DichiarazioniFormula 1

Hamilton: “Aumentiamo i cittadini, portano qualcosa in più”

L’esperienza del Gran Premio di Miami ha mostrato al sette volte campione del mondo i lati positivi di correre sui circuiti cittadini

Il pilota Mercedes è convinto che aggiungere più cittadini al calendario, a discapito dei tracciati storici, possa portare un valore in più allo sport

Quest’anno sono sette i circuiti cittadini a essere inclusi nel calendario. E ne diventeranno otto l’anno prossimo, con l’aggiunta del Gran Premio di Las Vegas. C’è chi crede che tracciati del genere non siano minimamente paragonabili ai vecchi circuiti storici della Formula 1. E chi invece vede la potenzialità dei cittadini, come il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton. Il pilota Mercedes ha affermato di amare egli stesso i tracciati storici, ma di capire sempre più col tempo quanto sia importante includere circuiti cittadini nel calendario del Mondiale.

Sono un po’ vecchia scuola. Quindi certamente amo la storia, in particolare in certi circuiti.” ha infatti dichiarato. “Ma più passano gli anni più realizzo che si tratta soprattutto delle persone. Potremmo andare in mezzo al nulla con veramente poche persone, senza buoni alloggi, senza una grande comunità, ma per noi piloti, personalmente, guidare su un tracciato storico sarebbe eccezionale. Ma qua si tratta delle persone“.

Hamilton ha in particolare ricordato i momenti bui in cui, a causa della pandemia, non erano ammessi spettatori ai Gran Premi: “Le persone sono quello che contano. Abbiamo provato, con la pandemia, la sensazione quando non c’è nessuno lì e non c’è assolutamente l’atmosfera giusta. Sembravano giorni di test. Non era divertente. E ora vediamo centinaia di migliaia di persone ritornare alle gare energici, emozionati, pronti a imparare di più“.

HAMILTON: “SUI CITTADINI POSSIAMO PORTARE UN IMPATTO SOCIALE”

L’aspetto che Hamilton sembra preferire dei circuiti cittadini è la possibilità di portare il proprio contributo sociale sul territorio e sulle comunità che vi abitano. Ha infatti raccontato la sua esperienza a Miami, dove ha avuto la possibilità di incontrare un gruppo di bambini di diversa estrazione sociale: “Penso che i fan siano il cuore di qualsiasi sport, sono loro a crearlo. Penso che correndo nelle città possiamo davvero coinvolgere le comunità e avere anche un impatto”.

“Amo il Nurburgring, per esempio, ma non c’è una diversa comunità lì. Non stiamo portando nessun impatto in quel posto. A Miami possiamo fare qualcosa. Ho incontrato alcuni bambini da diverse estrazioni sociali che ora vogliono entrare nel campo dell’ingegneria e delle materie STEM. E così per me è più bello.” ha concluso il sette volte campione del mondo.

Alessia Verde

Di Napoli, classe 2002. Sono appassionata di letteratura e di teatro, e studio per poter specializzarmi in questi due campi. Con la Formula 1 e i motori è stato amore a prima vista. Tifosa della Rossa nonostante tutto, la Formula 1 è tra le cose che più mi emozionano al mondo. Ma ciò che mi emoziona di più è potervela raccontare.

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