DichiarazioniFormula 1

Green: “Implementare il DAS richiederebbe un telaio nuovo”

Il direttore tecnico della Racing Point esclude il possibile impiego di un sistema simile al DAS sulle vetture della scuderia britannica

L’ingegnere inglese Andrew Green, storico direttore tecnico della Racing Point, non crede che il team di Silverstone monterà il DAS sulle proprie vetture

Soprannominata “Pink Mercedes”, la vettura presentata dalla Racing Point assomiglia molto alla W10, la precedente versione della monoposto della scuderia di Brackley. Proprio con la “nuova” RP20 Sergio Perez e Lance Stroll l’hanno fatta da padrone nei test invernali a Barcellona, candidandosi come leader dei piloti midfielder. Dal canto suo Andrew Green, direttore tecnico della Racing Point, non crede che le somiglianze siano così evidenti. Green si è inoltre espresso su un possibile utilizzo del DAS da parte di Racing Point, mostrandosi però scettico.

“E’ un progetto molto impegnativo. Così impegnativo che credo possa necessitare di un telaio diverso da quello attuale” – afferma Green. Le ricerche in questo senso sono ostacolate anche dai regolamenti. Se per questa stagione lo stratagemma Mercedes rientra in una zona grigia del regolamento, dalla prossima sarà ufficialmente illegale. “Anche se le regole non cambiassero, difficilmente utilizzeremmo il DAS quest’anno. Se però consideriamo che dall’anno prossimo le regole saranno diverse, allora non ci sono chance”.

I dubbi sul DAS

Green spiega che il lavoro necessario per implementare il DAS supererebbe di gran lunga il guadagno effettivo in pista. Montare il sistema inoltre aggiungerebbe ulteriore peso alla vettura, peso che dovrebbe essere tagliato altrove, cosa difficile da fare con la stagione ormai alle porte. “Ci siamo fatti un’idea di quali possano essere i benefici” – dice Green – Non abbiamo ancora fatto simulazioni in questo senso, ma se si ha il peso in meno a disposizione per aggiungere tale sistema potrebbero esserci alcuni aspetti positivi”.

“Credo però che il margine di miglioramento dipenda da molti fattori. Dalla mescola delle gomme per esempio, dal tracciato o addirittura dal modo in cui si guida la monoposto. Su alcune piste si possono guadagnare dei decimi, ma su altre i benefici potrebbero essere marginali. E’ un’incognita“.

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Matteo Tambone

Mi chiamo Matteo, sono uno studente di Laurea Triennale in Fisica presso l'Università Federico II di Napoli. Velista e windsurfer, mi piace considerarmi uno sportivo a tempo pieno. Appassionato di Motorsport in tutte le sue forme, seguo la Formula 1 da sempre ed è uno dei miei argomenti di discussione preferiti.

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