Curiosità dalla F1Formula 1

Horner sotto accusa ma the show must go on per Red Bull

Lo scandalo che ha colpito il team principal Red Bull non fa slittare l’uscita della livrea, ma la giuria si riunisce oggi per decidere le sue sorti

Il comandante della nave Red Bull, Christian Horner, sembra aver aver perso la rotta, l’accusa esaminata oggi dalla giuria

Sembra che l’attesa circa le sorti di Christian Horner sarà interrotta soltanto settimana prossima e a Red Bull non resta che fare gli scongiuri. Fino a lunedì 12 febbraio quindi, la decisione non sarà resa pubblica. Questa situazione mettere in crisi l’equilibrio Red Bull raggiunto in questi anni. Il verdetto sulla figura di Horner sembra destare delle vere preoccupazioni. Horner ha il ruolo da Team Manager della Red Bull da 20 anni oramai e a tratti sembra strano che una tale accusa sia avvenuta proprio nei suoi confronti.

Dopo tutti questi anni, il manager britannico si trova a dover affrontare un’udienza che lo vede protagonista di un’accusa bella e buona. Tutte le parti oggi forniranno la loro versione e gli avvocati cercheranno di avere una versione più chiara. La soluzione del caso, secondo ESPN, non uscirà fuori oggi. I suoi comportamenti inappropriati non saranno resi noti per davvero finché gli esterni non riescono a comprendere se effettivamente Horner possa continuare a svolgere il suo ruolo. 

Presunzione di innocenza e salvi tutti?

Il consiglio di amministrazione dovrebbe applicare la presunzione di innocenza affinché quest’incertezza svanisca. Il rischio a cui non si vuole incappare è un’oscuramento della notizia dell’uscita della nuova monoposto. La marca di bibite energetiche sarà l’ultima a rivelare l’identità della nuova vettura, che sarà svelata il giorno 15 febbraio a Milton Keynes e non in un altro paese, a differenza del 2023. Horner stesso dovrà quindi sostenere la pressione di continuare a mantenere alto l’entusiasmo dell’uscita della nuova auto ma cercare di superare l’ansia del verdetto.

Dichiarare i colori della RB20 non significa addolcire i giudici e far passare del tempo, ma mettersi in moto. La consapevolezza è che la risoluzione del caso potrebbe non arrivare prima del GP di Bahrein. Horner è oggi il caposquadra più anziano della Formula 1. Il britannico arrivò nella classe regina nel 2005 con la Red Bull e i due iniziarono la loro avventura insieme. Quasi 20 anni dopo, hanno vinto sette Campionati del mondo piloti e altri sei Campionati costruttori. Tuttavia, questa alleanza potrebbe finire inaspettatamente e improvvisamente. Tutto questo, a scapito di quanto deciso la prossima settimana.

Francesca Luna Barone

Redazione

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