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Formula 1 | Rubens Barrichello si sente fortunato ad essere vivo dopo il tumore

L’ex pilota di Formula 1, Rubens Barrichello ha rivelato di sentirsi fortunato ad essere vivo dopo aver scoperto di avere un tumore al collo

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Rubens Barrichello è stato ricoverato in ospedale a febbraio dopo aver avuto un fortissimo mal di testa. È stato rilasciato pochi giorni dopo, ma successivamente ha subito un intervento chirurgico per rimuovere un tumore benigno. Intervistato dal programma televisivo brasiliano ‘Conversa com Bial’, Rubens Barrichello ha mostrato una grossa cicatrice sul lato sinistro del collo nel punto in cui i medici l’avevano operato. “Dopo tutto quello che è successo, ho dovuto fare un sacco di controlli per saperne di più sulle mie condizioni di salute e hanno trovato un piccolo tumore al collo, che hanno rimosso dopo una gara che ho fatto a Interlagos per la stock car”, ha così affermato.

“L’ho rimosso perché, anche se era un tumore benigno, sarebbe cresciuto e non volevo avere quel tipo di disagio in macchina” ha così proseguito il brasiliano. Il quarantacinquenne ha detto che i medici gli avevano detto che è stato incredibilmente fortunato a non soffrire di disturbi negativi a lungo termine dalla sua precedente visita in ospedale. “Un nostro amico che è un medico ha visto che ero in cattive condizioni e mi ha detto che sono stato molto fortunato. La vena che si è aperta si è rigenerata con il proprio sangue in due ore. Quando sono arrivato all’ospedale hanno messo una cannula e hanno visto che la vena si era chiusa” ha così proseguito il proprio racconto Rubens Barrichello.

“Quando sono uscito dall’ospedale, mi hanno detto che solo il 14% delle persone è uscita da questa situazione come ho fatto io. La restante percentuale purtroppo muore”. Parlando del malore che lo ha portato in ospedale, Rubens Barrichello ha concluso dichiarando: “Ero a casa a fare una doccia e improvvisamente ho sentito un forte dolore alla testa. Da zero a dieci direi che era un mal di testa da otto o nove, veramente forte! Ero sdraiato sul pavimento, non volevo svegliare nessuno, ma mi faceva tanto male. Sono tornato nella mia camera da letto ed ho svegliato mia moglie Silvana, ho iniziato a sentirmi male ed ho capito che si trattava di una cosa grave”.

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Sabrina Aceto

Mi chiamo Sabrina ho 27 anni e sono milanista sfegatata da quando sono nata. Quando meno me l'aspettavo, la Formula 1 mi ha stravolto la vita e grazie a Fernando Alonso e ad Ayrton Senna mi sono innamorata di questo magico sport. Avere due miti come loro è un vero onore ed essere Alonsista è pura magia! Il mio tifare per il pilota, agli occhi di molti mi rende una tifosa atipica, ma come dice il mio cantante preferito Nesli “Cosa diranno non importa, non conta più, perché alla fine ciò che resta sei solo TU!” Ed è vero, ciò che conta veramente sono le emozioni ed i valori che una persona riesce a trasmetterci, ciò che dicono gli altri non ha importanza.

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