Curiosità dalla F1Formula 1

Quando il clima mette a rischio la Formula 1

I cambiamenti climatici avranno delle conseguenze impattanti sulla quotidianità, ma possono mettere in grave difficoltà anche il mondo del motorsport

Sei circuiti dell’attuale calendario rischiano di essere soggetti all’aumento del livello del mare, fenomeno irreversibile a cui il nostro pianeta sta assistendo

Negli scorsi anni a preoccupare la Formula 1 sono stati i tifoni, gli uragani, le piogge infinite che minacciavano di riversarsi in pista proprio durante il weekend di gara. Insomma, il Circus ha sempre dovuto combattere contro il clima e il suo carattere così mutevole. Ad oggi, però, la Formula 1 e i suoi circuiti si apprestano ad affrontare una nuova sfida: l’aumento del livello del mare.

Si tratta di un fenomeno irreversibile che, come ha sottolineato l’Intergovernmental Panel on Climate Change, sta raggiungendo velocità di diffusione mai viste. Naturalmente a essere influenzate da questo cambiamento climatico saranno centinaia di città costiere sparse in tutto il mondo, così come milioni di persone. Allo stesso modo, anche la Formula 1 si trova a dover fare i conti con il clima e, a essere in pericolo, sono 6 circuiti attualmente in lista nel calendario.

I CIRCUITI A RISCHIO INONDAZIONE

Innanzitutto, il circuito del Bahrain. Secondo le stime, l’inondazione potrebbe avere luogo nelle vicinanze della pista, rendendo assolutamente plausibile il rischio di avere delle conseguenze anche sul tracciato stesso. Secondariamente, anche la pista di Monaco deve rimanere in allerta. Il circuito di Montecarlo è stato costruito in piena costa, il che rappresenterebbe sicuramente un problema nel momento in cui il livello del mare cominciasse ad aumentare.

Allo stesso modo, anche il circuito di Zandvoort non dorme sogni tranquilli. La pista è situata in una zona che si trova a soli 5 metri sopra il livello del mare. Di conseguenza, pur non essendo in una posizione direttamente affacciata sul mare, anche per la pista dei Paesi Bassi potrebbe esserci un’allarme inondazione. Stessa sorte per l’autodromo di Sochi, in Russia. Il massimo livello a cui il circuito può arrivare è di 23.3 metri sul livello del mare, mentre il minimo è di 21.4.

Situazione più complessa, alla pari di Montecarlo, è quella vissuta dal circuito dell’Arabia Saudita. La pista, che a dicembre di quest’anno debutterà in Formula 1, si trova in piena costa e sta venendo alla luce nella zona di Corniche. Infine, l’ultima tappa a essere a rischio per via dei cambiamenti del clima è quella di Abu Dhabi: in questo caso, infatti, il circuito è stato costruito solo a 9.3 metri sopra il livello del mare.

Naturalmente non si tratta di cambiamenti che avverranno dall’oggi al domani. Grazie ai dati rilasciati dall’Ipcc è possibile individuare le zone a rischio che, tra il 2030 e il 2100 potrebbero essere soggette al fenomeno legato al livello del mare. Stando a quanto si può leggere nel documento reso pubblico nei giorni scorsi, nei prossimi duemila anni il livello del mare aumenterà in media di 2-3 metri, con un incremento della temperatura pari a 1.5°C. Nel caso in cui, invece, la temperatura dovesse essere soggetta a un aumento di 2°C, il livello del mare potrebbe salire di 2-6 metri rispetto a quello attuale.

Anna Vialetto

Anna è sinonimo di determinazione, concentrazione e curiosità. Ho sempre studiato e lavorato per rincorrere e realizzare i miei sogni, con l'obiettivo di concretizzarli in quella che è la mia più grande passione: l'automotive. La Formula 1 per me è parte integrante della mia personalità: il rombo dei motori, i sorpassi all’ultimo centimetro, la velocità delle monoposto. Ma soprattutto, tutto il mondo che sta dietro allo spettacolo in pista: l'organizzazione, la comunicazione, il marketing, l'energia...la stessa che, fin da quand'ero bambina, mi ha portata a coltivare questo grande amore.

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