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GP Australia, le pagelle assolutamente veritiere

Con il primo appuntamento della stagione ormai in archivio analizziamo le prestazioni dei piloti in pista a Melbourne

Le pagelle del GP d’Australia. All’Albert Park Hamilton la fa da padrone, Vettel insegue per tutta la gara ma non supera. Leclerc recupera dalle retrovie, Perez convince e conferma le previsioni fatte in Catalunya

In Australia il campionato di Formula 1 riparte e con esso le pagelle di F1world.it. Che il primo appuntamento dell’anno in scena all’Albert Park di Melbourne fosse un evento imperdibile per gli appassionati di tutto il mondo non era una novità, ma l’edizione 2020 è destinata a rimanere nella storia. Di seguito, i voti e relative considerazioni della redazione.

HAMILTON, 9

A un solo campionato di distanza dal record del Kaiser il pilota britannico preferito di Sua Maestà la Regina Elisabetta II non vuole mollare la presa e il GP d’Australia è stato una seria dichiarazione d’intenti. Pole, giro veloce e vittoria. Quello dell’Albert Park si prospetta il primo di tanti “cleen sheets” per l’inglese della Mercedes. Autore di un bellissimo duello con Sebastian Vettel, non cede psicologicamente quando, a 40 giri dalla fine, inizia ad accusare il degrado degli pneumatici mescola hard montati due giri prima ai box. Dal gradino più alto non rinuncia a un selfie e ci tiene a ringraziare il pubblico: Siete stati fantastici! Siete un pubblico accaldatissimo, mi fa piacere che la Formula 1 si diffonda sempre più a livello globale!.

VETTEL, 8

L’ex-campione del mondo è chiamato a riprendersi da un’annata non proprio eccellente. In qualifica dà il massimo e si aggiudica la seconda piazzola. Curiosa ed intelligente la scelta fatta in partenza: partire in retromarcia per trovarsi dritto alla prima curva. Incalza Hamilton per tutta la durata della gara, ma evita il sorpasso per risparmiare ai Marshall l’investigazione ed i successivi cinque secondi di penalità obbligatori. “Crazie racazzi, machina fantastica” e tutti a casa. Portare Gin… Matild… Genoveff… Lucilla integra fino alla fine è già un ottimo risultato per il tedesco, ed è già partita la ricerca per un nome ancora più brutto per la monoposto targata 2021.

VERSTAPPEN, 7,5

Ha chiuso il 2019 in crescendo, e non ha deluso neanche all’inizio di questo 2020. La scuderia di Milton Keynes sembra aver trovato nuova linfa grazie alla partnership con Honda, ma sono da rivedere le scritte Led Bull sulle fiancate. L’Olandese Volante raggiunge la bandiera a scacchi in quarta posizione sfruttando al meglio le potenzialità della sua RB16 e la sua sempre più comprovata maturità. Maturità che si è vista tutta in occasione dello splendido sorpasso ai danni della Renault di Ocon. Peccato la Federazione non abbia potuto mostrare l’onboard per via delle frasi dedicate alla madre di quest’ultimo. I lavori socialmente utili imposti dalla FIA dopo l’incidente del 2018 in Brasile sembrano aver dato i loro frutti.

LECLERC, 7

Inizio da incubo quello del predestinato in quel di Melbourne. Fermo ai box nelle FP1 per un problema alla Power Unit, il monegasco quasi incredulo non è riuscito ad andar oltre la diciottesima posizione in qualifica. In tarda serata Mattia Binotto ha rilasciato un’intervista dichiarando di aver capito quale fosse il problema che affliggeva la monoposto #16: “Avevamo dimenticato su i sacchi di sabbia montati in Catalunya”. Questo è stato il punto di svolta nel weekend del ventiduenne del Cavallino Rampante. Recupera 13 posizioni in gara concludendo quinto al suo terzo GP d’Australia.

PEREZ, 8

Il pilota messicano in grande spolvero si aggiudica la sesta piazzola alla fine di una gara estenuante. La Racing Point a Melbourne ha confermato ciò che si era visto a Barcellona. La scuderia di Silverstone ha una monoposto con una marcia in più capace di tenere il passo con quelle dei top team. Perez, dal canto suo, ha ancora voglia di farsi valere. Dopo un duro contatto iniziale con la Renault di Ricciardo scavalca tutto il miedfield, tiene dietro il più possibile Leclerc, cambia il pannolino a Stroll e combatte con Albon fino alla bandiera a scacchi. Un po’ di imbarazzo si è creato quando gli steward hanno fatto notare come dal lato incidentato spuntasse una pancia argentata con la scritta “-edes AMG Petronas”. Seguiranno aggiornamenti.

GROSJEAN&MAGNUSSEN, 5×2

Nessuno nel paddock aveva ben chiaro cosa avesse spinto Gunther Steiner a riconfermare i due nel 2020, ma è presto detto. L’ingegnere di Bolzano ha rivelato che la decisione è arrivata dai piani alti, ma non quelli della Haas. Liberty Media ha deciso infatti di pagare di tasca propria gli ingaggi del francese e del danese per avere ulteriore materiale per la serie Netflix Drive To Survive. Magnussen ha criticato la serie, spiegando come riporti in maniera scorretta il rapporto con il compagno di squadra: “Hanno tagliato le scene in cui ci tiriamo coltelli da una parte all’altra del box”. I due sono stati autori di una qualifica convincente – piazzandosi rispettivamente P7 e P9 – ma per far fronte alla maledizione che sembra colpire la Haas in Australia, al muretto hanno deciso di correre ai ripari e di far scendere i piloti già prima del pit stop. Farlo in corsa nella pit lane forse non è stata una grande idea.

NORRIS, 6

Lando Norris è stata una delle sorprese del 2019. Questo talento dal volto giovane ed innocente ha dato prova di se riuscendo a combattere con i grandi. Non tutta la sua stagione da rookie è stata rose e fiori però, come egli stesso ha ammesso. Il britannico ha riconosciuto di aver mancato di cattiveria in alcuni episodi, ma ha chiarito che da quest’anno la musica è cambiata. Ormai è cresciuto e maturato, ha smesso di bere latte e non deve neanche più dare la mano quando attraversa la pit lane. Da Sainz ha imparato tanto: aggredisce di più i cordoli, è più pulito in trazione e anche il tiro a giro sul secondo palo su FIFA adesso è imprendibile. In gara si limita al compitino, partendo decimo e finendo nono. Per il pupillo della scuderia di Woking però è già una vittoria: ha eguagliato il record di sorpassi di Russell nel 2019.

RICCIARDO, 4,5

Ancora una volta la sfortuna colpisce il pilota australiano nella gara di casa. Un problema in qualifica lo relega all’ultimo posto in griglia, cosicché l’Honey Badger di Perth deve inseguire già dalle prime batture del GP. Memore della brutta esperienza dell’anno scorso con la via di fuga, ha deciso di avvantaggiarsi e partire direttamente senza ala anteriore. Purtroppo per l’ex-pilota Red Bull alcuni fantasmi non sono stati scacciati dalla pausa invernale. Entrato in crisi dopo la scelta sbagliata di aver preferito la Renault alla McLaren, l’australiano non riesce più a prendere alcuna decisione. Richiamato ai box al quindicesimo giro, prima conferma, poi resta fuori, poi non lo sa, forse il problema è lui e non siete voi. Fuori dai punti in una gara non all’altezza delle aspettative. Come ha dichiarato il team principal della scuderia francese Cyril Abiteboul: “Per punizione berrà aceto da una scarpa usata da Toto Wolff nel GP di Germania 2019. C’erano così tanto dentro che stavano annegando”.

GASLY, 4

Conscio di non poter essere retrocesso ulteriormente, il francese si presenta in Australia avendo tutto da guadagnare. La passata stagione del pilota della neonata Alpha Tauri si è conclusa con il raggiungimento del primo podio in carriera, e Gasly si è detto determinato a raggiungerne altri. In Australia il ventiquattrenne di Rouen ha confessato: “Non è stato bello vedere la propria immagine sostituita in tutto e per tutto da quella di un altro. Almeno i miei avrebbero potuto evitare di incollare la faccia di Albon nelle foto di famiglia”. Finisce la gara anzitempo nel ghiaione in curva 3, e nel farlo si porta dietro anche Stroll. Grande l’ovazione dei fan.

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Matteo Tambone

Mi chiamo Matteo, sono uno studente di Laurea Triennale in Fisica presso l'Università Federico II di Napoli. Istruttore di vela, mi piace considerarmi uno sportivo a tempo pieno. Appassionato di Motorsport in tutte le sue forme, seguo la Formula 1 da sempre ed è uno dei miei argomenti di discussione preferiti.

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