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Horner: “La Formula 1 diventerà un dinosauro tecnologico”

Dopo l’addio di Honda sono diversi gli spunti di riflessione nati dalla mente del team principal Red Bull, che guarda con preoccupazione e inventiva ai prossimi del Circus

In uno scenario sempre più caratterizzato da tecnologie all’avanguardia, può la Formula 1 conservare la propria anima e sopravviver come categoria regina del motorsport?

Secondo Christian Horner, team principal della Red Bull, si tratta di una sfida tanto stimolante quanto preoccupante. Lo stesso Horner ha avvertito che “la Formula 1 può convertirsi in un dinosauro tecnologico“. Una frase che, a primo impatto, sembra non avere alcun significato logico, ma che in realtà nasconde alcuni pericoli che il Circus potrebbe dover affrontare nell’immediato futuro.

Dal canto suo, Horner teme che l’esasperazione tecnologica a cui la Formula 1 sta andando incontro, possa a lungo andare discostarsi troppo da quelle che sono le caratteristiche del motorsport, ma soprattutto gli interessi del settore automobilistico. E questo, di conseguenza, significa chiudere definitivamente le porte a tutti coloro che sognano di diventare i fornitori del domani. Ma non è finita qui. Altro effetto che l’avanzare della tecnologia poterebbe con sé, sarebbe la perdita della sua immagine come vero e proprio strumento di marketing.

UNA RIFLESSIONE CHE NASCE DALL’ADDIO DI HONDA

L’addio di Honda deve portarci a farci qualche domanda in merito alle tecnologie future dei motori. È chiaro che dobbiamo cercare tecnologie nuove per il 2026. Con motori così complessi come quelli attuali è impossibile risultare appetibili a fornitori nuovi. È ovvio che devono essere più semplici, molto più economici e, soprattutto, dobbiamo ridurre le differenze di rendimento attuali tra i propulsori“.

Queste le parole che Horner ha utilizzato per spiegare il proprio punto di vista. In realtà, la Formula 1 sta già modificando la sua natura, proponendo per il 2022 l’utilizzo di carburanti bio, una  decisione che porterà sicuramente una rivoluzione all’interno del Circus. Tuttavia, secondo il team principal della Red Bull, questa potrebbe non essere la soluzione definitiva in vista di prossimi anni.

Non abbiamo bisogno di altro per il 2026? Dobbiamo anticipare questi cambiamenti al 2025? Dobbiamo aprire le porte all’idrogeno? “, queste e altre sono le domande che hanno assillato Horner dopo la decisione di Honda di dire addio alla Formula 1. Quello che risulta chiaro, però, è che la scelta della casa giapponese ha portato con sé non poche conseguenze per il Circus. E non solo in termini di motore.

PER HORNER LA PREOCCUPAZIONE È IL MOTORE…MA IL RESTO?

Se cambia il motore, se quello attuale è troppo complesso…che ne sarà dell’aerodinamica della monoposto? Per il 2022 sono già state approvate delle norme che limitano questo aspetto, dato che per i team si potrà lavorare solo alcune aree della vettura. Tuttavia, l’aerodinamica rappresenta un punto fondamentale della Formula 1 e delle monoposto. Questo, quindi, potrebbe essere considerato com l’aspetto principale da prendere in considerazione in vista del 2026.

Sicuramente, molte sono ancora le discussioni da fare in merito allo sviluppo della Formula 1 nei prossimi anni, ma è anche evidente come le sensazioni di Horner siano più che plausibili. È vero che non siamo ancora giunti al termine della stagione 2020, ma sappiamo bene che il Circus è sempre in gran fermento…quindi ogni aspetto deve essere considerato sin nei minimi dettagli.

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Anna Vialetto

Anna è sinonimo di determinazione, concentrazione e curiosità. Ho sempre studiato e lavorato per rincorrere e realizzare i miei sogni, con l'obiettivo di concretizzarli in quella che è la mia più grande passione: l'automotive. La Formula 1 per me è parte integrante della mia personalità: il rombo dei motori, i sorpassi all’ultimo centimetro, la velocità delle monoposto. Ma soprattutto, tutto il mondo che sta dietro allo spettacolo in pista: l'organizzazione, la comunicazione, il marketing, l'energia...la stessa che, fin da quand'ero bambina, mi ha portata a coltivare questo grande amore.

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