2018Analisi della redazioneFormula 1

Formula 1 | Ricciardo-Ferrari-Red Bull: storie di amori che vanno e (non) vengono

Daniel Ricciardo: storia di un’avventura tanto bella quanto difficile in Red Bull e della chiamata attesa, arrivata ma mai in modo convinto da Maranello

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Come si suol dire, dal paradiso all’inferno è un attimo. Lo sa bene Daniel Ricciardo, che durante questo 2018 ha vissuto la pagina più triste e negativa della sua vita sportiva in Formula 1. La sua avventura in Red Bull è arrivata al suo epilogo: un finale triste, un addio amaro per ambo le parti. Daniel ha dato tanto alla Red Bull e la Red Bull ha dato tanto a Daniel. Qualcosa però si è fratturato in questo che fino ad inizio 2018 sembrava un rapporto solido, di stima e rispetto reciproco tra i vertici del team ed il pilota australiano.

Maledetta Monaco“. Questa è la frase utilizzata più spesso dagli addetti ai lavori, e non per descrivere l’ultima annata in Formula 1 di Ricciardo: la famigerata gara del Principato ha condotto Daniel in paradiso. Un weekend stupendo, per certi versi perfetto, troppo perfetto. Da quel momento in poi Daniel non è più riuscito a salire sul podio, non è più riuscito ad andare forte e mostrare il suo talento, per colpe non sempre sue. Dopo Monaco Daniel ha perso la fiducia nella Red Bull ed è sprofondato all’inferno.
Ad agosto, durante le tre settimane a motori spenti che ci guidano dall’Ungheria al Belgio, è arrivata una notizia che ha fatto tanto tanto rumore: Daniel Ricciardo lascerà a fine stagione la Red Bull per andare alla Renault.

“Ma un pilota del calibro di Ricciardo alla Renault?”. “Perchè andare in un team che dal suo ritorno in Formula 1 nel 2016 ha sempre lottato a metà classifica?”. “Ma non doveva andare in Ferrari al posto di Raikkonen?”.
Queste sono solo alcune delle domande che ci siamo posti un po’ tutti: ci siamo chiesti il motivo di questa scelta e soprattutto il motivo per il quale Ferrari non si sia mossa (o non abbia voluto muoversi) per ingaggiare uno dei piloti più veloci ed amati del Circus. Daniel era stanco. Voleva dire basta ad una situazione che lo stava travolgendo. Daniel voleva sentirsi amato e voleva essere trattato per ciò che è: un campione, dentro e fuori la pista.

Se in Red Bull si sono fatti sfuggire un grande, essendo occupati a coccolare e far crescere il proprio figliol prodigo Verstappen, le voci dicono che in Ferrari si erano mossi già da tempo per accaparrarsi Ricciardo, che avrebbe dovuto sostituire Kimi Raikkonen. Nel mese di agosto il clima a Maranello non è affatto disteso e tranquillo: la ferita, aperta e che non sarà mai ricucita, della perdita di Marchionne fa ancora molto male. Il campionato di Formula 1, oltre la lotta tra Vettel ed Hamilton, vede l’avvento di un nuovo che avanza: un ragazzo sbarbato, giovane e all’apparenza tranquillo. Ma dannatamente veloce. Questo ragazzo è Charles Leclerc. Un predestinato, il pilota di punta della Ferrari Driver Academy ed un talento fuori dal comune.

Sergio Marchionne, uomo dal grande carisma e dalla grande personalità, non si è mai nascosto durante le sue uscite pubbliche: voleva Leclerc sulla Ferrari nel 2019. Se il presidente ci ha visto giusto lo diranno il tempo ed i risultati.
La volontà di Marchionne ha senza dubbio condizionato la scelta del Cavallino Rampante, che ha deciso di snobbare Ricciardo per ingaggiare il giovane monegasco. Hanno snobbato personalità, velocità ed esperienza per puntare su gioventù, talento e spensieratezza.
Sergio Marchionne è rimasto nel cuore di tutti i tifosi Ferrari e non solo, quindi che a Maranello abbiano scelto Leclerc anche per questo motivo è una tesi più che valida. Ma siamo sicuri che non ci sia altro dietro questa scelta?

Partiamo dal 4 volte campione del mondo che è in Ferrari da quattro anni e che si appresta ad iniziare il quinto: Sebastian Vettel. Non ha bisogno di presentazioni: un pilota totale, completo, che però in questo 2018, anche a detta sua, non ha dato il meglio di sé. Voglio farvi ora una domanda: chi è l’unico compagno di squadra incontrato da Sebastian che durante la carriera in Formula 1 lo ha messo più in difficoltà e lo ha battuto? Concorderete che sia stato proprio Daniel Ricciardo nel 2014.
Il 2014: un “anno zero” per la Formula 1, con l’inizio dell’era turbo-ibrida e del dominio Mercedes. Vettel chiude la stagione al quinto posto con 167 punti e 4 podi, mentre Daniel Ricciardo, al suo primo anno in Red Bull finisce terzo nella classifica iridata, con 238, 3 vittorie e altri 5 podi.

La scelta Ferrari è forse derivata anche dalla volontà di Sebastian Vettel? Chissà, forse non lo sapremo mai o forse non è stato così, ma se la mia tesi è valida ho un’altra domanda da farvi: siamo sicuri che con l’ingaggio di Charles Leclerc non sia addirittura peggio per Sebastian Vettel, se davvero non voleva un pilota con la capacità di batterlo?
Il tempo ci dirà tutto, ci fornirà magari spiegazioni e soluzioni agli enigmi. Enigmi che sono davvero tanti attorno alla vicenda Ricciardo-Ferrari-Red Bull.

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Andrea Barilaro

Mi chiamo Andrea, ho 21 anni, abito a Milano e sono uno studente universitario. Ho una passione enorme per Formula 1 fin da piccolo, e negli anni questa passione è diventata sempre più grande. Il sogno è quello di far diventare questa passione un lavoro in futuro: ho iniziato a scrivere i primi piccoli articoli già a 10 anni, e col passare del tempo ho sempre dedicato molto tempo a questa passione. Il primo ricordo di Formula 1 che ho risale al gran premio di Monza del 2007, quando andai all'autodromo per la prima volta con mio padre a vedere la gara, e da quel momento non ho più abbandonato questo meraviglioso sport.