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Formula 1 | Ricciardo: “Non capisco il miglioramento della Red Bull”

L’australiano fatica a spiegarsi le ragioni di una RB14 così competitiva nelle gare conclusive. Fosse tutto filato liscio, secondo Ricciardo la Red Bull avrebbe vinto a mani basse anche a Austin e a Interlagos

Nella seconda metà di stagione, l’unico lato del box Red Bull a sorridere è stato quello di Max Verstappen. Dal Belgio in poi, l’olandese ha messo a segno ben 7 podi, compresa la vittoria del Messico e quella sfiorata in Brasile. Diametralmente opposto il discorso per Daniel Ricciardo: come per maledizione, dopo l’annuncio dell’addio alla Red Bull, nulla gli è più andato dritto nelle corse conclusive. L’unico momento di gloria, Ricciardo lo ha vissuto nelle qualifiche del Messico, dove strappò la pole a Verstappen per 26 millesimi. Gioia effimera, però, visto che 24 ore dopo la sua RB14 lo tradiva per l’ennesima avaria tecnica, facendogli dire di non voler correre gli ultimi due appuntamenti stagionali.

Nonostante i risultati di Ricciardo rivelino tutt’altro, la seconda metà di stagione ha visto una Red Bull in forte crescita. A parte Città del Messico (dove una Red Bull aveva vinto anche l’anno scorso), a colpire di più sono state le prestazioni a Austin ed Interlagos, due tracciati dove le Red Bull dell’era ibrida avevano sempre faticato ma dove la RB14, quest’anno, ha sfiorato il successo. Per ritrovare una macchina di Newey vincente negli USA e in Brasile bisogna risalire al 2013, quando erano in vigore i motori aspirati.

Performance, quelle della RB14, che hanno lasciato perplesso lo stesso Ricciardo: “Questo sport a volte ti confonde. È quello che è successo a me in Brasile, ad esempio. Ad inizio gara ho dovuto sbarazzarmi di un po’ di avversari, quindi ho consumato le gomme parecchio. Ma ad un certo punto ero addirittura più veloce di Ferrari e Mercedes!.

“Poi è stata dura portare a termine i sorpassi, ma ero decisamente più veloce. Non saprei dire se noi della Red Bull abbiamo fatto un lavoro complessivamente migliore, oppure se loro (Ferrari e Mercedes n.d.r.) abbiano sbagliato qualcosa. Di sicuro, noi siamo stati performanti in questo fine stagione. Ad Austin, Max ha rimontato dal fondo classifica rischiando di vincere. A Città del Messico avremmo fatto doppietta e, fossi partito davanti, credo che sarebbe andata allo stesso modo anche ad Interlagos. Insomma, con la nostra macchina quelle tre gare potevamo vincerle tutte.

Cosa ha permesso alla Red Bull di rilanciarsi in modo così prepotente? “L’aerodinamica è stata di altissimo livello – ha commentato Ricciardo – Basta guardare certi video onboard: la testa degli altri piloti si muove molto nelle curve, mentre io e Max siamo sempre abbastanza stabili”.

Secondo Verstappen, le ragioni di un miglioramento così consistente sono da ricercare nella validità degli aggiornamenti. “Generalmente, continuiamo a portare evoluzioni per migliorare la macchina – ha spiegato l’olandese – Ogni aggiornamento ha dimostrato di funzionare, mentre altri team hanno incontrato più difficoltà in tal senso”. Tesi confermata anche da Chris Horner: “Verso Montreal, quando sono stati introdotti gli upgrade ai motori, abbiamo perso terreno. Ma nella seconda metà stagione ci siamo messi di nuovo in una posizione vincente. Già la macchina era consistente ad inizio campionato, ma con le evoluzioni della seconda metà di stagione abbiamo migliorato ancor di più”.

 

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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