2019DichiarazioniFormula 1Gran Premio Ungheria

Hamilton propone Alonso alla Red Bull

Le deludenti prestazioni di Gasly hanno scatenato le fantasie più disparate, come l’ipotesi di un ritorno di Alonso come suo sostituto alla Red Bull

Con il Gran Premio d’Ungheria andato in archivio, il paddock della Formula 1 si concede ora il break estivo che durerà fino a fine mese. Ma possiamo scommettere che tanti manager andranno in vacanza con il mal di testa: parliamo di Toto Wolff, impegnato nell’ardua scelta di decidere se affiancare di nuovo Bottas ad Hamilton, oppure puntare sul nuovo che avanza, Esteban Ocon. Se questo tema caldo sarà il filone dominante della ‘silly season’, ce n’è un altro destinato ad alimentare le fantasie degli addetti ai lavori, ed è quello che riguarda il sedile, sempre più vacillante, di Pierre Gasly. Tanti sono stati i rumor che hanno voluto il francese appiedato entro Spa, con il sedile della RB15 destinato a Daniil Kvyat, fresco del podio arpionato nella lotteria di Hockenheim.

Altri invece hanno accostato il sedile di Gasly al nome, ben più altisonante di quello del russo, di Fernando Alonso. L’asturiano ha vissuto finora un 2019 di soddisfazioni: nonostante la (prevedibilmente) fallimentare esperienza alla Indy 500, ha inanellato le vittorie della 24 Ore di Daytona, della 1000 miglia di Sebring, della 6 Ore di Spa e della 24 Ore di Le Mans, bissando il successo del 2018 e conquistando pure la corona del WEC, che rappresenta il quarto alloro iridato in carriera (gli altri tre sono stati ottenuti nei kart e in Formula 1).

Per inciso, l’ipotesi di Alonso alla Red Bull è più un gioco di fantamercato fine a se stesso che non un’idea basata su fatti reali. I motivi sono almeno tre: in primo luogo, Helmut Marko ha sempre manifestato l’intenzione di terminare la stagione con Gasly, il cui massimo potenziale è forse ancora inespresso. Vi sono poi due ostacoli di non poco conto: Red Bull è motorizzata Honda e i rapporti tra il motorista giapponese e l’asturiano sono rimasti alquanto gelidi, specie considerando che proprio Honda, quest’anno, ha negato di fornire il motore ad Alonso per la corsa di Indianapolis, costringendo l’asturiano ad optare per Chevrolet. Non va poi dimenticato il modo ironico in cui la casa giapponese ha festeggiato su Twitter otto giorni fa il successo di Verstappen, scrivendo: “It’s GP2 victories in 2019. *Autocorrect: 2 GP”, alludendo al fatidico sfogo di Alonso (che aveva urlato: “GP2 engine!”) mentre veniva sverniciato nei rettilinei di Suzuka, nel 2015, sulla McLaren motorizzata Honda. Chiari indici di come certe ferite non si siano ancora rimarginate. Va infine tenuto in considerazione che Red Bull ha un orientamento rivolto ai giovani piloti, che ben si sposano con l’immagine che il marchio intende offrire di sé. Sarebbe una mossa decisamente controcorrente, per il brand di lattine, promuovere in squadra un pilota over-35 come Alonso.

Nonostante questo, nella conferenza stampa di ieri Hamilton, Verstappen e Vettel hanno fornito il loro punto di vista su un potenziale ritorno dell’asturiano. A scatenare i commenti un tweet dello stesso Alonso che celebrava il duello Hamilton-Verstappen, gettando un po’ di veleno su Vettel, 3° ma con un gap di un minuto.

Lewis Hamilton è stato il primo a commentare: “Innanzitutto, è fantastico che Fernando esprima questi apprezzamenti. Prima della gara ho guardato alcune sue partenze qui negli anni passati: erano incredibili, soprattutto quelle con la Renault. Se tornasse non mi farebbe differenza, sono pronto a fronteggiare chiunque. Non so quanti anni abbia ora, ma sono certo che è ancora un gran pilota”. Poi l’inglese ha dato vita ad un divertente siparietto con Verstappen: “Max, Fernando potrebbe essere un buon compagno di squadra per te”. “Mah, sei tu che lo conosci, ci hai combattuto contro. Potresti suggerirlo a Toto” gli ha replicato l’olandese. Al che Hamilton ha risposto in difesa di Bottas: “No, Valtteri è un vincente, un pilota valido. È nel tuo team che c’è un sedile libero” ha continuato Lewis, alludendo al posto vacillante di Gasly.

Meno edulcorato il punto di vista di Sebastian Vettel, che ha lasciato trapelare le vecchie ruggini con Alonso, suo rivale negli anni in Red Bull: “Non saprei cosa dire, non sono mai piaciuto a Fernando… Ovviamente rispetto ciò che si è guadagnato e cosa è capace di fare in pista. Ma se scrive queste cose sui social, vuol dire che è un bel po’ annoiato. Quindi sì, potreste farlo tornare qui…”.

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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