Formula 1Gran Premio Monaco

Leclerc senza umiltà: la colpa di Monaco non è solo della Ferrari

La gara del Principato non era iniziato male per la Rossa e per il pilota monegasco che scattava dalla pole position

Quando sono passate praticamente ventiquattr’ore dal GP di Monaco la mancata vittoria di Leclerc continua a far parlare e a sollevare dubbi. E nell’occhio del ciclone finisce anche la Ferrari

Ancora una volta il GP di Monaco non ha sorriso all’idolo di casa. Scattato dalla pole position, Charles Leclerc ha chiuso la corsa in quarta posizione. Il monegasco non ci ha pensato nemmeno un secondo a nascondere tutta la sua frustrazione, con un team radio rivolto alla Ferrari che ha fatto arricciare qualche labbro: “Non ho parole, non possiamo fare così“.

Eppure non tutti gli addetti ai lavori sono concordi sul fatto che la gara sia stata persa dal monegasco a causa di un errore strategico della Ferrari. Uno di questi è proprio Ralf Schumacher. L’ex pilota tedesco si è scagliato contro il pilota monegasco, a detta sua, reo di aver commesso più errori rispetto al Cavallino Rampante.

Nessuno immaginava un epilogo simile

Il GP di Monaco non era iniziato male per la Ferrari e per Leclerc. Il monegasco, che scattava dalla pole position, è scattato perfettamente riuscendo a portarsi dietro il suo compagno, Carlos Sainz. Fin da subito è sembrato che Leclerc si fosse involato facilmente verso la vittoria, riuscendo a tirare su un bel margine dagli inseguitori. Poi il patatrac.

Quando la pista si è asciugata gli avversari di Leclerc hanno sostituito gli pneumatici e hanno cominciato a mostrare un ritmo convincente. Ma la Ferrari ha esitato per far entrare ai box i propri piloti.

“Si vince e si perde tutti assieme”

Se Sainz ha preferito rimanere ancora fuori, Leclerc si è fermato inizialmente per passare dalle coperture da bagnato alle intermedie. Tre giri dopo il monegasco ha dovuto necessariamente tornare ai box per un doppio pit, nel quale ha montato gomme slick, finendo quindi al quarto posto, dietro ai piloti Red Bull e al suo compagno di squadra.

Ma secondo Ralf Schumacher non si può parlare solo di colpa della Ferrari: “Le cose accadono. Se guardiamo le gare disputate finora, la squadra ha commesso meno errori di Leclerc – ha raccontato l’ex pilota di Formula 1 ai colleghi di Sky Deutschland – Si vince e si perde assieme. Visto che un po’ di casini li ha combinati anche lui, credo che dovrebbe essere un po’ più umile“.

Uno degli errori ai quali si riferisce Ralf Schumacher è sicuramente quello commesso dal monegasco in occasione del GP dell’Emilia Romagna. A Imola, provando a strappare la seconda posizione a Perez, Leclerc nel tentativo di rimanere il più possibile incollato al messicano finì in testacoda. Nonostante riuscì a ripartire, Charles dovette accontentarsi della sesta posizione.

La mancata vittoria di Leclerc nel GP di Monaco si è rivelata essere un brutto colpo per la Ferrari. Se nel mondiale piloti il monegasco insegue Verstappen, leader della classifica, con un ritardo di nove punti; tra i Costruttori è la Red Bull a farla da padrona con un vantaggio di 36 lunghezze sul Cavallino Rampante.

Tranquillità è la parola chiave

Secondo un altro ex della Formula 1, Timo Glock, a far perdere la corsa alla Ferrari è stata una mancata serenità. Ben tangibile nelle comunicazioni tra muretto e piloti.

La tranquillità con la quale gli uomini della Red Bull hanno gestito il rientro ai box dei loro piloti è quello che è mancato al Cavallino Rampante. Il panico lo si poteva sentire chiaramente nelle comunicazioni radio della Ferrari – ha sottolineato l’ex pilota tedesco – Fatico a capire perché non abbiano reagito prima e alla fin fine hanno preso una decisione sbagliata. La maledizione di Leclerc a Monaco continua“, ha concluso.

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

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