DichiarazioniFormula 1

Hamilton: è la peggior stagione della sua carriera?

Poche soddisfazioni nelle prime cinque gare per il campione britannico, e il futuro non offre garanzie di miglioramento

Per la prima volta da quando corre in Formula 1, Lewis potrebbe chiudere un’annata senza vittorie di tappa

Dopo un venerdì incoraggiante, il weekend di Miami si è fatto in salita per la Mercedes. Incapaci di reggere il passo di Ferrari e Red Bull, George Russell e Lewis Hamilton hanno dovuto lottare duramente per le posizioni di rincalzo. La W13 è una monoposto problematica, sempre alle prese con il problema del porpoising. Nelle prime cinque gare della stagione, non si sono visti miglioramenti significativi per le Frecce d’Argento. Alla luce della situazione attuale, viene spontaneo chiedersi se Lewis Hamilton sia destinato a vivere, nel 2022, la peggior stagione della sua lunga carriera in Formula 1.

I limiti tecnici della vettura non raccontano tutta la storia, perché Hamilton ha sin qui faticato più del previsto a mettere insieme i pezzi. In alcuni weekend ha avuto poca fortuna, in altri non è riuscito a trovare il bandolo della matassa. La classifica riflette perfettamente questo inizio claudicante: 36 punti per Lewis, contro i 59 del compagno di squadra. Il fuoco della competizione brucia ancora nel cuore del sette volte campione del mondo, ma adesso più che mai c’è bisogno di una svolta, di un episodio favorevole che permetta di ribaltare l’inerzia negativa. In questo senso, il weekend di Barcellona potrebbe rappresentare una tappa particolarmente significativa.

L’analisi di Wolff

A Brackley sono convinti che il potenziale della W13 sia molto alto, ma difficile da sbloccare. “Il weekend di Miami ci ha dato alcune risposte”, ha spiegato Toto Wolff al termine del Gran Premio di domenica scorsa. “Possiamo ricavare una nota positiva dal fatto che la monoposto è veloce, quando tutto funziona a dovere. Credo che riusciremo a capire meglio come ottimizzarne il rendimento dopo aver analizzato i dati raccolti nel weekend. Se riusciremo a trarne beneficio già a partire da Barcellona, non so dirlo al momento”.

È chiaro che la monoposto è veloce e ha un bel potenziale“, ha proseguito Wolff, “ma non riusciamo a capire come sbloccarlo. Si tratta di una macchina davvero difficile da guidare, sempre al limite. Entra ed esce in continuazione dalla finestra di rendimento ideale. Sono più i momenti in cui sta al di fuori, a dire il vero. E analizzare i dati nel minimo dettaglio non è un procedimento piacevole, perché richiede davvero molto tempo. Di fatto, le evidenze portate dai dati a volte non combaciano con le impressioni dei piloti. Questi hanno a che fare con una monoposto per niente comoda, gentile o prevedibile da guidare. Ma i dati non mostrano tutte queste difficoltà”.

Negli ultimi anni non ci era mai capitato di dover affrontare un problema di mancanza di correlazione fra dati e impressioni dei piloti, e questo naturalmente ci sta complicando il lavoro”. La Mercedes sta per caso valutando il ritorno alla configurazione iniziale della vettura? “Io non scarto nessuna ipotesi a priori”, ha spiegato Wolff. “Credo però che sia giusto concedere il beneficio del dubbio ai nostri ingegneri, che sono stati capaci di progettare tante vetture vincenti negli anni. Per il momento, siamo convinti che la strada intrapresa sia quella giusta da seguire“.

Il 2022 rischia di essere il punto più basso della carriera di Hamilton

A Barcellona avremo la possibilità di confrontare i nuovi dati con quanto raccolto a febbraio“, ha proseguito Wolff. “Certo, mi rendo conto che posso risultare noioso, ripetendo sempre le stesse parole: raccogliere dati, provare nuove soluzioni. Tuttavia, stiamo parlando di fisica, e non di una scienza mistica: i problemi vanno sviscerati nel minimo dettaglio, per quanto non sia piacevole. Prima di decidere se restare fedeli alla strada intrapresa o se cambiare strada, dobbiamo capire dove abbiamo sbagliato. Dopo Barcellona, forse saremo in grado di guardarci allo specchio e comprendere davvero se abbiamo commesso un errore di fondo nella progettazione della monoposto”, ha concluso il team principal.

Per tornare alla domanda iniziale: il 2022 potrebbe essere la peggior stagione della carriera di Hamilton? I numeri dicono che solo nel 2009 Lewis ebbe un inizio peggiore. Allora, la McLaren fu capace di migliorare sensibilmente la monoposto, e di dare una svolta al proprio campionato dopo il giro di boa. Nella Formula 1 di oggi, i recuperi tecnici appaiono più complicati. La lotta per il titolo è certamente da escludere fin da adesso. Hamilton potrà quantomeno tentare di prolungare la sua striscia di stagioni consecutive con almeno una vittoria, che prosegue ininterrotta dal 2007. L’interminabile calendario del 2022, in questo senso, potrebbe dargli una mano: prima o poi, un’occasione ghiotta si presenterà.

Alessandro Bargiacchi

Sono toscano doc, nato a Firenze nel 1992. Adesso vivo in Casentino. Ho una laurea triennale in scienze politiche e una magistrale in semiotica. Adoro la musica e il teatro, così come lo sport, e a queste passioni cerco di dedicare tutto l'impegno e il tempo possibile. I miei primi ricordi legati a un Gran Premio 1 risalgono a Silverstone 1999, alle immagini sbiadite di Schumacher che colpisce violentemente le barriere di protezione. Negli anni, crescendo e cominciando a capire un po' meglio come funziona una gara automobilistica, sono diventato un vero appassionato di Formula 1, con un sincero amore sportivo nei confronti di Kimi Räikkönen, che ho avuto la fortuna di tifare per 20 anni.

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