Formula 1

Formula 1 | Williams: il congedo di Paddy Lowe è la fotografia del momento

Il congedo del direttore tecnico Paddy Lowe, preludio quasi certo di un addio definitivo, è solo l’ultima conseguenza di due anni disastrosi a Grove

Nelle scorse ora è arrivato l’annuncio del congedo di Paddy Lowe. Il direttore tecnico della Williams, nel team dal 2017, lascia momentaneamente il ruolo per motivi personali, ma è ben chiaro che questa situazione di stallo sarà conclusa con un addio definitivo. Responsabile del progetto che ha dato vita alla FW42, l’inglese ha preso una decisione che spiazza tutti, considerando l’imminente inizio del campionato mondiale. Un dietrofront clamoroso, che conferma così le sensazioni negative attorno alla Williams. Sarebbe dovuta saltare una testa, e quella che è saltata è di Lowe, perché di fatto si tratta di una scelta obbligata per l’inglese e perché no, imposta dai piani alti del team.

Arrivato a Grove nel 2017, l’avventura di Paddy Lowe ha portato più dolori che gioie. Partendo da un errato sviluppo della FW40, passando per una FW41 capace di collezionare solamente 7 punti, il lavoro di Paddy Lowe ha toccato il fondo con la progettazione della FW42, vettura definita da lui veloce e chiaramente più performante di quella del 2018. Aspettative molto ottimistiche, a tratti utopistiche, che non hanno trovato conferma né dai risultati dei primi test, né dalle parole di Russell e Kubica. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata appena dopo i test di Barcellona, con la doppia irregolarità trovata dalla FIA nella FW42. Proprio questa situazione tragicomica ha spinto Lowe a prendersi “una pausa”, essendo lui il responsabile del progetto.

lowe mercedes

Paddy Lowe paga anche colpe non sue? Dico di si, partendo dalla figura che gli ha affidato in mano le redini tecniche del team: Claire Williams. Fin dal primo momento in Williams, Paddy Lowe è stato considerato il salvatore della patria, quella figura di spicco proveniente da un top team in grado di risollevare la Williams. Così non è stato, e forse il britannico è stato anche sopravvalutato, considerando che un team diventa vincente con una squadra forte, non con i singoli. I singoli sono importanti, ma nessun ingegnere trionfa senza una squadra forte. Le stagioni vincenti in Mercedes sono infatti stato frutto di un lavoro collettivo ottimale, svolto da un gruppo coeso e gestito in maniera perfetta dall’altro.

In Williams purtroppo tutto questo non è accaduto, ed è imbarazzante come i vertici del team abbiano potuto pensare di svoltare una situazione già in declino con un singolo uomo. Quelle che hanno caratterizzato questi anni in Williams sono scelte sbagliate fatte da persone sbagliate, ed il primo nome che salta all’occhio è ovviamente quello di Claire Williams. Nessuno mette in discussione la sua intelligenza e preparazione, ma forse non è stata la figura adatta per gestire un team tra i più grandi in Formula 1, sia come storia che come dipendenti. Ci saranno sicuramente molti altri fattori che hanno influito a questo declino, ma penso sia surreale come a Grove abbiano bruciato i propri soldi, con investimenti sbagliati e con la fiducia riposta nelle persone sbagliate.

williams f1 2019m 2

Quelli fatti negli ultimi anni sono investimenti importanti, i quali però non hanno portato i risultati sperati. E di chi è la colpa? La colpa è di chi gestisce il team, e proprio la gestione è stato, a mio avviso, il problema principale di questi anni. Indietro purtroppo non si torna, e da questo momento storico, il più basso della storia per la Williams, difficilmente se ne verrà fuori nel breve periodo. Si stanno pagando le scelte sbagliate di 3-4 anni, durante i quali il declino tecnico è stato terrificante ed a tratti inaspettato, considerando i risultati incredibili raggiunti dal team nei primi 2 anni dell’era power unit.

Il 2019 è alle porte, e le dimissioni del capo tecnico, come detto nel titolo, consegna una fotografia drammatica e triste del momento storico di un team come la Williams. Mondiali vinti, gloriose vittorie ed anni d’oro occultati malamente da una situazione senza apparenti vie d’uscita. Serve una rifondazione di TUTTO il team, e serve subito prima che sia troppo tardi.

Andrea Barilaro

Mi chiamo Andrea, ho 21 anni, abito a Milano e sono uno studente universitario. Ho una passione enorme per Formula 1 fin da piccolo, e negli anni questa passione è diventata sempre più grande. Il sogno è quello di far diventare questa passione un lavoro in futuro: ho iniziato a scrivere i primi piccoli articoli già a 10 anni, e col passare del tempo ho sempre dedicato molto tempo a questa passione. Il primo ricordo di Formula 1 che ho risale al gran premio di Monza del 2007, quando andai all'autodromo per la prima volta con mio padre a vedere la gara, e da quel momento non ho più abbandonato questo meraviglioso sport.

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