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Mick Schumacher: il 2020 occasione per mostrare quanto vale

Johnny Herbert pensa che al giovane tedesco servano grandi performance per meritarsi una chance in Formula 1

Il 2020 sarà l’anno decisivo per il piccolo Schumacher. E’ giunto il suo momento per mostrare al mondo di avere le carte in regola per seguire le orme di papà Michael

La nuova stagione sarà iI banco di prova per il ventenne figlio d’arte. Dopo aver conquistato il titolo in Formula 3 nel 2018, vittoria che gli ha consegnato tra le mani un biglietto di accesso alla prestigiosa Ferrari Driver Academy, Mick Schumacher ha iniziato la sua avventura in Formula 2; e qui, con la scuderia Prema, sarà chiamato a costruirsi il futuro che tutti si aspettano. Perché, non nascondiamolo, il peso del suo nome comincia a farsi sentire sulle spalle di Mick.
Il giovane è poco più che adolescente, ma c’è chi è pronto a fare già dei paragoni tra lui e altre giovane promesse del Motorsport che sembrerebbero avere una marcia in più del tedesco.

Si tratta dell’ex pilota di Formula 1 e ora commentatore per i microfoni di Sky Sports F1 Johnny Herbert.
L’inglese, che nel 1995 è stato compagno di Michael Schumacher alla Benetton, ha riconosciuto il talento di Mick ma si è anche mostrato abbastanza scettico rispetto ai risultati fino a questo momento ottenuti dal giovane pilota.
Agli occhi di Herbert, George Russell e Lando Norris avrebbero saputo sfruttare meglio le occasioni presentatesi sul loro cammino.

TIEPIDI SUCCESSI PER MIKE

Come riporta f1i.com, Herbert ha rilasciato delle dichiarazioni circa  il percorso di Mick e il suo 2019 non proprio esaltante. L’inglese si aspettava infatti qualcosa di più, nonostante la scorsa stagione fosse la prima per lui in una categoria come la Formula 2. Questo però non sembra essere una scusante per il tedesco, che, secondo Herbert, non è stato in grado di sfruttare il grande vantaggio che la vittoria sul tracciato dell’Hungaroirng gli ha dato.

Intervistato dai media in occasione dell’Autosport International Show 2020, tenutosi a Birmingham all’inizio di gennaio, Herbert ha dichiarato che questo è l’anno decisivo per il giovane Schumacher per farsi notare e poter dunque aspirare a un posto nella classe regina.
Probabilmente è una stagione importante quest’anno (per Mick). Ai miei occhi, deve farlo quest’anno. La sua vittoria in Ungheria è stata molto ben controllata, molto matura nel modo in cui è stato in grado di gestire le gomme, ma mantenendo comunque il ritmo necessario”. 
“È stata una bella vittoria , ma nulla che classificherei sorprendente quanto il  percorso di Lando e George” – ha poi proseguito.

IL PARAGONE CON LANDO NORRIS E GEORGE RUSSELL

La vittoria conquistata da Schumacher all’Hungaroring ha messo in luce le sue difficoltà nello sfruttare la spinta e la carica che un traguardo simile offre. “Nella mia esperienza, quando conquisti una vittoria del genere, la tua fiducia cresce: vai alla gara successiva e le tue prestazioni migliorano. La sua non lo ha fatto; rimaneva intorno al settimo/ottavo posto. I risultati parlano; questa è la cosa più importante” – ha aggiunto Herbert.

Pur riconoscendo che il 2019 è stata una stagione da principiante per Schumacher, Herbert ha sottolineato che i piloti davvero talentuosi sono riusciti a farsi notare subito in Formula 2. Mick Schumacher non l’ha fatto. “Era la sua prima stagione, ma tutti i ragazzi emergenti nelle formule inferiori entrano col botto! È la situazione di George e Lando, e anche piloti del passato hanno fatto la stessa cosa” – ha ammesso. “Se rimani lì troppo a lungo, se fai un periodo di quattro anni, cosa che è accaduta un paio di volte con piloti come Maldonado e Palmer, non si prospetta qualcosa di particolarmente brillante“.

Herbert ha concluso dicendo che Schumacher è bravo ma ha bisogno di miglioramenti. Per lui inoltre, è ancora troppo presto per parlare di un futuro in Formula 1: “È un po’ presto per Mick su quel fronte, ma il suo comportamento è molto buono. È un ragazzo molto simpatico ed è stato cresciuto fin qui in maniera davvero notevole“.

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Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, sono laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale di Linguistica applicata nella capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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