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Formula 1 | Qualifiche GP di Austria 2018, le pagelle

Sulla Stiria, il cuore delle foreste della bellissima Austria giganteggia la Mercedes. Prima fila filata, una Ferrari al sabato impotente

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Pagelle qualifiche da Spielberg. Mercedes per la seconda volta riconquista l’intera prima fila in qualifica. Bottas su Hamilton, inavvicinabili per la Ferrari, quando dopo il debutto dello step 2 della power unit, e del nuovo pacchetto aerodinamico, sembra ritornata la vettura infallibile in qualifica conosciuta dal 2014.

Piloti

Romain Grosjean – 7

La Haas ha fatto un figurone anche quest’anno sulla pista di Spielberg stavolta con lo scomparso Romain Grosjean. Non una novità se si guarda lo scorso anno, la scorsa Austria. Una assoluta novità confinando l’orizzonte temporale a questo 2018, dove il pilota francese non era ancora pervenuto. Anche in riferimento al compagno di colori di nome Magnussen. La Stiria lo ispira particolarmente, con quegli alti ed inquietanti abeti, tipici alpini che lo rasserenano evidentemente alla vista. Austriaco.

Max Verstappen – 8

L’olandese ha fatto una buona figura davanti i suoi tifosi orange accorsi dai relativamente vicini Paesi Bassi. Pur combattendo con una RB14 per niente all’altezza, affaticata da malanni invisibili. Max è sempre capace di non cadere in distrazioni, complessi di inferiorità del mezzo quando non soffre la foga dello strafare. Una condizione mentale di equilibrio il più delle volte stabile, un gusto prediletto per tirar fuori il giro veloce dal suo manico. Una posizione di partenza positiva per approfittare di guai inaspettati per i quattro davanti. Efficace.

Kimi Raikkonen – 8

Il finlandese rosso ritrova una decentissima dimensione sulla pista old style di questa Austria tutta all’insegna del blasone Red Bull. Un Kimi in crescendo per tutto il weekend, tanto da giungere a qualche decimo dall’altra rossa, quella dotata della nuova power unit del cavallino. Una SF71H #7 bella pimpante, nonostante sulla carta meno prestazionale. Un pilota che sulle onde delle indiscrezioni sul futuro lontano da Maranello, dalla Formula 1, riesce a fare un onesto e proficuo lavoro, stavolta. Stabile.

Sebastian Vettel – 8

Sebastian Vettel trova un giro decente, non propriamente all’altezza della sua fama in qualifica, una giornata un po’ no. Disturbato dal misfatto Sainz, forse, al limite con una Ferrari che dal Canada sembra essere tornata un tantino in affanno rispetto alla rivale d’argento. Un momento complicato che lo vede in lotta nuovamente in partenza con un muro grigio, all’apparenza insormontabile anche in condizioni di gara. Nonostante gli illusori riscontri del venerdì in simulazione gara. Una domenica molto complessa. Ingabbiato.

Lewis Hamilton – 9

Lugino si deve accontentare di partire dalla seconda casella dello schieramento del GP di Austria. Una gran bella posizione, comoda comoda, che aprirebbe il campo a tantissime possibilità di vittoria alla domenica. Un Hamilton che ha tentato di domare una pista poco amata, ancora una volta, riuscendoci in maniera alquanto evidente a guardare l’esiguo distacco rimediato dal poleman di giornata. Un momento in discesa apparente per questo Lord di Stevenage che con calma serafica prende tutto il possibile. Onnipresente.

Valtteri Bottas – 10

Meglio essere notati? Meglio essere notevoli. Questa la filosofia dell’altro finlandese della Formula 1 in questa stagione poco affetta da rendimenti altalenanti. Bello presente sulle coperture Pirelli standard, quasi sempre meglio dell’ingombrante vicino di box. Un Bottas spaziale tra le romantiche ed acuminate pieghe del tracciato austriaco tanto amato. Seconda pole position consecutiva, di autorità, con un doppio giro da pole, ben assortiti di fucsia. Un nodo domenicale alla Zeltweg 2002 evidente in casa Mercedes domani. Perfetto.

Team

Red Bull – 7

La blue di casa ha fatto una relativa scarsa figura dinanzi un territorio locale addobbato a lattine manco fosse un Natale estivo. Una RB14 abbastanza in ritardo, lontana parente di quella apprezzata in estremo nord America continente, lenta sui più corti allunghi del primo settore di pista, ma non solo. Una prestazione sottotono un po’ inaspettata, su di una pista comunque corta in chilometri. Un ritardo colmabile in parte in gara, quando le cavallerie rosse e argentee dovranno gestire la vita. Gambero.

Ferrari – 8

La SF71H subisce una battuta d’arresto preoccupante, troppi i decimi accusati da entrambe le Mercedes, un deficit cronometrico troppo elevato. Una prestazione inaspettata, in decisa controtendenza per la prima volta, un epilogo deducibile da quella scelta viola lato gomma varata nella Q2. Un momento molto critico per Maranello che vede una vettura soffrire anche in termini di assetti, in un troppo leggero progredire. Impressioni, da scacciare negli appuntamenti a venire, per un campanellino d’allarme che c’è. Lenta.

Mercedes – 10

La casa di Stoccarda fa paura in pista, specialmente fuori pista. A poco serve carpire stupori, terrori, imbarazzi in altre di circostanze sulla faccia del Sig. Toto Wolff. Lui, la marcia in più, il fattore di aggregazione ideale e pressoché infallibile che giostra in chiave positiva le negatività di un’intera squadra dominatrice da tantissimi anni. Un momento ON, trovato con calma, con metodo ed equilibrio mentale, con un lavoro pazzesco in ogni ambito da Brackley a Brixworth, fino ai teatri di gara. Imperiale.

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Gianluca Langella

Ingegnere Meccanico, operante come libero professionista nel mondo degli Impianti Tecnologici Civili ed Industriali. Innamorato di auto, e dall'arrivo di quel Tedesco nativo di Kerpen, votato alla causa Ferrari dal 1996. Un amore incondizionato per la F1, da me definita come "Lo Sport che risveglia i Talenti dell'uomo." Mi è mancato il coraggio di lasciare i miei natali per andare al Politecnico di Torino a studiare Ingegneria dell'Autoveicolo. Mi rimane la scelta di osservare, analizzare, godere e non, di tutto quanto offerto, di anno in anno, da questo beneamato sport motoristico. Mi resta un sogno nel cassetto, irrealizzato, da donare, eventualmente, ad un mio futuro figlio. Quello di vederlo diventare, un giorno, Ingegnere in Ferrari.

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