Formula 1Regolamento

Il regolamento 2022 causerà una nuova dittatura?

Cerchiamo di capire quali scenari potrebbe comportare il ritorno in pista dell’effetto suolo, rivoluzione sportiva più grande dall’introduzione dei propulsori ibridi

L’alba del nuovo anno porta con sé il secondo capitolo dell’era turbo ibrida. Inizio di un grande equilibrio o comparsa di un nuovo regime?

Da qualche ora il futuro sportivo della Formula 1 è pieno d’incognite. Il regolamento 2022 è diventato realtà, con tutte le incertezze del caso. Incertezze che, molto probabilmente, svaniranno soltanto nel corso del Gran Premio del Bahrein del prossimo 20 marzo. Sempre se una sola gara chiarirà tutti i dubbi venutisi a creare.

Riuscirà un team a sposare alla perfezione le nuove regole? Oppure la Formula 1 diventerà come la Formula E, con 11 vincitori diversi nelle 15 gare dell’ultimo campionato?

La rivoluzione regolamentare si è resa necessaria per livellare alcune problematiche delle monoposto precedenti, come la difficoltà nel compiere sorpassi in scia. E, soprattutto, per abbassare i costi di produzione delle vetture. Tuttavia, vorrei consegnare al lettore una riflessione. Cambiare regolamento ogni tot di anni è una pratica corretta? Non significa manovrare a piacere la corsa al trofeo?

Cosa prevede il regolamento 2022?

Il ritorno dell’effetto suolo caratterizzerà le vetture 2022 per il minor disturbo aerodinamico che produrrà l’inseguimento ravvicinato. Ciò dovrebbe favorire i sorpassi e, naturalmente, la competizione. In tale contesto, il ruolo della FIA, come dichiarato da Nikolas Tombazis alla Gazzetta dello Sport, “sarà quello di porre al centro dei progetti e delle loro evoluzioni un rapporto costi/benefici in termini di turbolenze generate da ogni soluzione. In sostanza ciascun progettista si dovrà preoccupare non solo dell’incremento prestazionale che un concetto garantirà alla sua vettura, ma anche di mantenere il più basso possibile il livello di disturbo aerodinamico verso le altre vetture”.

Inoltre, l’introduzione delle P Zero da 18”, pneumatici studiati da Pirelli per essere meno sensibili alle temperature, aiuterà i piloti a mantenere la scia dell’avversario. Fino alla scorsa generazione, infatti, inseguire un pilota per tanto tempo portava alla perdita di aderenza dei propri pneumatici, causata dalle turbolenze indotte dalla monoposto che precede.

Cronaca dell’ultima rivoluzione motoristica

Come è noto, l’ultima grande cambio regolamentare, datato 2014, causò un vero e proprio terremoto sportivo. Infatti, il passaggio dai motori V8 aspirati ai V6 turbo ibridi, nati per avvicinare la competizione sportiva agli sviluppi delle vetture da strada, favorì a senso unico un solo costruttore, Mercedes, che aveva deciso di puntare il tutto per tutto sulla nuova tecnologia.

Il resto è storia, con le Frecce d’argento capaci di giocarsi, e vincere, (quasi) tutti i campionati della nuova era. Gli effetti del regolamento datato 2014 sono giunti fino al 2021. Nonostante la vittoria mondiale dell’alfiere Red Bull Max Verstappen, la Mercedes è stata in grado di vincere il titolo costruttori per otto anni di fila.

Speranze per il futuro

Al netto di quanto detto fino a ora, spero che il 2022 possa consegnare agli appassionati un campionato equilibrato. Il nuovo regolamento rappresenta un’occasione da non perdere per tutte le scuderie che non vincono da tanto, troppo tempo. E rappresenta un’occasione anche per la FIA, che non dovrebbe più favorire altre tirannie sportive.

La dittatura delle Mercedes è terminata nel corso dell’ultimo giro del Gran Premio di Abu Dhabi dello scorso dicembre. Per il nostro sport è tempo di una nuova era, dominata soltanto dallo sviluppo e dalla competizione.

Spero che i vertici della Formula 1 abbiano imparato la lezione degli ultimi anni: una scuderia, senza possibilità serie di sviluppo per gli avversari, è capace di dominare in lungo e in largo, senza lasciare neanche le briciole. Mi auguro vivamente che la nuova era possa portare innovazioni e progressi, specialmente per l’automobilismo da strada. La Classe Regina, in fondo, non può che essere un modello per tutto il settore.

Amedeo Barbagallo

Studente catanese di Filosofia con la passione per la scrittura, l’arbitraggio e la Formula 1. Autore del libro "I ragazzi che salvarono il mondo" (Santelli, 2020).

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