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Le 5 cose che non sapevi su Sebastian Vettel

Amante della musica, della privacy e della sua famiglia, l’avventura sui kart non è cominciata per velleità agonistica

Prima per le vittorie e poi per le battaglie politiche. Sebastian Vettel è diventato uno dei piloti più amati della Formula 1 ma è anche uno di quelli che maggiormente ha tenuto la sua vita privata lontana dai riflettori generando curiosità

Nonostante il debutto nella massima serie automobilistica in giovane età e la sua parabola in veloce ascesa, Sebastian Vettel è stato uno dei piloti che, esattamente come accaduto con Michael Schumacher, ha cercato di tenere il più possibile la propria vita privata lontano dai riflettori. Ecco perché è sempre stata tanta la curiosità a riguardo della vita privata dell’ex pilota.

Il 35enne di Heppenheim è l’unico pilota dell’attuale griglia di partenza che, fino allo scorso mese di luglio, quando ha annunciato il suo ritiro, non disponeva di un account ufficiale sui social network.
Sebastian Vettel è una gran brava persona, un pilota di altri tempi che, soprattutto negli ultimi anni, ha deciso di metterci la faccia in qualunque cosa decidesse di buttarsi.

5 curiosità che non ti aspetti su Sebastian Vettel

Eppure, nonostante si stia parlando di un pilota di Formula 1, di un quattro volte campione del mondo, di uno che ha disputato una cosa come 300 Gran Premi vincendone 53, quello che continua a stupire è la semplicità che contraddistingue Vettel. Possiamo dire che l’ex pilota di Formula 1 sia un 35enne come tanti altri: gli piace guardare vecchie commedie britanniche, ascoltare i Beatles e passare del tempo in compagnia della sua famiglia. Curiosità che non avrebbero niente di strano, in fondo, se non si stesse parlando di Sebastian Vettel.

1. Il kart per stare lontano dalle brutte abitudini

Prima di imparare a guidare, Seb era solo un ragazzo cresciuto nella Germania Ovest. Esattamente come è stato per tanti altri piloti di Formula 1, ad attaccare al figlioletto la passione per le quattro ruote è stato il padre. Norbert Vettel ha messo il piccolo Sebastian per la prima volta su un kart. Ma, a differenza di altri illustri colleghi, sono state le motivazioni completamente diverse.

Norbert Vettel assomiglia tremendamente al figlio. Stesso sorriso, stesso sguardo. Nonostante la ditta di carpenteria discretamente avviata, all’inizio i soldi non erano troppi. Per assecondare la passione del figlio, Norbert dovette vendere la propria macchia da rally, che aveva costruito nei weekend e che teneva in garage. Sebastian è stato fatto avvicinare al mondo del kart non perché la famiglia avesse particolari velleità agonistiche ma semplicemente per tenere il figlio lontano dalla droga e dai guai (esattamente come le sorelle e il fratello Fabian).

5 curiosità Sebastian Vettel
Credit: @sebvettelnews

La casa della famiglia Vettel aveva un piccolo cortile. Il padre aveva abbozzato un piccolo tracciato con un paio di curve intorno all’edificio dove Norbert si divertiva a rovesciare secchiate d’acqua con l’obiettivo di renderlo scivoloso. Uno stratagemma che sarebbe servito in futuro al giovane Seb. E infatti proprio la prima vittoria in Formula 1 di Vettel è avvenuta sotto la pioggia. Nel 2008, con la piccola Toro Rosso, a Monza. Sotto un enorme diluvio il tedesco ha dominato la gara partendo dalla pole position e chiudendo la la corsa in prima posizione.

2. Sognava di diventare un cantante

Oltre al Motorsport e alle lotte sociali, una delle passioni di Sebastian Vettel è senza alcun dubbio la musica. E il tedesco non ha mai nascosto questo aspetto. Quando era poco più di un adolescente aveva tre idoli. IThe three Michaels: Michael Schumacher, Michael Jordan and Michael Jackson.

Nel corso di più interviste Seb non ha mai nascosto che, se non fosse diventato pilota di Formula 1 gli sarebbe piaciuto diventare un cantante. Ma si rese conto di non avere sufficiente voce per intraprendere la carriera.
Proprio nel corso dei suoi trascorsi nella massima serie automobilistica, Vettel si è lasciato andare più volte a piccole esibizioni canore.
Tra quelle che, di diritto, sono le più iconiche ricordiamo il gioioso team radio dell’allora ferrarista che canta L’Italiano di Toto Cutugno, subito dopo aver vinto il GP di Singapore 2015 e, sempre Seb, al termine del GP di Abu Dhabi 2020, la sua ultima gara corsa coi colori del Cavallino Rampante, ha voluto salutare in musica i suoi uomini sulle note di Azzurro di Adriano Celentano.

3. Fu un grande estimatore di Enzo Ferrari

Oltre a i The three Michaels, Sebastian Vettel è sempre stato un grande estimatore di Enzo Ferrari. Il tedesco non ha mai nascosto di essere un fan del fondatore del Cavallino Rampante, tanto da essere capace di divorare qualunque tipologia di materiale cartaceo, e non, che riguardi il Drake.

Io sono nato nel 1987, solo un anno prima della morte di Ferrari – aveva raccontato qualche anno fa Vettel ai colleghi della Gazzetta di Modena – Per cui naturalmente non ho mai potuto conoscerlo di persona, e oggi posso solo immaginare come sarebbe stato il nostro incontro. Ma so che avrei davvero voluto conoscerlo, perché secondo me era una persona speciale, un uomo con una visione unica che è ancora presente oggi nell’azienda e nella Scuderia che ha fondato“.

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Credit: ferrari.com

Dalle sue parole si evince che in particolar modo Seb è stato colpito dall’elasticità mostrata da Ferrari: pilota da corsa, fondatore, costruttore. Una persona che è riuscito a raggiungere grandi risultati sul campo grazie alla sua visione fuori dal comune per l’epoca. Non a caso, proprio per questo grande affetto e stima che lega l’ex pilota tedesco al fondatore del Cavallino Rampante, quando nel novembre 2019 venne alla luce il terzo figlio di Vettel, indiscrezioni dissero che potesse essere stato chiamato Enzo, probabilmente proprio in onore a Ferrari.

4. Scuola: gioie e dolori

Non si può dire che tutti gli atleti professionisti possano affermare di aver conseguito il diploma di scuola superiore. Anche in questo fa eccezione Sebastian Vettel che ha chiuso il suo percorso di studi nel 2006. 
Soprattutto in giovane età, quando il tedesco non era ancora sicuro di riuscire a sfondare nell’automobilismo sportivo, le questioni riguardanti il futuro erano un incognita che portava preoccupazioni nei genitori del giovane Vettel. E proprio per volontà di mamma Heike e di papà Norbert, Seb ha finito gli studi e si è diplomato.

Cresciuto nella Germania occidentale, ha frequentato la Starkenburg Gymnasium High School di Heppenheim. Frequentata da circa 1200 studenti, è un polo umanistico, linguistico e tecnologico, ma la carriera scolastica di Vettel non è stata tutta rosa e fiori.

Nonostante i voti rispettabili, lo studio non è mai stato una delle passioni del giovane Sebastian. Non è sempre stato facile per il tedesco. All’età di 11 anni, quando cominciava a essere considerato un talento emergente del karting teutonico, Vettel è stato vittima di un episodio di bullismo.
L’ex pilota ha raccontato di aver portato un trofeo a scuola che i compagni hanno distrutto accusandolo di essere un esibizionista. Il talento non è stato sufficiente per mettere Seb al riparo da invidie e cattiverie. Quella brutta esperienza non ha minimamente intaccato la sua passione per il mondo dei motori.
Eppure, il percorso scolastico gli ha anche permesso di conoscere quella che è la persona più importante della sua vita.

Proprio sui banchi di scuola, l’ex ferrarista ha incontrato Hanna Prater, la donna che sarebbe diventata sua moglie. Classe 1988, si è laureata in design tessile e il suo sogno era quello di diventare una stilista di moda. Arte che ha appreso dalla nonna materna. Sono la coppia meno social e glamour del mondo dello sport, un legame solido, che non ama stare sotto la luce dei riflettori.

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Credit: tumblr.com/sebsv5vettel

Il loro è stato un amore che ha iniziato a crescere e consolidarsi durante gli anni del liceo. Ora Sebastian e Hanna vivono in Svizzera, lontani dal clamore del jet-set e dalla vita mondana, coi loro tre figli Emily, nata nel 2014 e Matilda, nata nel 2015. Il primo maschietto della coppia è venuto alla luce nel novembre 2019. Una curiosità: secondo alcuni rumors il figlio di Sebastian Vettel e Hanna potrebbe chiamarsi Enzo, come il Drake, nonostante la coppia non abbia mai reso noto il nome.

5. L’attenzione al prossimo di Vettel

Gli ultimi anni di Vettel nella massima serie automobilistica, saranno ricordati soprattutto per le nobili cause che ha sposato fuori dalla pista. Seb è diventato la voce della Formula 1. Quella voce della quale il Circus aveva bisogno. Fa parte di quel ristrettissimo gruppo di piloti che ha imparato a guardarsi attorno e a lottare per il mondo che lo circonda, fuori dall’autodromo.

Si è impegnato in campagne di notevole importanza sociale a sostegno delle minoranze e dell’inclusione. È un convinto ambientalista. Segue una dieta vegana dal 2019. Più volte ha messo in risalto le problematiche legate alla crisi climatica che sta affliggendo il nostro mondo, tanto da aver manifestato più volte il suo impegno nei confronti della natura, degli oceani e degli animali.
Dopo il GP di Gran Bretagna del 2021, a fine corsa ha aiutato gli inservienti a rimuovere i rifiuti lasciati dai tifosi sugli spalti. Fra i due weekend di gara al Red Bull Ring, assieme a una classe di bambini ha collaborato alla realizzazione di un hotel per le api. Un rifugio artificiale che favorisce la nidificazione e lo svernamento di questi insetti utilissimi per la natura e le coltivazioni. L’ex pilota, infatti, è ambasciatore del progetto BEESandAPPLE.

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Credit: XPB Images

Proprio in occasione di uno di questi eventi, Seb ha raccontato che nella sua villa ha installato pannelli solari, di usare auto elettriche per gli spostamenti e filtri per l’acqua per ridurre l’utilizzo della plastica. Sempre nel 2021, durante il GP di Arabia Saudita, ha organizzato un evento di kart per sole donne con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema dell’emancipazione e della parità di genere.

Si è battuto, esattamente come Hamilton, contro ogni forma di razzismo, e non si parla di colore della pelle. In occasione del GP Ungheria del 2021, Seb si è presentato nel paddock con ai piedi un un paio di scarpe bianche con impresso un arcobaleno, il simbolo della comunità LGBT per manifestare il suo disappunto nei confronti della legge Orban, etichettata come “discriminatoria e vergognosa“. Si è esposto in prima persona nel mostrare tutto il suo sostegno all’Ucraina, a seguito dell’invasione da parte della Russia. Il tedesco corse in Bahrain con un casco speciale dove spiccava la scritta in nero No War, oltre al disegno di una colomba bianca e il testo della canzone Imagine di John Lennon.

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

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