DichiarazioniFormula 1

Hamilton incita i colleghi a condannare i recenti atti di razzismo

Il sei volte Campione del Mondo ha incitato il Circus a non restare indifferenti e a dar voce alla causa di George Floyd

Lewis Hamilton ha scosso la Formula 1 incitandola a parlare e prendere posizione contro il razzismo.

Il pilota britannico ha usato i social e la sua voce per sensibilizzare sul razzismo, un problema che ancora oggi rappresenta una delle piaghe peggiori dell’umanità.
L’ultimo caso di razzismo negli Stati Uniti ha fatto il giro del mondo. Si tratta George Floyd, arrestato il 25 maggio da quattro ufficiali per sospetto di frode. Il 46enne afroamericano è rimasto vittima della violenza usata dai poliziotti.

Uno di loro lo ha immobilizzato a terra per ammanettarlo, bloccandolo e premendo con il ginocchio sul collo, mentre George si lamentava dicendo: “Non riesco a respirare, non uccidetemi”.  La terribile scena è stata filmata dai presenti e poi condivisa sui social in segno di denuncia. L’autopsia ha decretato che la morte di Floyd è stata causata da un problema medico, tuttavia i quattro agenti, non ancora sotto accusa, sono stati licenziati.

In questi giorni tutto il mondo si è attivato per condannare questo e altri atti di razzismo che le minoranze subiscono quotidianamente. Milioni di persone sono scese in piazza per protestare e per dare voce a George e a molte altre vittime di violenza e atti disumani.
Anche Lewis Hamilton ha deciso di non restare indifferente e di usare la sua voce per diffondere un messaggio importante, dimostrandosi ancora una volta un Campione non solo in pista ma anche fuori.

HAMILTON: LEADER DENTRO E FUORI LA PISTA

Un vero leader che ha incitato la Formula 1 e i suoi colleghi a riflettere e prestare la voce per denunciare quello sta succedendo nel mondo.

Lewis, sul suo account Instagram, ha scritto: Vedo che alcuni di voi sono silenziosi, anche se siete grandi star restate silenziosi in mezzo all’ingiustizia. Nessun segno dalla mia industria, che ovviamente è uno sport dominato da bianchi. Sono una delle poche persone di colore lì, ma mi alzo da solo. Pensavo che vedendo perché tutto questo sta accadendo, avreste detto qualcosa a riguardo ma non potete alzarti con noi. Sappiate solo che so chi siete e che vi vedo.

Ha poi aggiunto: “Non sto con quelli che saccheggiano e bruciano gli edifici, ma con quelli che protestano pacificamente. Non può esserci pace finché quelli che noi chiamiamo leaders non attuano un cambiamento. Non solo in America, ma anche nel Regno Unito, in Italia e ovunque nel mondo. Il modo in cui le minoranze vengono trattate deve cambiare. Siamo tutti uguali! Non siamo nati con il razzismo e l’odio nei nostri cuori, ci viene insegnato dalle persone che guardiamo”.

I PILOTI RISPONDONO AL RICHIAMO DEL COLLEGA

Lewis Hamilton ha scosso gli animi dei colleghi, che hanno risposto al suo richiamo.
Il giovane cavallino rampante della Ferrari ha così commentato: “Ad essere completamente sincero, mi sono sentito fuori posto e a disagio nel condividere i miei pensieri sui social media riguardo l’intera situazione. E’ per questo che fino ad oggi non mi sono espresso, e ho sbagliato completamente. Faccio ancora fatica a trovare le parole per descrivere l’atrocità di alcuni video che ho visto su internet”.

Ha poi proseguito: “Il razzismo dev’essere affrontato con delle azioni, non con il silenzio. Per favore, partecipate attivamente, coinvolgendo e incoraggiando gli altri. E’ nostra responsabilità denunciare le ingiustizie, non stiamo in silenzio”.

Anche Geroge Russell ha deciso di condividere i suoi pensieri tramite Twitter:Faccio fatica a capire cosa sto vedendo dai notiziari in questo momento. E onestamente non trovo ancora le parole per esprimere come mi fa sentire. Ma alla fine, non importa quanto sia scomodo parlare, con il silenzio non si ottiene nulla. Ora più che mai, abbiamo bisogno di pace e uguaglianza in questo mondo. E’ tempo di alzarci tutti insieme e di cacciare il razzismo dalle nostre società per sempre. Usate la vostra voce e diffondete la consapevolezza il più possibile. Siamo tutti responsabili di porre fine all’ingiustizia.

“IL RAZZISMO È TOSSICO”

Ai colleghi si è unito anche Daniel Ricciardo, che tramite un post Instagram ha dichiarato: “Vedere negli ultimi giorni la notizia mi ha rattristato. Quello che è successo a George Floyd e quello che continua a succedere nella società di oggi è una vergogna. Ora più che mai dobbiamo restare uniti. Il razzismo è tossico e non deve essere affrontato con la violenza o il silenzio, ma con unità e azione. Dobbiamo alzarci e creare un Noi, ed essere persone migliori”.

All’appello hanno poi partecipato molti altri piloti tra cui Giovinazzi, Albon, Norris, Latifi, Arthur Leclerc e Callum Ilott.

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Chiara De Bastiani

Sono Chiara, ho 20 anni e studio scienze e tecniche psicologiche. Sono appassionata di motori e il mio amore per la Formula 1 è cresciuto piano piano insieme a me. Infatti, la seguo sin da quando ero piccolina, grazie a mio papà. Ho molte altre passioni e interessi che coltivo tra cui la danza, i viaggi, la montagna, la musica e l'arte. Sono un'inguaribile sognatrice che spera un giorno di poter lavorare in questo mondo fatto di passione, motori ed emozioni.

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