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Kelly Piquet, Vogue e la copertina della discordia

Nel nuovo numero di “Vogue” Olanda la secondogenita di Nelson Piquet viene immortalata come rappresentante delle donne nel Motorsport e Twitter si infiamma

Il nuovo numero di Vogue Nederland di gennaio/febbraio ha scatenato non poche polemiche tra gli appassionati di Formula 1 e non solo. Il motivo? La copertina di Kelly Piquet, volto delle donne nel Motorsport

Kelly Piquet, figlia del tre volte campione del mondo di Formula 1 Nelson Piquet e della modella olandese Sylvia Tasman, nonché attuale fidanzata di Max Verstappen, di certo non è estranea a polemiche e controversie sul suo conto. Di recente, infatti, è stata criticata per il suo supporto via social a esternazioni razziste del padre nei confronti di Lewis Hamilton e il suo supporto a Bolsonaro durante la campagna elettorale in Brasile. Questa volta però, a far discutere è la sua presenza sulla copertina di Vogue Nederland con indosso un casco da pilota automobilistico, eletta come rappresentate delle donne nel mondo dei motori.

La polemica si infiamma su Twitter

Vedere Kelly Piquet sulla copertina di Vogue che rappresenta le donne nel motorsport è deludente”, ha scritto il gruppo “Females in Motorsport”.

Kelly Piquet che ottiene una copertina con Vogue rappresentando le donne nel motorsport è uno scherzo – dove sono tutti gli straordinari ingegneri, tutte le donne pilota, addette alle pubbliche relazioni, tutti le giornaliste nei notiziari e tutte le donne che lavorano all’interno dei team che noi non vedere???

Leggendo questi tweet appare subito chiara la direzione che il pubblico avrebbe voluto prendesse il giornale di moda olandese. Se si è una donna e si è appassionata di motori, i nomi e le personalità che vorresti vedere come rappresentanti di questo sport sono Hannah Schimitz, Principal Strategy Engineer della Red Bull, spesso la mente dietro la quale si celano le vittorie di Verstappen e Perez. Ma anche Susie Wolff, ex pilota automobilistico e CEO del team Venturi Racing in Formula E nella stagione 2021-2022 o Claire Williams, vicepresidente e vice Team Principal della Williams dal 2014 al 2020.

Senza dimenticare Danica Patrick, ex pilota automobilistico e l’unica donna ad aver vinto una gara della IndyCar Series. Per non parlare di tutte le giovani pilote che si stanno affacciando al mondo della Formula 1 grazie all’introduzione della “F1 Accademy”, rivolta esclusivamente alle donne nel tentativo di abbattere pregiudizi e difficoltà che da sempre le accompagnano in questo sport.

Ok, ma è Vogue e Kelly Piquet è una modella

L’altra faccia della medaglia in questa discussione, invece, mette in luce che Vogue sia una rivista di moda e che Kelly Piquet sia una modella, quindi non ci sarebbe nulla di sbagliato in quell’editoriale. Viene giustamente da pensare che in fondo la fama di Vogue e la notorietà della modella brasiliana fungano da ulteriore cassa di risonanza per la Formula 1 in questo periodo di forte crescita. Ciò nonostante, la secondogenita di Nelson Piquet, non accenna mai all’interno dell’intervista a un suo eventuale apporto al mondo del Motorsport, limitandosi a parlare della carriera e della vita del padre del fratello o del fidanzato.

She’s a model, its a fashion magazine. ‘Dangerously’ 🤣

— Dr. Strangelogic (@drstrangelogic) December 20, 2022

È una modella è una rivista di moda. ‘Pericolosamente’ 🤣

Un punto che penso ci sfugga qui, è che Kelly Piquet è una modella, questo è per Vogue. Questa pagina non dovrebbe sostenere il fatto che c’è una donna che promuove il motorsport su una piattaforma così grande?

Per esempio, in uno degli estratti dell’intervista dichiara: “I miei primi ricordi risalgono all’ippodromo, quando sono arrivata per la prima volta in Brasile all’età di cinque anni con mio fratello Nelson che ne aveva otto. Lui è entrato in un kart e ne è stato subito ossessionato. Sono bei ricordi quelli inerenti ai pomeriggi che ho trascorso sulla pista di go-kart dopo la scuola, guardandolo girare fino al tramonto. Io scherzavo, giocavo con i meccanici”.

E’ solo l’ennesimo caso di “nepo-baby”

Dunque, il dibattito che ruota attorno alla pertinenza o meno dell’influencer per metà olandese, come rappresentante delle donne nel mondo dei motori sembra propendere più per il no che per il si. Pur tenendo in considerazione che si tratti di una copertina del giornale di moda più famoso del mondo, con alle spalle il lavoro editoriale di art directors e che lei stessa sia una modella, sembra più giusto dire che Kelly Piqué rappresenti il lusso e i privilegi che ruotano attorno al mondo del Circus.

Quindi mete esotiche raggiunte con jet privati, spostamenti in elicottero durante i weekend di gara, hotel e ristoranti di lusso, conoscenze esclusive. Alla luce del recente editoriale di “Volture” sui “nepo-baby” che costellano il mondo di Hollywood e non solo, è innegabile che anche il mondo dello sport, soprattutto la Formula 1 (si tratta quasi di una regola non scritta), sia abitato da “figli di”.

Non a caso la stessa carriera della trentatreenne appare fortemente guidata dall’influenza dei genitori. Nel suo curriculum vanta impieghi da modella, stilista, opinionista ed editorialista. Ha lavorato per “Vogue Mexico y Latinoamerica” e per “Marie Claire Brazil”. Inoltre è stata consulente per i social media e le pubbliche relazioni della Formula E. Attualmente vive a Monaco insieme al fidanzato Max Verstappen, e secondo il suo account Linkedin lavora come coach di salute e benessere per l’Institute for Integrative Nutrition. Insomma, perché limitarsi a una sola carriera quando le porte ti si spalancano letteralmente davanti?

Alice Lomolino

Redazione

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