DichiarazioniFormula 1

Mercedes smentisce crisi organizzativa dopo l’addio di Cowell

Toto Wolff non pensa che l’addio dell’ex managing director sia alla base delle difficoltà attuali del team

La Mercedes sta attraversando un momento delicato. Wolff smentisce che la causa sia un cambio di organizzazione

Dopo il GP degli Stati Uniti, noto baluardo Mercedes, il team di Stoccarda è costretto a fare i conti con l’ennesimo risultato inatteso. Il secondo posto di Lewis Hamilton, complice un’opinabile strategia durante il valzer dei pit stop, nonostante sia valsa 19 punti in classifica (+1 per il giro veloce), unita alla sesta piazzola conquistata da Valtteri Bottas a fine gara, ha messo nuovamente sotto i riflettori le difficoltà delle Frecce Nere.

Se è vero che la classifica iridata costruttori parla ancora di una Mercedes in vantaggio (+23 punti sulla Red Bull), è però altrettanto palese quanto lo strapotere cui siamo stati abituati dal 2014 a questa parte non esiste più. Le distanze in pista si sono notevolmente ridotte. Ma a cosa è dovuto?

WOLFF: “IL SUCCESSO NON E’ DA ATTRIBUIRE A UNA SINGOLA PERSONA”

Il Team Principal della Mercedes, Toto Wolff, ha risposto alle voci che vorrebbero una Mercedes in difficoltà a causa del passaggio di Andy Cowell, ex managing director della scuderia anglo-tedesca, alla Red Bull. “La forza dell’organizzazione è la sua profondità. Andy è chiaramente una personalità eccezionale che ha contribuito ai suoi tempi, ma lo è anche Hywel e tutti oltre a lui. Ho fiducia al 100% nella struttura che abbiamo oggi. Gli sviluppi del motore non sono qualcosa che accade dall’oggi al domani, ma necessitano di un lungo periodo di tempo, sia che le cose vadano bene, sia che vadano male“, ha dichiarato a Motorsport.com.

Come riporta Planetf1.com, Toto descrive quindi una realtà affiatata, ben collaudata e organizzata: “Andy è stato una parte importante del nostro successo passato, ma lo erano anche Hywel e tutti gli altri. Quindi, non credo che tutto ciò si possa attribuire solo a uno dei leader che ha deciso di lasciare la squadra; ci sono ancora punti di forza davvero importanti al suo interno”, ha poi concluso il TP austriaco.

I recenti problemi di affidabilità di entrambi i piloti, gli ultimi scontati da Valtteri Bottas negli States con l’ennesima componente della Power Unit da sostituire e le simili difficoltà viste con Aston Martin e Williams, entrambe motorizzate Mercedes, hanno contribuito a scalfire ulteriormente l’immagine del marchio con la stella a tre punte, (prima) quasi imbattibile.

Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, ho una Laurea Triennale in Lingue Straniere e una Laurea Magistrale in Linguistica, entrambe conseguite nella Capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, spazio, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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