Analisi della redazione

Mille motivi di interesse: non uccidete il Mondiale 2021

Gli esordienti, i vecchietti, i giovani ferraristi e un calendario fitto: poi, dal 2022, la grande rivoluzione

Scatta il Mondiale 2021, e pare già avere un destino segnato. E invece ci sono mille motivi di interesse. Chi confermerà le attese, chi invece resterà confinato ai margini. Pillole di speranza

E dunque ci siamo. Il lungo inverno è terminato, la primavera è giunta, il 72° Mondiale 2021 di Formula 1 pure. Il prologo dei test in Bahrain, dove il via della gara scatta domenica alle 17, ha detto e non detto. Non saranno un paio di testacoda innanzitutto a metter dietro la Mercedes, dopo 7 Mondiali costruttori e piloti consecutivi, non sarà il mezzo secondo di divario cancellato dalla Ferrari nel giro secco a far sperare i tifosi della Rossa, o la buona figura della Alfa Romeo (insieme alla AlphaTauri la scuderia che ha percorso più chilometri) a far credere che la casa italiana competerà per posizioni alte.

ROSSA DI SERA?

Ok, non volevamo spegnere gli entusiasmi, e dunque pensiamo anche a quante cose porta in dote questa nuova stagione. Da 23 gare, una previsione ottimistica, ma vogliamo credere realizzabile. Innanzitutto la Ferrari, così ci togliamo il pensiero: lode alla scuderia per l’estrema sincerità. Macchina più rastremata nel retrotreno, motore più compatto e che lavora meglio, qualche cavallo in più perché peggio del 2020 proprio non si può fare, e due piloti giovani che partono alla pari. “Competeremo per il podio, non di più”, è il messaggio passato da Maranello per il Mondiale 2021. Capiamo la delusione, ma poi inutile chiedere trasparenza e farsi venire una indigestione per la risposta. Niente illusioni, e se arriva qualcosa in più sarà ancora più bello. 

Leclerc deve “sgrezzarsi”, Sainz si è accodato alla prudenza e alle confessioni: “Con la McLaren sapevo esattamente cosa potevo fare, sapevo cosa tirar fuori dalla macchina. Un giorno e mezzo di test per conoscere una monoposto nuovo è poco, non mi faccio illusioni”, ha detto in soldoni lo spagnolo. Carlo e Carletto, con l’obbiettivo di far più punti possibili. Senza campioni del mondo in sella per la prima volta dal 2007, ci sarà anche l’opportunità di legarsi ancor di più a due novizi, senza il salvagente dei vecchi santoni ai quali siamo incapaci a rinunciare. Ventata nuova, freschezza, curiosità nello scoprire l’amalgama tra i due. Che male c’è in questo?

DUE NONNI AL VIA

Ecco, a proposito di vecchietti: Alonso e Raikkonen. A vedere la griglia di partenza di questo Mondiale, pare di essere tornati indietro di una quindicina d’anni. Ci sono loro due: l’uno, il finlandese, ha aggredito la pista di Sakhir a suon di chilometri e pare in forma, l’altro torna dopo tre anni nel circus come uno squalo in mezzo ai bagnanti. Che dovranno far attenzione al Fernando furioso, che per rientrare ha dovuto pure sconfiggere la jella di un incidente in bici fortunatamente senza conseguenze. Ma le minestre riscaldate funzionano? Cosa tirerà fuori il pilota di Oviedo da una Renault comunque competitiva, alla quale si chiede, con la nuova denominazione, di far un salto di qualità? Vedremo. Ci accontenteremo di qualche opera buona tipo gli undici sorpassi in un giro di Kimi a Portimao. Ah, a proposito di nonni, tenete a portata di mano il taccuino: il buon Bernie, inteso come Ecclestone, ne sta sparando una dietro l’altra. Nostalgia? L’età che avanza inesorabile? Giudicate voi.

Chi potrà crescere maggiormente sarà probabilmente la McLaren. Non vince una gara dal 2012, e l’obbiettivo, perché no, è di riuscire a spezzare il digiuno quest’anno. Il fondo nel posteriore è stato sistemato meglio di altre scuderie, e a Woking si sono chiesti perché le loro soluzioni non sono state scoperte prima da altri. In pratica, una auto lode. Ci sta, per carità. E ci si augura che con Norris furetto confermato e un Ricciardo che ha bisogno di tornare alla continuità del passato, il motore Mercedes faccia il resto. Hakkinen vinse due titoli nel 1998 e 1999 con quel propulsore, e diamine, la McLaren è sempre la McLaren. E lassù deve stare.

GLI ALTRI

Di Mazepin si parla più in pista che fuori, ma per carità, non demonizziamolo qualsiasi cosa dica o faccia. L’operazione Haas è qualcosa che trascende dalle piste, poiché il papà dell’esordiente pilota russo probabilmente è entrato dalla finestra per prendersi tutta la casa, ossia rilevare la scuderia a suon di milioni. Staremo a vedere. Non mettete pressione al mini Schumi: se Binotto lo scorso anno ha confermato che i piloti della Academy finiscono per forza in Ferrari, per la mitizzazione ci sarà tempo dopo il 2023, tempo presumibile per rivedere uno con quel cognome sulla Rossa. Per ora, guiderà e imparerà. Con pochi sviluppi aerodinamici, ahimé.

E Bottas? Sarà il solito animale da qualifica o farà il leone anche in gara? L’AlphaTauri riuscirà addirittura a far meglio dei 107 punti nei costruttori dello scorso anno? E il Checo Perez tirerà fuori ancora quel temperamento anche davanti al candidato numero 2 per il titolo, Verstappen? In Red Bull, secondo noi, c’è il punto interrogativo più affascinante, insieme al verde della Aston Martin di James Bond… pardon, di Sebastian Vettel, che lo scorso anno contava le domeniche che mancavano alla fine e quest’anno chissà se le farà contare agli altri. Intanto, date una occhiata ai nostri pronostici. E anche quest’anno, con la diretta post qualifica e il nostro consueto appuntamento con “POST GP”, F1world.it vi tiene agganciati al nuovo Mondiale 2021, l’ultimo prima della grande rivoluzione targata 2022. Non uccidetelo prima del tempo. Verstappen permettendo, vincerà ancora Hamilton probabilmente. Ma non ditelo a nessuno.

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