DichiarazioniFormula 1

GP Giappone, perché Vettel non è stato sanzionato

Il tedesco si è mosso leggermente sulla piazzola di partenza a semafori accesi, ma quel piccolo movimento non è andato oltre la tolleranza regolamentare

Un secondo posto è il bottino raccolto da Sebastian Vettel nel GP Giappone, ma la gara del tedesco rischiava di assumere contorni totalmente diversi visto il rischio di una sanzione

Un rollercoaster, questo è stato il weekend giapponese per la Ferrari. Dopo la prima fila monopolizzata in qualifica, la gara di entrambi i piloti rischiava di essere seriamente compromessa già dal via: mentre Leclerc si è trovato con l’ala danneggiata dopo il contatto con Verstappen, Vettel ha rischiato una penalità per essersi spostato leggermente in avanti, mentre era nella sua piazzola di partenza, a semafori ancora rossi. A quel punto la Direzione Gara ha messo sotto investigazione la manovra del tedesco, che ha avuto la prontezza di riflessi di arrestare immediatamente la vettura, rendendo quel movimento impercettibile per i sensori della FIA. È quanto ha sancito il collegio dei Commissari sportivi di Suzuka, in un documento che spiega perché al tedesco non è stata comminata alcuna sanzione: “Il video mostra un leggero movimento [della macchina di Vettel], ma quel movimento è considerato dentro i limiti della tolleranza regolamentare di uno jump start, che viene definito secondo l’articolo 36.13(a) del Regolamento Sportivo della Formula Uno”.

Vettel, in altre parole, è riuscito ad arrestare la vettura in tempo per non far scattare quel sensore, piazzato sulla griglia di partenza, che segnala il jump start. Un errore che ha vanificato la strepitosa pole conquistata nella notte italiana (seconda stagionale dopo il Canada). La partenza è stata un vero peccato – ha commentato Vettel a proposito – Le luci sono state accese a lungo e ho perso l’attimo. Sono partito in modo disastroso e ho perso subito terreno”.

MANCANZA DI PASSO

Dopo lo svarione dei primi metri, Vettel ha dovuto lottare contro la mancanza di passo della SF90 rispetto alle W10. “Probabilmente saremmo finiti secondi anche senza il mio errore in partenza… Non avevamo passo, semplicemente. Già avere sbagliato al via ha compromesso la gara, rendendola ancora più difficile visto il ritmo delle Mercedes. Loro andavano fortissimo specialmente a fine stint, ma anche a metà del primo stint Bottas volava. Hamilton ha provato a fare la gara impostandola su una sosta, ma non ha funzionato. Alla fine ho dovuto contenerlo nei punti in cui potevo rosicchiargli qualcosa, vista la velocità con cui mi stava raggiungendo. Forse sarebbe andata diversamente senza quello start, ma va sottolineato che ci mancava il passo. Dobbiamo ancora crescere e migliorare” ha chiosato il tedesco.

Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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