DichiarazioniFormula 1

La Mercedes critica la durata dei test pre-stagionali

In casa Mercedes, e probabilmente non solo, c’è parecchio malcontento per quanto riguarda i tre giorni di test pre-stagionali in Bahrain

Come ogni anno all’alba della nuova stagione di F1 si accende la “polemica” sui test pre-stagionali e la loro durata, questa è stata la volta della Mercedes ad alimentare il tutto con le sue motivazioni

La Mercedes sostiene difatti come solo tre giorni di test pre-stagionali che d’altro canto si disputeranno una settimana prima dell’inizio vero e proprio della stagione di Formula 1 2023, non sono sufficienti per identificare i potenziali problemi di un nuovo progetto dato l’attuale livello di affidabilità delle monoposto.

L’IMPATTO DEI TEST

A fare da portavoce delle Frecce d’Argento è stato il direttore tecnico Mike Elliot, che durante la presentazione della W14 a Silverstone dove c’è stato anche il primo shakedown della monoposto, ha spiegato come: “Con solo tre giorni di test quest’anno, questo ha due grandi impatti. Il primo sta nell’affidabilità”.

“Se non saremo affidabili durante i test, allora avremo un chilometraggio molto limitato. Inoltre, non potremmo misurare troppo l’affidabilità assoluta della vettura, perché in tre giorni non si può girare in maniera massiccia. Queste auto sono ora così affidabili che hai bisogno di più chilometraggio per iniziare davvero a vedere alcuni dei problemi”.

Proseguendo, spiega come: “Il secondo grande impatto è che dobbiamo utilizzare il nostro tempo limitato nel modo più efficiente possibile. Dobbiamo imparare il più possibile, per capire come ottenere il massimo delle prestazioni dalla macchina e cosa possiamo imparare ad alimentare con i prossimi sviluppi”.

IL FOCUS DEL PILOTA

A fare da cassa di risonanza al direttore tecnico è stato anche George Russell, che da canto suo ha parlato dal punto di vista del pilota. Il britannico infatti è stato in grado di salire sulla nuova W14 grazie ad un test sulle gomme Pirelli, ma anch’egli ritiene che tre giorni siano troppo pochi per riprendere il ritmo dopo la pausa invernale, che quest’anno è stata più lunga del solito.

Entrando nel merito, il giovane pilota britannico del team di Brackley ha dichiarato che: “Personalmente, non credo che tre giorni siano sufficienti. Bisogna tener conto anche del punto di vista del pilota, ovvero che avrà a disposizione un giorno e mezzo per guidare“. Proseguendo, parla dei test Pirelli svolti la settimana scorsa: “Siamo stati fortunati a fare i test [per Pirelli, ndr.], ma se non l’avessimo fatto, sarei arrivato a 12 settimane senza guidare da Abu Dhabi [gara finale della stagione 2022] al Bahrain”.

Ruggiero Dambra

Mi chiamo Ruggiero e sono un ragazzo pugliese di 24 anni, studente di giurisprudenza (presso l'Università degli Studi di Bari) e appassionato di Formula 1 fin da bambino. La mia "carriera" come editore inizia nel 2013 con la creazione di un piccolo blog dedicato inizialmente alla cronaca, per poi passare ad occuparmi interamente di motorsport. In seguito ho scritto per diversi siti riguardanti la F1, fino ad iniziare la mia avventura con F1world nel settembre 2018. Accreditato dalla Federazione Internazionale dell'Automobilismo (FIA) potrete vedermi qualche volta in giro nel paddock. Quando mi chiedono chi vincerà il mondiale secondo me, io rispondo: "Il migliore".

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