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Piastri vs Alpine: il colpo di mercato finisce in tribunale

Szafnauer ha parlato dell’episodio che ha visto coinvolti il suo team e il giovane australiano dopo l’annuncio del trasferimento di Alonso

Nemmeno durante la pausa estiva ci si annoia: il caso Piastri-Alpine fa discutere

Ha avuto tutto inizio con l’annuncio dell’addio alla Formula 1 di Sebastian Vettel. Il ritiro inaspettato del quattro volte campione del mondo ha dato il via a un effetto domino, con il passaggio di un altro campionissimo della Classe Regina, Fernando Alonso, alla Aston Martin, a occupare il sedile del tedesco. Immediatamente dopo, è stata la volta di Alpine, che rimasta “orfana” del pilota asturiano, ha voluto sopperire alla perdita annunciando l’arrivo, nel 2023, del giovane talento Piastri, salvo poi essere smentita dallo stesso attraverso i social.

Un tira e molla che non è certo passato inosservato e che, al contrario, ha generato non poco clamore dentro e fuori il Circus. Ma cosa è accaduto? Alpine avrebbe voluto rinnovare il contratto di Alonso per un altro anno, piano che non era nelle intenzioni del due volte campione del mondo, desideroso di firmare un contratto almeno biennale. Così, senza preavviso, Fernando ha firmato con Aston Martin, lasciando nello sgomento il suo attuale team. Alpine non ha dunque perso tempo e, dopo milioni investiti sulla preparazione di Oscar Piastri, non ha esitato ad annunciarlo come proprio futuro pilota a partire dalla prossima stagione. A questo punto, colpo di scena: Piastri nega di avere un vincolo legale con il team di Szafnauer e spunta fuori l’ombra McLaren. Una mossa strategicamente avventata quella di Alpine, ma anche Piastri ha le sue responsabilità. A chiarire la faccenda, è proprio il Team Principal Szafnauer.

Una questione di lealtà

Abbiamo un contratto con Piastri, che ha firmato a novembre“, ha raccontato il Team Principal di Alpine a El Confidentcial, “Abbiamo parlato con i nostri avvocati e ci hanno detto che si tratta di un contratto vincolante. Quindi parte di quel contratto ci consente di mettere Oscar in una delle nostre vetture nel 2023, motivo per cui abbiamo rilasciato il comunicato stampa. C’è anche un’opzione per il 2024 e la possibilità per noi di ‘prestare’ il pilota a un’altra squadra. Volevamo Fernando con noi per un altro anno e poi un ‘prestito’ di Oscar per il 2023″.

Ho sempre detto in tutte le mie conferenze stampa che Piastri sarebbe stato in Formula 1 nel la prossima stagione ed è perché sapevo che avrebbe potuto essere nella nostra monoposto o su un’altra, in prestito, se Fernando fosse rimasto. Ma Alonso, per qualche motivo, e penso di conoscerlo, anche se dovreste chiederglielo, andrà all’Aston Martin. Così abbiamo iniziato a finalizzare l’accordo con Piastri e, invece di tradirlo, abbiamo deciso di metterlo su una monoposto. Da qui la dichiarazione”.

Ma perché allora Piastri ha deciso di smentire il suo legame futuro con Alpine e di “votarsi” a McLaren? “Penso sia una domanda per lui. Non lo capisco neanche io“, ha risposto il TP, “Nel nostro futuro, in quel piano delle cento gare su cui stiamo tutti lavorando, credo ci sia spazio anche per Piastri. E noi lo abbiamo sostenuto. Ci dovrebbe essere una certa lealtà al fatto che abbiamo investito letteralmente milioni e milioni di euro per prepararlo. Quindi non lo capisco nemmeno io, dovreste chiederglielo. Mi aspettavo più lealtà da parte sua. Dovrebbe averla con il team che si è preso cura di lui, che lo ha portato al Mondiale e, soprattutto, che lo ha messo l’anno scorso su una monoposto di Formula 1 per essere pronto, in modo da conoscere i circuiti”.

Piastri vs Alpine; Szafnauer deluso: “Mai vista una cosa del genere

E, come è facile aspettarsi, la delusione di fronte a un tale trattamento è tanta. “Ho iniziato nel 1989 in Formula 1 e non ho mai visto niente del genere. E non si tratta di Formula 1, ma di integrità come essere umano. Potrebbe succedere nell’hockey su ghiaccio o nel calcio, non importa. Ma non lo fai. Ha firmato un pezzo di carta, un documento, dicendo che avrebbe fatto qualcosa di diverso. Per come sono cresciuto, non ho bisogno di firmare un pezzo di carta e poi che qualcuno dica: ‘Stai mentendo, perché hai firmato questo.’ […] Non c’è modo di rimangiarsi la parola […] Non ho bisogno di un pezzo di carta che dica ‘Con una clausola, io posso uscire di qui‘”, ha proseguito il capo Alpine.

I prossimi passi di Alpine saranno un processo per il risarcimento danni o un accordo con Piastri o McLaren: “Dobbiamo tener conto del fatto che l’anno scorso lo abbiamo messo su una monoposto e ha percorso 3.500 chilometri. Con lui abbiamo fatto sette test indipendenti e questo non è per niente economico. Il costo di un solo motore è di 1.750.000 euro. I meccanici, il team che ha gestito quei test, i voli e i viaggi. Abbiamo speso tanti, tanti soldi per Piastri per prepararlo. E, se quel futuro non è con noi, è logico e giusto che cerchiamo un risarcimento”.
Nel caso, i sostituti di Piastri non mancherebbero: “Se in macchina non c’è Piastri, perché Fernando è fuori, ho circa 14 telefonate da parte di piloti interessati, perché il sedile Alpine è il posto più prezioso rimasto”, ha poi concluso Szafnauer.

Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, ho una Laurea Triennale in Lingue Straniere e una Laurea Magistrale in Linguistica, entrambe conseguite nella Capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, spazio, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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