2019DichiarazioniFormula 1

Hamilton esterna la sua gratitudine per la Mercedes

Il sei volte Campione del Mondo è riconoscente al team di Brackley, in particolare a Wolff e Lauda, per avergli dato la possibilità di esprimere pienamente se stesso

Lewis Hamilton ha ringraziato Toto Wolff e Niki Lauda per avergli permesso di poter esprimere completamente se stesso, riuscendo a mostrarsi così com’è alla Mercedes, cosa che la McLaren non gli ha mai permesso di fare

Il sei volte Campione del Mondo ritiene che l’atteggiamento tenuto e il duro lavoro svolto dal team di Brackley siano il motivo principale per cui ha vinto cinque degli ultimi sei campionati mondiali, infatti riconosce che il suo essere diverso è stata l’arma vincente per Wolff e Lauda negli ultimi sette anni. Il Team Principal e l’ex Presidente non esecutivo hanno accettato le differenze di Lewis Hamilton risaltandole dal resto e non hanno avuto problemi a lasciarlo così com’è, purché ciò non sarebbe stato d’intralcio al raggiungimento dei risultati.

Ma pensandoci bene, questo è diventato un punto di forza. Questa squadra si spinge oltre il limite, lavorando continuamente anno dopo anno per darmi l’opportunità di spremere il mio talento al massimo, lasciandomi libero di essere me stesso a 360 gradi e permettendomi così di essere un pilota diverso. Questo è un elemento davvero fantastico, Niki e Toto lo sono, ha così dichiarato il pilota britannico del team di Brackley durante la sua celebrazione ad Austin per la televisione britannica Channel 4.

C’E’ CHI NON AVREBBE TOLLERATO TALI ATTEGGIAMENTI

Lewis Hamilton sostiene che in McLaren non ha mai avuto la libertà che ha in Mercedes, in quanto era sempre  controllato a Woking e persino Ron Dennis, ex team manager della McLaren, quando il pilota britannico vinse il suo terzo mondiale, quattro anni fa ad Austin, affermò di non essere affatto contento del suo atteggiamento in Mercedes, dicendo: “Se fosse in McLaren non si comporterebbe come in questo momento, non lo permetterei mai. Sta facendo alcune cose che io non tollererei”. Il britannico ha apportato grandi cambiamenti sia nella sua vita professionale che personale durante l’ultimo decennio; dopo aver concluso i suoi sei anni alla McLaren, approdando nel 2013 in Mercedes.

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