2018Formula 1Gran Premio Italia

Formula 1 | La Haas nel mirino delle proteste, perché?

Il Team Principal della Haas, Gunther Steiner afferma che i suoi rivali hanno fatto ricorso a mezzi legali per cercare di fermarli perché non riescono a batterli in pista. Sarà davvero così?

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Dopo che la Renault ha protestato contro la monoposto di Romain Grosjean al termine del Gran Premio d’Italia, la Haas è stata privata del sesto posto ottenuto dal pilota francese, dopo che la FIA ha stabilito che il suo fondo non era conforme. Ma in casa Haas non stanno di certo a guardare, anzi hanno deciso di interpellare la Corte d’Appello Internazionale della FIA perché sono fermamente convinti che non abbiano fatto nulla di male e che sia tutto conforme. Con quei punti persi il team Haas è tornato dietro la Renault nella classifica del Campionato Costruttori, perciò per Gunther Steiner è chiaro il motivo per cui il suo diretto rivale ha mosso tale accusa nei loro confronti.

Al Team Principal della Haas è stato chiesto se la recente controversia è stata una semplice coincidenza o una cosa che doveva aspettarsi ed a riguardo ha affermato: “Onestamente non mi aspetto una cosa del genere, ma a volte la gente reagisce in questo modo. Se non riescono a batterti in pista, cercano di ostacolarti in altro modo. Questo è ciò che sta accadendo adesso”. Gunther Steiner suggerisce che, in mezzo a una serrata battaglia tra squadre, è inevitabile che i team tentino azioni del genere, perciò ha dichiarato: “A volte, devi farlo. Provi qualsiasi approccio nelle corse. Ma questa è la cosa giusta da fare? Lascerò che siano gli altri a determinarlo”.

Anche se il team Haas ora si gioca la difficile carta della Corte d’Appello a Parigi nelle prossime settimane, Gunther Steiner ha insistito sul fatto che la squadra non si distraerà dai suoi sforzi per sorpassare la Renault in classifica, perciò ha concluso dichiarando: “Questo non ci distrae affatto, anzi. Il team sa perfettamente dove deve impegnarsi. Quando siamo in pista diamo sempre il massimo per ottenere buoni risultati e lasciamo fuori dal circuito qualsiasi altra questione”.

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Sabrina Aceto

Mi chiamo Sabrina ho 27 anni e sono milanista sfegatata da quando sono nata. Quando meno me l'aspettavo, la Formula 1 mi ha stravolto la vita e grazie a Fernando Alonso e ad Ayrton Senna mi sono innamorata di questo magico sport. Avere due miti come loro è un vero onore ed essere Alonsista è pura magia! Il mio tifare per il pilota, agli occhi di molti mi rende una tifosa atipica, ma come dice il mio cantante preferito Nesli “Cosa diranno non importa, non conta più, perché alla fine ciò che resta sei solo TU!” Ed è vero, ciò che conta veramente sono le emozioni ed i valori che una persona riesce a trasmetterci, ciò che dicono gli altri non ha importanza.

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