DichiarazioniFormula 1

Brawn: “Hamilton merita di eguagliare Schumacher”

Il direttore sportivo della Formula 1 afferma che la prima differenza tra il pilota britannico e il pilota tedesco è l’epoca tecnologica, oltre ad avere personalità completamente differenti

Ross Brawn, direttore generale della Formula 1, ha ammesso che lo rattristerebbe vedere Lewis Hamilton che conquista il settimo titolo nel 2020, eguagliando così Michael Schumacher. Tuttavia, riconosce che il britannico meriterebbe di ottenere tale risultato

Brawn e Schumacher hanno un rapporto amichevole da quando l’ingegnere britannico e il pilota tedesco si sono incontrati in Ferrari nel 1997 e sono rimasti insieme fino al 2006, per poi proseguire in Mercedes dal 2010 al 2012. Il dirigente sportivo è rammaricato al solo pensiero che Lewis Hamilton possa ottenere il settimo titolo iridato, eguagliando così Michael Schumacher, ma ammette che sarebbe un risultato totalmente meritato“E’ un po’ frustrante per me, ma se il pilota britannico continua così, merita di vincere il settimo titolo”, ha dichiarato l’ex direttore tecnico della Ferrari alla rivista Bild.

HAMILTON/SCHUMACHER: DUE DIFFERENTI PERSONALITA’ A CONFRONTO

Il sei volte Campione del Mondo ha ottenuto il suo primo titolo nel 2008 con la McLaren, mentre i cinque seguenti li ha ottenuti tra il 2014 e il 2019 con la Mercedes. Solo Nico Rosberg è stato in grado di fermarlo nella stagione del 2016: “Se vince non sarà una fortuna, perché è un pilota fantastico. L’ingegnere ha sottolineato che è molto difficile trovare similitudini tra il Kaiser e il pilota di Stevenage, perché sebbene furono entrambi in pista tra il 2010 e il 2012, hanno vissuto in epoche tecnologiche diverse. A tal proposito ha affermato: “Stiamo parlando di periodi e monoposto completamente diversi, oltre ad avere personalità totalmente differenti“.

Nonostante le molteplici attività che svolge al di fuori della pista, il direttore sportivo ha riconosciuto che il pilota britannico del team di Brackley riesce comunque a dare sempre il massimo, mentre il sette volte Campione del Mondo era uno studioso delle gare e comprendeva perfettamente il comportamento della sua monoposto. “Hamilton ha un alto livello di professionalità e lavora molto duramente, ma Schumacher capiva molto bene i dettagli della sua vettura, seppur questo è qualcosa di cui il sei volte Campione del Mondo non ha bisogno oggi”, ha così concluso l’ingegnere.

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