DichiarazioniFormula 1

“Porpoising”: interventi solo in caso di pericolo

La FIA interverrà sul fenomeno messo in luce durante i test di Barcellona solo se strettamente necessario

Che fare se le macchine “rimbalzano” sull’asfalto? La FIA pronta a intervenire solo in un caso

Letteralmente, “sobbalzo”, il fenomeno del porpoising ha tenuto decisamente banco durante le tre giornate di test a Barcellona. Le immagini della Ferrari di Charles Leclerc che ondeggiava sull’asfalto catalano hanno fatto il giro del web, talvolta dando anche vita a meme e vignette ironici. Ma di cosa si tratta? In breve, è la “capacità” della monoposto di rimbalzare in rettilineo in seguito a una riduzione improvvisa del carico aerodinamico. Le scuderie stanno attualmente lavorando per risolvere il problema, che lo stesso Binotto ha definito inaspettato ma comunque non eccessivamente preoccupante.

Sicuramente, i veterani di questo sport sapranno che non è la prima volta che si assiste a un tale fenomeno. Già negli anni ’80 si notavano questi movimenti oscillatori, risolti poi con l’introduzione delle sospensioni attive. Ed è ciò a cui per esempio auspicano piloti come George Russell, che ha voluto porre l’attenzione sul tema della sicurezza. Ma, per Ross Brawn, questo è impensabile con gli attuali regolamenti, che, tra il 2022 e il 2025, prevedono una semplificazione di quella componente, attualmente eccessivamente costosa e impegnativa da modificare.

Brawn: “Il problema di può risolvere. Per ora, non riguarda la sicurezza”

L’ingegnere britannico ha affrontato l’argomento, a quanto pare sottovalutato dai team del Circus: “Sono sorpreso che alcune squadre non l’abbiano previsto. Pensavo che sarebbero state in grado di farlo. Ma è chiaramente un problema con una soluzione e, in effetti, alcune scuderie l’hanno già trovata“, ha dichiarato.
Parlando, Brawn si è detto anche aperto a un intervento diretto della FIA “Se il problema dovesse influenzare la sicurezza“. Il tecnico però non crede che si arriverà a questo, ma che basterà qualche aggiustamento: “Abbiamo visto che con i settaggi si può risolvere, o almeno limitare. Certo, sarà necessario sacrificare un po’ di prestazioni: più alte sono, maggiore è l’effetto, ma tocca a team e piloti prendere le decisioni sulle impostazioni“, ha poi concluso.

Attualmente, prima della seconda parte di test pre-stagionali in Bahrain, Ferrari è riuscita in parte a ridimensionare il problema del porpoising, mentre Mercedes sembrerebbe soffrine maggiormente, insieme alla Red Bull.

Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, ho una Laurea Triennale in Lingue Straniere e una Laurea Magistrale in Linguistica, entrambe conseguite nella Capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, spazio, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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