Formula 1Gran Premio Stati Uniti

Honda sibillina: “Ferrari più lenta sui rettilinei…”

Il direttore tecnico della casa giapponese Tanabe ha ravvisato un minor vantaggio delle SF90 sul dritto durante l’ultimo weekend

La Honda ha riscontrato un gap ridotto in termini di top speed rispetto alla power unit Ferrari

Sei pole position consecutive e tre vittorie: con queste credenziali la Ferrari è arrivata a Austin per il terzultimo round della stagione. Ma in USA lo scoppiettante ruolino di marcia della casa di Maranello ha subito una battuta d’arresto: in qualifica, Leclerc si è ritrovato azzoppato dall’utilizzo della vecchia unità (montata dopo una perdita d’olio sulla versione più recente del motore), mentre Vettel si è fermato a 12 millesimi dal tempo di Bottas. In gara, le SF90 sono sparite dai radar, con il monegasco relegato a una quarta piazza senza infamia e senza lode e il tedesco finito fuori causa dopo qualche giro per il cedimento di una sospensione.

Le prestazioni sottotono della Ferrari su una pista “di motore” per eccellenza come Austin hanno alimentato i dubbi dei rivali della Red Bull, culminati con le esternazioni al vetriolo di Max Verstappen (“La Ferrari non vince più? Succede perché hanno smesso di barare” ha accusato l’olandese). Il pilota Red Bull ha sollevato una bufera, con Mattia Binotto che nel dopo corsa ha avuto un confronto con Chris Horner, suo omologo nel team di Milton Keynes. Oggetto delle polemiche è una presunta irregolarità della Ferrari nell’aggirare il controllo sul consumo di carburante, che viene monitorato tramite un apposito flussometro. A tarpare le ali alle power unit di Maranello sarebbe stata la direttiva tecnica della FIA, per effetto della quale le SF90 hanno visto calare la loro velocità sul dritto. Accuse che il team principal Ferrari Binotto ha prontamente rispedito al mittente.

HONDA DICE LA SUA

Nella polemica è entrata anche la Honda per voce del suo responsabile Toyoharu Tanabe, che però ha mantenuto toni più contenuti rispetto a quelli di Verstappen. Le parole della casa giapponese tuttavia suonano un po’ sibilline: “Non possiamo separare il drag generato dalla configurazione aerodinamica dalla performance del motore. Se guardiamo alla sola top speed, è lampante che a Austin la differenza tra noi e la Ferrari si era assottigliata ha commentato Tanabe.

“Questo è assodato. Bisogna poi capire se la perdita di performance sia dovuta solo allo chassis o se sia coinvolto anche il motore. Il passo della Ferrari in America non era così competitivo. Evidentemente il loro pacchetto non era buono a sufficienza per questa pista. Non so fornire una spiegazione: ciò che è chiaro, però, è che abbiamo riscontrato una bella differenza nella loro velocità massima rispetto a prima”.

ASPETTIAMO IL BRASILE

Secondo Verstappen, c’è un’evidente correlazione tra la direttiva FIA e la perdita di performance della Ferrari a Austin. Tanabe, invece, predica prudenza nel tracciare conclusioni: “Dobbiamo aspettare il Brasile e Abu Dhabi. Là raccoglieremo altri dati. È troppo presto parlare dopo un caso isolato”.

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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