2019Analisi della redazioneFormula 1

La Formula 1 alla guida della Green Revolution

La settimana scorsa la FIA ha annunciato un ambizioso piano di sostenibilità per avere un’impronta di carbonio pari a zero entro il 2030

Già molti anni fa, quando nessuno si sarebbe lontanamente immaginato l’ingresso in Formula 1 dei motori ibridi, l’allora Presidente della FIA, Max Mosley aveva affermato che il Circus avrebbe preso una via più ecosostenibile.

Una dichiarazione lungimirante, sì, anche se siamo pronti a scommetterci, l’ex numero uno della Federazione Internazionale mai e poi mai avrebbe immaginato tutti i cambiamenti che sono avvenuti in maniera così repentina in Formula 1.

I motori termici sembrano essere sempre più destinati alle Categorie minori, per il momento. Sembrerebbe proprio che tutti i grandi Campionati siano destinati a un futuro sempre più protratto verso le vetture elettriche e quindi con un occhio di riguardo alla Green Revolution. Anche la Formula 1 comincerà a diventare ancora più “verde”.

Non a caso la Federazione Internazionale proprio in queste ultime settimane ha annunciato un ambizioso piano di sostenibilità per avere un’impronta di carbonio pari a zero entro il 2030.
Questa iniziativa riguarderà non solo le vetture di Formula 1, ma anche altre attività in pista per quanto riguarda lo sport. Il piano è arrivato dopo dodici mesi di intenso lavoro con FIA, esperti di sostenibilità, team di Formula 1, promotori e partner, che ha come obiettivo quello di trasformare il Motorsport in un mondo più sostenibile.

Uno dei motivi per i quali la Formula 1 non è tornata ai motori termici, soluzione desiderata dalla maggior parte degli appassionati, è proprio dettata dal fatto che l’automotive si sta muovendo sotto questo punto di vista.

ALCUNI DATI

Secondo alcuni dati raccolti dalla Federazione Internazionale, si è calcolato che la Formula 1 generi 258.000 tonnellate di CO2, ma solo lo 0,7% di esse è dovuto alle monoposto in pista. Il restante delle emissioni è prodotto tra il lavoro nelle fabbriche (meno del 20%), il trasporto materiale (un 45% circa) e l’afflusso di spettatori e personale nei circuiti (quasi il 28%).

Il concetto di “impronta carbonio pari a zero” significa semplicemente riuscire a catturare almeno la quantità di CO2 emessa nell’atmosfera durante il ciclo intero con l’obiettivo di presentare un bilancio di aumento delle emissioni pari a zero. E ciò può accadere andando a riutilizzare i rifiuti, trasformandoli nella base di nuovi materiali o carburanti.
Non a caso, uno degli esempi più lampanti riguarda proprio la benzina che ha componenti bio sempre in maggior parte, compreso l’uso di CO2 come elemento di partenza per la creazione di molecole di idrocarburi.

IL PIANO DI SOSTENIBILITÀ DEVE GUARDARE OLTRE LE AUTO

Ma per essere ritenuto efficace, il piano di sostenibilità deve andare necessariamente oltre alle vetture da corsa. Non a caso Liberty Media, avrebbe l’intenzione di fare in modo che i tifosi possano raggiungere i vari circuiti attraverso l’utilizzo dei mezzi pubblici, quindi lasciando a casa i le auto di proprietà. Una soluzione facile se pensiamo a tracciati cittadini, o comunque sia che si siano ben inglobati all’interno di una città (tipo Monaco, Baku o Monza). Differente il discorso per altre piste, magari immerse nelle campagne.
E proprio lo spostamento degli appassionati è un problema che tutti gli sport gli sport di massa si trovano obbligati ad affrontare. In questi casi l’ancora di salvezza potrebbe nascondersi nel trasporto ferrotranviario, ma nel caso in cui non si trovino nei pressi del circuito dei binari e una ferrovia, bisognerà pensarci.

IL CIRCUITO DI BARCELLONA FARÀ DA ESEMPIO

Forse l’unico caso per il quale si pensò una soluzione analoga è quello del Circuit de Barcelona-Catalunya. Quando venne costruito si era pensato di realizzare una stazione, data la presenza di una linea ferroviaria adiacente alla struttura. Un progetto parcheggiato ma che, grazie alle nuove politiche di questa Formula 1, potrebbe essere riportato alla luce.

La scommessa verde, per essere efficace, deve andare oltre alle emissioni di CO2. Non è vero, come è stato insinuato da più parti, che avvicinandosi sempre di più alla Green Economy, la Formula 1 perderà il suo alone tecnologico d’avanguardia. Anzi, proprio portando avanti questa scelta di ecosostenibilità ha trovato il campo adatto dove dimostrarlo. Per il momento si parla di soli intenti, che si spera possano essere tradotti in pratica in breve tempo.

Topics
Pubblicità

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora, ho 32 anni e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close