DichiarazioniFormula 1

Mercedes, Wolff: “Non siamo inferiori alla Red Bull”

Alla Gazzetta dello Sport l’austriaco ha rivelato quanto l’azienda tedesca sia focalizzata sul progetto Formula 1. Lo è oggi con l’impegno contro Red Bull, e lo sarà anche negli anni avvenire

Una Mercedes che punta tutto sulla Formula 1, lo sta facendo adesso e lo farà in futuro. Una scelta ribadita anche da Toto Wolff, ora focalizzato su una stagione serrata come non mai

Intervistato da Andrea Cremonesi della Gazzetta dello Sport, Toto Wolff è tornato a parlare (ovviamente) di Formula 1, ma pure di Formula E e del riassetto azionario dello scorso dicembre. L’argomento principale non può però che non essere la lotta contro la Red Bull per la conquista del campionato. Una lotta che lo vede impegnato in prima persona dato il suo ruolo di Team Principal della Mercedes.

PAROLA D’ORDINE: SPINGERE

“[Siamo in testa alla classifica] perché esiste un dio delle corse, che dà e che toglie. A Monaco potevamo finire secondi con Bottas senza l’inconveniente ai box, e vincere a Baku con Hamilton. I nostri rivali invece sono stati molto sfortunati in Ungheria. Silverstone? Non è stato un errore di Hamilton. Comunque da Spa parte un nuovo campionato, dove trionferanno la miglior macchina e il miglior pilota”, così l’austriaco.

Parole che archiviano una prima metà di stagione ad alta tensione fatta di scontri dentro e fuori la pista. Una cosa è certamente vera, quella che “da Spa parte un nuovo campionato” (2018 docet). Servirà farsi trovare pronti, ma su questo Wolff non ha dubbi: “Al momento non siamo inferiori alla Red Bull. Riconoscendo però che: “Lo eravamo chiaramente all’inizio. Il fatto è che abbiamo sottostimato i cambiamenti aerodinamici che hanno avuto un minor effetto sulle vetture dotate di maggior assetto rake come Ferrari, Red Bull e McLaren. Ma negli ultimi mesi abbiamo compiuti sviluppi davvero eccellenti.

Mai una scuderia avversaria aveva messo così sotto pressione quelli di Brackley; merito anche del grande step in avanti eseguito da Honda. “Per me era chiaro che Honda sarebbe stata forte quest’anno. Vogliono lasciare la Formula 1 con un mondiale in tasca. Rispetto i giapponesi, hanno scalato l’Everest da quando sono tornati in categoria nel 2015. Se non dirigessi la Mercedes, augurerei loro di avere successo”.

C’è chi vorrebbe tornare a trionfare dopo un lungo letargo, e c’è chi vorrebbe ancora una volta confermarsi marchiando in modo univoco l’era turbo-hybrid. Una sfida che porta a schiacciare l’acceleratore, a volte forse troppo: “Credo che qualche volta i team si spingono al limite del lecito, anche un po’ più in là per i miei gusti. Ed è un bene avere una FIA forte che osserva con attenzione. (…) Io sono certo che alcune squadre abbiano giocato con la pressione delle gomme o con la flessibilità delle ali. La Federazione ha fatto bene a intervenire”.

IL FUTURO DI MERCEDES

Non si può tuttavia rimanere troppo focalizzati sull’annata corrente, soprattutto quando c’è una rivoluzione regolamentare che incombe. Lewis Hamilton ha rinnovato fino al 2023 per arrivare chissà a dieci titoli anche se prima bisogna vincere l’ottavo e il nono, come giustamente ricorda Toto. Per far sì che ciò accada bisogna mettere il britannico nelle condizioni di avere delle chance. Motivo per cui in fabbrica ci si è già focalizzati sul 2022: “Abbiamo stoppato lo sviluppo [ndr. della W12] perché la monoposto del prossimo anno rappresenta un cambio così radicale che prima inizi a lavorarci, più sarai competitivo”.

Se si potrà contare sulla presenza di Lewis con la casacca della Mercedes per almeno altre due stagioni, la stessa cosa non si può dire del buon Valtteri. Il futuro del finlandese non è ancora stato stabilito, con Wolff che dovrà al più presto prendere una decisione tra Bottas e Russell. “Decideremo in tempi molto rapidi. Ma l’annuncio dipenderà dalle circostanze. Una scelta difficile. Da una parte pende la stabilità, dall’altra la voglia di promuovere un giovane molto talentoso pronto al salto di qualità.

L’introduzione delle vetture a effetto suolo non deve far perdere di vista una delle più importanti questioni sul tavolo: i motori del 2025. “Siamo tutti d’accordo a mantenere i V6 attuali, stiamo discutendo su quanti componenti conservare come la MGU-H. Dettagli. La cosa più rilevante è che da quella data le power unit saranno per metà costituite da motore a combustile e per l’altra da motori elettrici. E useremo benzine ecologiche che i consumatori troveranno alla pompa”.

OLTRE LA FORMULA 1

Toto Wolff non è solo un uomo di sport, non ricopre solo il ruolo di TP in Mercedes; oltre a ciò (con il 33,3% delle quote) è uno dei principali azionisti. Ragione che spinge a discutere dell’uscita della casa di Stoccarda dalla Formula E, nonostante l’annuncio che a partire dal 2030 la produzione sarà composta da macchine esclusivamente elettriche. Nel discorso torna la Formula 1: “Si è preferito concentrarsi sul core business, che garantisce comunque un trasferimento tecnologico alle macchine di serie superiore”.

L’azienda da pochi mesi ha visto l’entrata in Ineos nel tavolo d’amministrazione, lo stesso a cui sedie il classe ’72: È una collaborazione fantastica. Il ruolo di Jim [ndr. Ratcliffe founder e chairman di Ineos] è quello di traghettarci in una nuova dimensione. C’à un mix tra Mercedes, una compagnia di largo respiro e me che gestisco il team. Siamo complementari”, l’elogio dell’ex pilota al neo entrato.

Una scuderia che non potrà certamente essere gestita da lui all’infinito: “Da azionista resterò sempre parte del team e vorrò sempre avere la miglior dirigenza. Se un giorno sentirò che il mio contributo non è più all’altezza, deciderò con gli altri azionisti il mio successore. È evidente che non farò questa vita per sempre: in ufficio dal lunedì al venerdì e poi in pista in ventitré dei cinquantadue fine settimana. E lo faccio da nove anni”.

Darwin diceva che sopravvive chi si adatta meglio. Non il più forte. Ecco, noi dobbiamo fare altrettanto“. Frase che l’austriaco pronuncia a proposito del calendario riformato in corsa a causa della pandemia, ma che ben si adatta alla filosofia societaria sposata a Stoccarda in riferimento alla condotta sportiva e politica.

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

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