2018Analisi della redazioneGran Premio ItaliaPagelle

Formula 1 | Qualifche GP di Italia 2018, le pagelle

Pagelle qualifiche da Monza. È la zampata finale del vecchietto della griglia, di Kimi Raikkonen. Un giro stavolta di quelli perfetti, di quelli alla Hamilton, alla Vettel. Una Ferrari che aveva ancora qualcosina da dare sulla Mercedes del monumentale reggente di questo tempio della velocità. I punti si fanno alla domenica, come sempre. Alta tensione, inferno rosso.

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Piloti

Romain Grosjean – 8

Zitto, zitto, il francese più scarso del momento cancella i suoi agguerriti rivali dalla qualifica del GP di Italia. Lui si, sfrutta la Haas motorizzata Ferrari mentre lo scomodo danese di nome Kevin si era arenato in un duello rusticano con Alonso alla chicane del rettifilo. Lui si, doma un Carlos Sainz agguerrito, ed imprevisto, un Esteban Ocon, forte in Brianza, rinato dal rietro dalle ferie. Romain artiglia questa Formula 1 con quello che rimane dalle sue scorticate unghie. Si piazza a chiudere le prime tre file dello schieramento di domani con un colpo di reni risolutore. Sorprendente.

Max Verstappen – 8

Il ragazzo terribile delle prime gare pare aver lasciato il campo ad un computer programmato per vincere il mondiale degli altri. Lucido, e poco ansioso di prestazione, rilassato dopo il rinnovo a Milton Keynes, dopo l’uscita di Daniel Ricciardo alla fine della stagione. La qualifica è costantemente un grande suo terreno di caccia, un momento del weekend dove si esalta, dove è capace di mettere sull’asfalto quasi sempre il decimino in tasca del suo talento. Pur sempre il solito bell’andare di un olandese volante, revisionato mentalmente, forse pronto per una guerra iridata. Non’appena… Saggio.

Valtteri Bottas – 6

Il Valtteri monzese al momento è sembrato l’ombra del miglior Bottas apprezzato nella prima parte di stagione. Anche in qualifica. Dietro, staccato dal capofila Mercedes, per una condizione similare alla ripresa delle ostilità vissuta nel 2017. Moscetto nel dopo vacanze, declassato a scudiero ufficiosamente dal suo capo Toto Wolff. Un attore di una farsa che va avanti da Sakhir 2017, quando avvenne la sua investitura di soldato da macello. Una condizione di sudditanza che alla lunga lo butta giù, gli fa scendere sotto le gomme ogni motivazione, ogni residuo di sogno iridato. Trasparente.

Lewis Hamilton – 9

Ha condotto una qualifica da Re. Ha saputo inventarsi decimi in punti dove ne prendeva per tutte le libere. Ha confermato l’ennesima volta di essere capace di fare la sua differenza nel giro secco. Ha tenuto altissimo il suo onore di dominatore del sabato in terra brianzola. Ha dovuto soccombere a due campioni del mondo, onoratissimi sfidanti dei quali ha tessuto le lodi alle interviste. Un ghigno sotto quella riconoscenza verso il gran lavoro di chi l’ha battuto, ad aprire idee di chance di vittoria ugualmente. Un sovrano che non si arrenderà facilmente, al quale dovranno essere inferti colpi molto più potenti ancora. Elegante.

Sebastian Vettel – 8

Vettel pare guardare troppo avanti, solo il retrotreno di quella W09 #44 che pareva volergli sfuggire a distanza dal muso. Troppo generoso alla chicane del rettifilo, misurato per tutto il resto del circuito, indigesto in parabolica con la sua SF71H, anche nel suo giro da pole position. Meglio del rivale, peggio del compare d’armi, un po’ per tutto il weekend. Incerto in quel viatico per l’inserimento nella curva incriminata, ben lontano visivamente nella mossa dalla decisione di Hamilton, dalla dolce scorrevolezza di Raikkonen. Un giro non perfetto, si, caro Sebastian. Si. Precipitoso.

Kimi Raikkonen – 10

Le aveva provate di ogni in questi quattordici appuntamenti d’annata per partire al palo domenicale. Ci riesce proprio a Monza, uno dei posti dove non era mai riuscito ad ottenere la pole position. Lo fa nel momento migliore, sul palcoscenico più appassionato. Lo fa in maniera clamorosa. Proprio come recitava uno striscione che lo titolava quale il migliore, e così è stato. Quantomeno in questo sabato rosso, in barba ai due campioni che stanno infiammando il mondiale. In un momento in cui la Ferrari, del tutto inaspettatamente, gli deve aver chiesto una prova in più per la firma della riconferma 2019. Presente.

Team

Red Bull – 6

A Milton Keynes hanno sparato tutte le cartucce, sembrano avviarsi sempre più rapidamente verso lo sventolare della bandiera bianca. Indeboliti da un Ricciardo che patisce le pene dell’inferno sulla sua RB14, relegati anche in condizioni di bagnato a semplici comparse. Un progetto monoposto 2018 che pare esaurire ogni prospettiva di sviluppo prestazionale, troppo legata da un Newey testone al passo corto. Questione di passi, insomma, che garantiscono soltanto il mantenimento della supremazia nel mondiale degli altri, per una realtà tecnica che chiede inevitabili stravolgimenti di indirizzo. Lenta.

Mercedes – 9

La W09 è oramai etichettata di non essere più all’altezza della rivale dal vestito rosso. Ci sarebbe effettivamente da crederlo, non soltanto dal rientro estivo, eppure viene messa degnamente in lotta anche nel sabato di Monza. Piuttosto, una Mercedes giunta meno preparata, sicura sullo step 3 della sua power unit, per un approccio cauto in Belgio che ha dato il là a più brio in potenza sui rettilinei immersi nel parco nord di Milano. Una scuderia che non accenna a lasciare il passo, che ha sempre le idee chiarissime per guastare la festa agli usurpatori di Maranello. Poderosa.

Ferrari – 10

Quota parte di figurone dinanzi il pubblico di casa la Ferrari è stata capace di portarla all’ovile. Una bella doppietta da sabato, che conta quanto una nuvola nera che di acqua stenta a lasciar cadere. Una prestazione fantastica per lo spettacolo, per gli attori del teatro tribune più coreografico del calendario. Una troppo teorica ipoteca ad una gara tutta da correre, su di una pista tutto fuorché banale, alla mercé di una pressione immane. Il pubblico di casa da spesso una ulteriore iniezione di fiducia, oltre a determinare indirettamente, talvolta una clamorosa,  grossa figuraccia. Attenta.

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Gianluca Langella

Ingegnere Meccanico, operante come libero professionista nel mondo degli Impianti Tecnologici Civili ed Industriali. Innamorato di auto, e dall'arrivo di quel Tedesco nativo di Kerpen, votato alla causa Ferrari dal 1996. Un amore incondizionato per la F1, da me definita come "Lo Sport che risveglia i Talenti dell'uomo." Mi è mancato il coraggio di lasciare i miei natali per andare al Politecnico di Torino a studiare Ingegneria dell'Autoveicolo. Mi rimane la scelta di osservare, analizzare, godere e non, di tutto quanto offerto, di anno in anno, da questo beneamato sport motoristico. Mi resta un sogno nel cassetto, irrealizzato, da donare, eventualmente, ad un mio futuro figlio. Quello di vederlo diventare, un giorno, Ingegnere in Ferrari.

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