Perez e Red Bull: quel giorno in cui la scuderia suggerì la terapia

Sergio Perez e quel giorno in cui la scuderia lo mandò in analisi: la Red Bull preoccupata per il nuovo pilota, gli consigliò la terapia ma questa costò cara ad Helmut Marko

Perez Red Bull terapia

©Red Bull Prss Area

Sergio Perez racconta i primi giorni in Red Bull

Le pressioni in Red Bull non si misurano solo in team radio e classifiche. A dirlo è stato Sergio Perez che di recente ha ricordato un curioso episodio successo durante gli esordi in scuderia. Perez ha infatti raccontato di quando, a seguito delle forti pressioni subite in Red Bull da tutti i precedenti compagni di Max Verstappen, i vertici della scuderia gli avrebbero suggerito di svolgere terapia.

Una scelta che ha aiutato il pilota messicano ad affrontare il non proprio roseo inizio nella scuderia di Milton Keynes. Una seduta che, a quanto pare, è rimasta però un episodio isolato nella carriera di “Checo” in Red Bull che, racconta con un sorriso, di aver consegnato l’onerosa fattura ad Helmut Marko.

Oltre l’ironia: l’importanza della salute mentale in Formula 1

Al di là dell’ironia, l’episodio fa luce non solo sul rapporto dolce amaro tra Perez e la Red Bull durante gli anni, ma soprattutto su una tematica molto attuale: la salute mentale dei piloti e l’importanza della terapia. Anche per un pilota veterano come lui, le sfide della pista possono mettere in luce debolezze e vulnerabilità non sempre facili da gestire. In un contesto in cui la pressione è alle stelle ed i ritmi serrati, è facile cadere in momenti di difficoltà. Aspettative alte e obiettivi da raggiungere, stress emotivo e lontananza da casa, spesso portano anche i più esperti in un loop di negatività.

Negli ultimi anni infatti, sempre più piloti si sono espressi sull’importanza di curare l’aspetto mentale tanto, e forse anche più, di quello fisico. A partire da Sebastian Vettel passando per Daniel Ricciardo e Lewis Hamilton, per poi arrivare al neo campione Lando Norris, che ha spesso dichiarato di non sentirsi abbastanza. Un segnale di come la Formula 1 moderna risulti sempre più attenta ad un tema così delicato: non supereroi, uomini. E come tali, vanno capiti e rispettati.

di Greta Verderosa