Formula 1Interviste

Leo Turrini in esclusiva a POST GP: “In Ferrari un nuovo AD che abbia passione”

Nella lunga chiacchierata nel nostro post gara del lunedì sera tanti spunti: Verstappen, Raikkonen e… Enzo Ferrari

La solita scanzonata verve di Leo Turrini, unita a una competenza fuori dal comune e una grande affabilità. Intervenuto lunedì sera nel nostro POST GP della gara di Abu Dhabi, ha snocciolato parole toccando vari temi

Nella puntata di POST GP immancabile un bilancio di fine Mondiale da parte di Turrini: “Non avrei scommesso a maggio che Liberty Media avrebbe organizzato un campionato vero, come hanno fatto. E’ stato più un tour Europeo. Verstappen è stato l’unico a creare problemi alla Mercedes, ho una considerazione notevole per lui, ma la differenza tra Red Bull e Mercedes è ancora troppo grande. Un dominio così schiacciante nella storia della Formula 1 non si era mai vista. Verstappen potrebbe essere Luke Skywalker con la spada laser, e la Mercedes la morte nera…”. 

VETTEL COME CELENTANO

Ancora Leo su Verstappen: “Se avrà la macchina, Max se la giocherà in tutte le gare con Hamilton. E’ molto migliorato, ma se ha una vettura sempre più lenta di mezzo secondo rispetto ai rivali farà sempre fatica”. Impossibile non toccare l’argomento Vettel, al passo d’addio con la Rossa.Vettel ha sprecato un’opportunità – continua Turrini – una sorta di sliding doors, a Hockenheim nel 2018. Sui venti in pista fu l’unico che uscì, nonostante piovesse e lui sia sempre stato bravo sul bagnato. Vettel ha fallito il suo obbiettivo, lui che aveva il poster di Schumi sulla Rossa. Ora andrà a duellare con la famiglia Stroll, e questa è una bella sfida. Il talento non lo ha perso, se avrà una buona macchina si prenderà delle soddisfazioni

Ma qual è il bilancio della carriera rossa di Sebastian secondo Leo Turrini? “Quando a scuola veniva promosso si faceva portare a Fiorano a vedere Michael che girava. E’ anche vero che più GP di lui con la Ferrari ne hanno vinti solo Schumacher e Lauda, per cui è sul podio della storia Ferrari. E’ mancato il lieto fine… diciamo che è venuto a Maranello per imitare Schumi e se n’è andato imitando Celentano!“. Non mancano gli alibi, però: “Glieli concedo. Ed è anche una bellissima persona. Per esempio, ha sempre riconosciuto che Leclerc sul piano della velocità pura gli è superiore. Tanto di cappello per un 4 volte campione del mondo che non nasconde la verità”. 

SAINZ SECONDA GUIDA? NON PROPRIO…

“Precisiamo una cosa: ricordiamoci che sul contratto non c’è scritto ‘seconda guida’. Se uno è più veloce di te, non certo lo devi fare necessariamente passare. Ricordatevi per esempio di Hamilton con Alonso, con quest’ultimo che pensava di imporre a Ron Dennis di fermare Hamilton. E gli hanno detto no. Parlavo con Jarno Trulli poco tempo fa, e lui mi diceva una cosa giusta: i più grandi sono stati Senna e Prost, perché se la sono giocata nello stesso anno, con lo stesso motore, la stessa macchina e con gli stessi mezzi tecnici. Schumacher alla Ferrari o alla Benetton non ha mai chiesto una prima guida come compagno di squadra”.

“Sainz va meno forte, ovviamente, ma non è stato surclassato. Viene con molta motivazione, Leclerc ne avrà di più, ma Sainz non si sposterà di certo“. Ma la svolta più importante dovrà avvenire fuori dalle piste. “E’ giusto che ci sia attenzione alla finanza e ai conti, ricordiamoci che la Ferrari è quotata in borsa. Ma c’è una cosa imprescindibile che non dovrà mancare: la scelta del nuovo AD dovrà avere come requisito anche la passione. Il nuovo manager dovrà essere una persona appassionata della Ferrari e delle corse. Ecco, in questo senso – scherza Turrini nel nostro POST GP – il candidato ideale potrei essere io…”

LA SBRONZA DI KIMI RACCONTATA DA TURRINI A POST GP

C’è tanta Ferrari, e non poteva essere altrimenti. “Se Resta era l’uomo che stava seguendo il progetto Ferrari per le nuove regole, non ha senso che vada in un’altra scuderia. Potrebbe essere per reinterpretare il budget cap, ossia la Ferrari utilizza la partnership con la Haas per poter accumulare dati e informazioni, ma come spiegazione è molto debole. E’ una vicenda che trovo poco convincente, anche perché si era detto che a Maranello non dovevano esserci ulteriori ribaltoni. Si dice che ci sia un clima idilliaco ma non ne sono sicuro. Resto perplesso di questa manovra… secondo me c’è un gigantesco non detto”.

E poi i pensieri rivolti a due ex ferraristi, Alonso e Raikkonen: “Lo spagnolo è andato più vicino al Mondiale di quanto non abbia fatto Seb. Se ce l’avesse fatta, forse la storia della Ferrari e della sua gente, Montezemolo, Domenicali e lo stesso Fernando, sarebbe stata diversa. Kimi? Gli sono affezionatissimo. Ricordo una sbronza paurosa in aeroporto il lunedì mattina a Suzuka nel 2003, lui che aveva perso il Mondiale contro Schumacher per 2 punti. Aveva due che lo reggevano sotto le ascelle, aveva esagerato il giorno prima con le feste nonostante la sconfitta… E’ un estraneo ai giochi di potere, è in Formula 1 da vent’anni e non ricordo un gesto di slealtà”.

Turrini ricorda poi un particolare importante: “E’ stato un grande campione, e poi è invecchiato anche lui. Ma ricordate: lui tornò in Formula 1 dopo due anni di stop e vinse con la Lotus, non con la Mercedes. Ve lo ripeto: vinse con la Lotus”.

Chiusura, e non poteva essere altrimenti, con il gran capo, Enzo Ferrari. “Mi aveva osservato, gli ero simpatico. Ero molto giovane, e ricordo che una mattina suonarono alla porta a casa dei miei genitori, ed era l’autista storico di Enzo, mancato pochi anni fa, si chiamava Dino Tagliazucchi. Mi consegnò un pacchetto, da parte di Ferrari: c’era una cravatta, col simbolo del Cavallino, e un biglietto. ‘Mi hanno detto che lei è un mio tifoso: se è vero, indossi questa cravatta con orgoglio. Altrimenti la usi per impiccarsi. Questo era Enzo Ferrari”. Ricordiamo che tutta la puntata del nostro “POST GP” con Leo Turrini e tutte le sue parole, potrete rivederla e ascoltarla sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale Youtube. 

 

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