2019DichiarazioniFormula 1Gran Premio Singapore

Hamilton: “Singapore peggio di Monaco per i sorpassi”

Pochi i momenti emozionanti nella gara dello scorso weekend. Secondo il campione britannico, è il caso di rivedere il layout del circuito asiatico

C’erano tutti gli ingredienti per una fase iniziale di gara ricca di sorpassi lo scorso weekend a Singapore. Con Charles Leclerc impegnato a mantenere un’andatura conservativa per preservare le gomme, si è formato un ‘trenino’ di vetture ravvicinate ma, almeno nelle posizioni di vertice, non si è vista neanche l’ombra di un sorpasso.

Tracciato da cambiare

Singapore ha palesato i classici problemi dei percorsi cittadini: con la pista stretta e rettilinei poco lunghi, tentare un sorpasso è quasi impossibile. Si tratta di problemi simili a quelli riscontrati a Monaco e ad Albert Park, per il quale gli organizzatori australiani lo scorso anno avevano paventato delle modifiche. Il GP di Singapore, che è anche il più lungo per durata della corsa, sfiorando il tetto limite delle 2 ore, è da anni una noiosa processione di vetture incolonnate. In passato si era parlato di ridurne la lunghezza, accorciando la corsa (che prevede 61 giri) di almeno 10 passaggi, ma pare che gli organizzatori abbiano storto il naso di fronte all’idea, per garantire al pubblico pagante, che siede in tribuna, più azione in pista. Di conseguenza, la durata della corsa è sempre rimasta invariata.

Per Hamilton la soluzione migliore consiste nel modificare il layout del percorso asiatico: “Singapore è un posto bellissimo, lo scenario è mozzafiato, ma in termini di tracciato c’è qualcosa da rivedere. Credo che una soluzione sarebbe quella di modificare l’ultima curva, trasformandola in un tornantino lento dove tentare un sorpasso in fase di frenata. Qui sorpassare è ancora più difficile che a Monaco. Nell’ultima sezione, non c’è davvero modo di avvicinarsi alla vettura che precede”.

Norris concorda con Hamilton

Deluso dalla corsa asiatica è anche Lando Norris, alla sua “prima” sul cittadino di Singapore. Il pilota della McLaren ha lamentato la lentezza impressa al passo gara nei primi giri: “Andavamo tutti piano, troppo piano… Giravamo addirittura 3 o 4 secondi più lenti del passo normale. Non sono nemmeno così provato dopo questa corsa, e invece lo dovrei essere. Siamo andati lenti, c’è poco da aggiungere. Questo non è correre”.

Riguardo all’andatura, Hamilton ha spiegato di non avere compreso il motivo per cui Leclerc è stato così lento nei giri iniziali: “Non ne ho idea. Forse Charles ha studiato la mia gara dello scorso anno, quando a tratti gestivo e a tratti spingevo per creare un gap. Ma lui non ha mai creato un gap con chi lo seguiva”.

 

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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