Formula 1Gran Premio Austria

GP Austria, una gara al cardiopalma

Gara terminata nel Red Bull Ring, ma cos’è successo?

George Russell vince un’edizione pazza del GP d’Austria. Nel Red Bull Ring si è visto un nuovo capitolo della sfida Verstappen-Norris e una Ferrari a due facce

Bandiera a scacchi sul circuito di Spielberg, con la conquista della prima vittoria stagionale di Russell e della Mercedes. L’inglese ha saputo sfruttare l’occasione fornita dallo scontro tra i due piloti più in forma del momento, Verstappen e Norris. Alle sue spalle si piazza un infuocato Piastri e un Sainz che ha saputo sfruttare al massimo la sua SF-24. Hamilton chiude ai piedi del podio, riuscendo però, fino a un certo punto della gara, a battagliare con lo spagnolo della Rossa per il terzo posto. Leclerc, sfortunato a causa di un incidente durante il primo giro, termina la sua gara fuori dai punti, con un GP d’Austria iniziato male e finito peggio per il monegasco.


Norris chiude un Gran Premio in modo sfortunato: dopo aver inseguito Verstappen per tutta la gara e averlo raggiunto, si ritira a causa di uno scontro con l’olandese. Il campione del mondo in carica, nonostante una foratura, riesce a conquistare la quinta piazza, raccogliendo punti utili per la lotta al titolo mondiale. Continua il periodo nero di Perez, che chiude settimo alle spalle della Haas di Hulkenberg; il messicano sembra non riuscire a sfruttare al meglio la sua RB20. Piastri, secondo al traguardo, continua a dimostrare di essere fatto della stessa stoffa dei campioni e, per certi aspetti, ricorda il campione del mondo 2007, Kimi Raikkonen.

Primi giri al cardiopalma

Scatta il semaforo e subito la gara si incendia con un incidente: Leclerc va al contatto con Piastri, danneggiandosi l’ala anteriore e ritrovandosi costretto a rientrare ai box. In pista si vedono i primi tentativi di sorpasso da parte dei due piloti Mercedes, con Sainz che al quarto giro scavalca Hamilton e si issa in quarta posizione. Piastri compie un bellissimo sorpasso su Perez. All’undicesimo giro inizia la girandola dei pit stop per i piloti fuori dai punti. Verstappen e Norris, primo e secondo, iniziano a creare un vuoto alle loro spalle, distanziandosi di dieci secondi da Russell.

Fioccano le penalità

Al ventiduesimo giro, i piloti nelle prime posizioni iniziano a rientrare per il cambio gomme. Durante questa fase, aumenta la tensione tra i piloti. Piastri “denuncia” via radio che Hamilton ha tagliato la linea dei box prima di rientrare, e l’inglese viene penalizzato. Poco dopo, Norris comunica via radio che Verstappen ha compiuto un unsafe release, ma la direzione gara decide che l’olandese non ha compiuto nulla di illegale e non lo penalizza. Perez riceve una penalità di cinque secondi per eccesso di velocità in corsia box, mentre Alonso subisce una penalità di dieci secondi per uno scontro in gara con Zhou.

Fra i due litiganti il terzo gode

Alla cinquantaduesima tornata inizia una nuova fase di gara, con Verstappen che subisce un pit stop lento. Norris, rientrato anche lui ai box, si ritrova alle spalle dell’olandese e inizia a recuperare secondi, grazie anche a un lungo di Super Max. Da questo momento, inizia una lotta serrata tra i due piloti, con l’inglese che effettua un primo sorpasso ma è costretto a restituire la posizione a causa di un taglio della pista. Il punto di rottura arriva al sessantaquattresimo giro, quando Norris tenta un sorpasso su Verstappen. L’olandese chiude la traiettoria, causando un incidente tra i due. Il pilota McLaren è costretto al ritiro, mentre quello Red Bull riesce a tornare su tre gomme al box, cambiare lo pneumatico e chiudere in quinta posizione. George Russell sfrutta la situazione e vince il GP d’Austria, riportando la Mercedes sul gradino più alto del podio dopo due anni.

 

Mattia Peddis

Sono Mattia uno studente di scienze politiche con la passione per la Formula 1 e per la politica. Il mio obbiettivo è quello di trasmettere la mia passione per il Motorsport attraverso la scrittura

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