2019DichiarazioniFormula 1Gran Premio Messico

McLaren: la disfatta in Messico, un’opportunità per imparare

E sotto la lente di ingrandimento è finita proprio la differenza di prestazione tra le qualifiche e la gara vera e propria

Nessuno in McLaren avrebbe immaginato di dover affrontare un GP del Messico così duro. Nonostante i pronostici della vigilia dessero la MCL34 tra le favorite per finire a punti, i fatti hanno svelato un risultato diverso.

Se Carlos Sainz ha sofferto per buona parte della corsa a causa delle gomme dure che, proprio in base a quanto affermato dal pilota della McLaren gli avrebbero “rovinato la gara“, peggio è andata a Lando Norris.
L’inglese, nonostante un avvio promettente, ha visto la sua gara compromettersi in occasione del pit stop, dove un errore lo ha fatto tornare in pista con un giro di ritardo rispetto al gruppo.

Eppure a Woking sono positivi e preferiscono vedere il bicchiere mezzo pieno. Andreas Seidl, boss della McLaren, ha ammesso che la prestazione sottotono andata in scena sul tracciato intitolato ai fratelli Rodriguez può servire alla scuderia inglese come una “lezione” per migliorare.

Dopo diversi fine settimana dove le cose per noi sono andate per il verso giusto, è stato difficile accettare il risultato del GP del Messico – ha raccontato il manager tedesco – Sebbene entrambi i nostri piloti siano partiti bene, il problema con al pit stop sulla macchina di Norris ha distrutto la sua corsa“.

DIFFERENZA DI RITMO TRA SABATO E DOMENICA

Quello che maggiormente ha sorpreso in negativo gli uomini della McLaren è stata la mancanza di ritmo di Sainz, con le gomme dure: “Rispetto alle prove libere e alle qualifiche, in gara non siamo riusciti ad avere lo stesso ritmo sulle gomme dure. È stato strano ed è sicuramente un aspetto che analizzeremo per capire se magari fosse stato dovuto al rilevamento di temperature più elevate o a qualcos’altro“.

E sotto la lente di ingrandimento è finita proprio la differenza di prestazione tra le qualifiche e la gara vera e propria: “Sicuramente in termini di ritmo è stata una battuta d’arresto – ha proseguito – Era da parecchi weekend che non riscontravamo una differenza così elevata tra le prestazioni del sabato e quelle della domenica. Dobbiamo capire dove è stato il problema“.

MCLAREN GUARDA IL BICCHIERE MEZZO PIENO

Ha proseguito: “Eppure il GP del Messico ci è servito perché ci ha dato alcune opportunità dalle quali apprendere nuove lezioni e ci ha ricordato che abbiamo ancora molto lavoro da fare per diventare la squadra migliore. Una giornata così fa parte del processo“, ha concluso.

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Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora, ho 32 anni e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

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