DichiarazioniFormula 1

Mercedes, la chiave per il ritorno al successo non è la direttiva 39

Una direttiva tecnica che sicuramente è andata a favore della squadra di Stoccarda, ma i meriti per il ritorno in auge vanno allo sporco lavoro iniziale del sette volte iridato

Una stagione in crescendo quella appena conclusasi per Mercedes, la cui chiave per uscire dalle difficoltà è stata nientemeno che il proprio campione, Lewis Hamilton

È chiaro a tutti come Mercedes avesse iniziato l’anno con il piede sbagliato, soprattutto confrontando le prestazioni con quelle di Red Bull e Ferrari. Le frecce d’argento hanno accusato tantissimo del cosiddetto “porpoising”, che portava la monoposto a rimbalzare moltissimo, in particolare nei rettilinei. Sebbene sicuramente la direttiva 39 sia stata d’aiuto, la chiave di volta nella stagione di Mercedes è stato Lewis Hamilton e tutto il lavoro quasi “inosservato” che ha svolto a inizio anno.

Il numero 44 ha spesso e volentieri utilizzato setup estremi per cercare di aiutare la squadra a migliorare le proprie performance sfruttando la propria esperienza. Questo spiegherebbe ampiamente la disparità tra i successi di Russell e le fatiche di Hamilton. Il re nero ha appunto sacrificato la propria performance per aiutare il team e gli sforzi si sono notati, soprattutto nella seconda parte di stagione. A fine anno è stato comunque Russell a prevalere, con 35 punti di vantaggio in classifica sul compagno e arrivando, in Brasile, a vincere il proprio primo Gran Premio, unica vittoria Mercedes del 2022.

Ruoli diversi nella prima parte di stagione

Durante i primi Gran Premi, si è visto un divario importante tra i risultati di Russell e quelli del sette volte iridato. Il 24enne ha spiegato, a suo modo, che lui si trovasse più a suo agio con la monoposto rispetto al proprio compagno di squadra, ma grazie a un video arriva la spiegazione dettagliata. Recentemente, Mercedes ha pubblicato un video su YouTube in cui il capo stratega della Mercedes, James Vowles, spiega i diversi ruoli dei due piloti a inizio stagione.

“Penso che nel complesso non ci sia bisogno di dirlo, ma George ha fatto un ottimo lavoro quest’anno”, ha detto. “È contro i migliori al mondo e questo è il suo riferimento e ciò che è molto chiaro è che all’inizio dell’anno, quando avevamo una macchina difficile, Lewis ha usato il suo patrimonio di esperienza per aiutarci a migliorare la macchina e a farci progredire davvero come parte della squadra. George in quel periodo si è concentrato sull’apprendimento, sull’inserimento nella squadra e ha ottenuto una serie di risultati che lo hanno avvantaggiato. A prescindere dal suo passo di qualifica, che credo sia a meno di un decimo da quello di Lewis, il suo passo di gara è stato molto, molto forte durante tutto l’anno”.

È proprio questo che stavamo cercando: come si inserisce nel nostro ambiente? Come si inserisce nella squadra, come lavora con Lewis, come lavora con tutti gli altri? E credo che in tutti questi aspetti abbia fatto un ottimo lavoro. Per lui è stato un grande passo avanti rispetto alla Williams, perché il livello in cui operava la Williams è ovviamente molto alto, mentre il nostro è un po’ diverso. Penso che si sia adattato molto rapidamente e molto bene” termina il capo stratega, sottolineando il lavoro di entrambi i piloti.

Carlotta Ramaciotti

Da 20 anni appassionata di sport. L'amore per i motori nasce dal papà e cresce insieme alla mamma e a questo si lega la passione per la scrittura. Obiettivo: fare della mia passione il mio lavoro.

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