderia e nulla avrebbe potuto togliere dalle mani dei tedeschi quel titolo costruttori. Se vogliamo possiamo considerare quella dell’epoca una guerra civile, quella d’adesso è invece una guerra totale.

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

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